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Messina, l’isola che non c’è: il Consiglio taglia le ali all’area pedonale di Cairoli. E Accorinti rischia di trasformare il suo mandato in una fiera delle occasioni perdute

Isola CairoliNon so se ha ragione Francesco Palano Quero, presidente della Quarta Circoscrizione, quando afferma che il Consiglio ha cancellato l’isola per dispetto all’Amministrazione. Temo, purtroppo, che non sia così: temo, cioè, che gli esponenti del civico consesso abbiano deliberato la restrizione dell’area pedonale di Cairoli in funzione elettorale, per conquistare le preferenze dei commercianti arrabbiati ed ingraziarsi la simpatia dei consumatori comodisti, quelli abituati a sostare in doppia fila per acquisti celeri e improvvisati.

Fatto sta che Messina compie un sostanziale passo indietro nel suo percorso di crescita civica, se è vero com’è vero che altre realtà siciliane – Catania e Palermo su tutte –, per non parlare delle metropoli europee, vivono la “reconquista” del centro cittadino come un evento ordinario, un atto di routine.

Da noi no. L’isola è stata contestata, insultata, vituperata, perfino violentata dal passaggio non autorizzato di alcuni mezzi, atti vandalici in piena regola compiuti da imbelli facinorosi.

Vorremmo sinceramente dire che nulla è perduto, che esistono ancora i margini per salvare il salvabile risollevando così la nostra dignità. Per onestà intellettuale, però, non possiamo sostenerlo, in barba a quanti – dal basso – hanno creduto fosse semplice cambiare le cose.

accorintiPassiamo alla fase due del nostro ragionamento, una fase che verte su un certo pressapochismo dell’Amministrazione cittadina. Sì, perché non puoi pensare di modificare il Piano Generale del Traffico Urbano a dispetto delle istanze del Consiglio; non puoi cercare di fermare i tir con delibere ordinarie che presentano degli evidenti vizi di forma; non puoi strappare l’approvazione del bilancio consuntivo a poche ore dalle scadenze imposte dalla Corte dei Conti e senza rendicontare crediti e debiti delle partecipate.

E’ chiaro a tutti che qualcosa non va, che si è verificato un cortocircuito istituzionale che rischia di travolgere la Giunta Accorinti, una Giunta che – fra ricorsi e censure del Consiglio – rischia seriamente di vedere invalidato il lavoro fatto sino ad oggi. Da questo punto di vista, spiace muovere un appunto al primo cittadino, ma se avesse ricercato più convintamente un dialogo con le parti, forse, magari, chissà, l’esito sarebbe potuto essere diverso.

Una precisazione in coda: è giusto riportare i nomi di chi, in coscienza, ha votato a favore della restrizione dell’isola. Lo facciamo non per innescare una caccia all’uomo, ci mancherebbe, ma perché politica vuol dire assunzione di responsabilità. Ecco quindi i sedici nomi dei consiglieri che hanno mostrato il pollice verso al disegno del primo cittadino: Carlo Abbate, Elvira Amata, Andrea Consolo, Giovanna Crifò, Nicola Crisafi, Nicola Cucinotta, Paolo David, Pietro Iannello, Nino Interdonato, Rita La Paglia, Francesco Pagano, Antonella Russo, Giuseppe Santalco, Nora Scuderi, Fabrizio Sottile e Giuseppe Trischitta.