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Melito di Porto Salvo (RC): sequestrati un chiosco abusivo e due lidi balneari non a norma

guardia costieraA seguito di controlli da parte del Corpo Forestale dello stato, della Guardia Costiera e del comando della polizia locale, a Pilati, Melito di Porto Salvo, all’interno di uno stabilimento balneare, è stata riscontrata la realizzazione di interventi edilizi in assenza del permesso di costruire, ovvero in difformità alle autorizzazioni già ottenute, in area sottoposta al vincolo paesaggistico, ferroviario e derivante dal Piano Assetto Idrogeologico.

Oltre a tale irregolarità, inoltre, è stata evidenziata l’occupazione abusiva di suolo demaniale. Le attività hanno portato al sequestro, tra l’altro, di nove corpi fabbrica, realizzati in pannelli in calcestruzzo e posti su una platea in cemento, in quanto realizzati in totale difformità ai permessi edilizi ottenuti. Il titolare del complesso è stato deferito in stato di libertà.

In una seconda operazione, sul lungomare di Melito Porto Salvo, all’interno di villaggio-camping, i controlli effettuati hanno evidenziato, anche in questo caso, presunte violazioni della normativa urbanistico-edilizia e paesaggistica. Un soggetto è stata deferito in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria per violazione della normativa paesaggistica, urbanistico-edilizia comprendente anche la lottizzazione abusiva, e per violazione del Codice della Navigazione, in quanto gli interventi edilizi erano stati realizzati entro la fascia di 30 metri dal confine demaniale senza le prescritte autorizzazioni.

Infine, sulla Via Marina di Melito Porto Salvo, inoltre, in un terzo intervento è stata constatata la presenza di un chiosco per la somministrazione di alimenti e bevande di dimensioni realizzato in un’area demaniale prima della data di decorrenza prevista dalle autorizzazioni comunali.

L’energia elettrica impiegata per il funzionamento degli apparecchi presenti nel chiosco veniva ricavata da un allaccio realizzato in maniera abusiva e privo di contatore. Anche in questo caso la struttura veniva posta sotto sequestro e messa nella disponibilità dell’Autorità Giudiziaria procedente.