I Bronzi a Milano per l’Expo? La replica a Sgarbi: “i turisti vengano in Calabria per vederli”

Bronzi di RiacePuntuale come le stagioni si e’ riaperta la discussione sui Bronzi di Riace. Questa volta e’ Vittorio Sgarbi a chiedere che vengano portati a Milano per l’Expo con la motivazione ridicola di toglierli dalle mani della ‘ndrangheta“. Lo afferma, in una dichiarazione, il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, candidato alle primarie del centrosinistra per la presidenza della Regione. “La ‘ndrangheta a Milano e in Lombardia, come hanno dimostrato le inchieste piu’ recenti – prosegue Speranza – e’ presente da tempo ed ha infiltrato economia ed istituzioni. Adesso, altrettanto puntualmente, si riaprira’ l’ennesimo scontro tra favorevoli e contrari all’esportazione dei Bronzi senza affrontare la questione vera e centrale: l’Expo puo’ essere ancora un’occasione per una boccata di ossigeno all’economia nazionale se non la si imposta esclusivamente sull’asse Milano-Rho, ma se si avra’ la capacita’ di darle un respiro nazionale. Non devono essere i Bronzi di Riace ad andare a Milano ma devono essere i turisti, che verranno a Milano da tutto il mondo per l’Expo, a venire in Calabria. E per fare questo ci dovrebbero essere dei pacchetti turistici estensivi al loro soggiorno a Milano che propongano di visitare i Bronzi e la Calabria. Per fare questo ci vorrebbe programmazione e lungimiranza”. “Gli operatori turistici internazionali – sostiene Speranzapreparano i loro pacchetti turistici con almeno un anno di anticipo. E invece l’Expo e’ ancora alle prese con la creazione delle infrastrutture e dei padiglioni. La Regione Calabria che progetti ha in programma per l’Expo? Che sinergie ha creato o ha intenzione di creare? Come si intendono coinvolgere gli operatori turistici, commerciali, dell’agroalimentare, dell’artigianato? Affiora sempre l’arte dell’arrangiarsi, del pressappochismo, degli annunci facili. Anni e anni di politiche turistiche fallimentari hanno portato la nostra regione a vivere di turismo per pochi mesi all’anno. La stagione turistica si e’ sempre piu’ ristretta e chi si illudeva dell’effetto benefico degli 80 euro e’ rimasto deluso. La Calabria e’ stanca di parole e promesse vuote. I problemi non si risolvono con gli slogan, le parate, gli annunci ad effetto ma con tanto lavoro quotidiano e silenzioso. C’e’ bisogno di rinnovamento e di capacita’ amministrativa. Nulla si crea per incanto o con le parole. Per questo e’ arrivata l’ora di #cambiarelacalabria e di cambiarla davvero“.


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