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Camorra: sequestro beni per 100 mln ad affiliato al clan dei Casalesi

dia-3Personale della DIA di Napoli – coadiuvato da personale del Comando Provinciale Carabinieri di Caserta e del Compartimento della Polizia Stradale Campania e Molise – sta completando l’esecuzione di un Provvedimento di sequestro beni e consistenze economiche emesso dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione Misure di Prevenzione, su richiesta del Direttore della D.I.A., a carico di un imprenditore del settore del calcestruzzo affiliato al clan dei Casalesi.
Il valore del sequestro ammonta a 100 milioni di euro tra società, beni immobili ed autovetture.

L’attività investigativa della D.I.A. ha accertato che il LETIZIA, storico imprenditore casertano attivo nel settore  del calcestruzzo, era il punto di riferimento del clan dei casalesi, fazione BIDOGNETTI e IOVINE, in quanto metteva stabilmente a disposizione della “famiglia camorristica” i propri impianti di produzione del calcestruzzo e le proprie strutture societarie, ottenendo, di contro, dall’organizzazione mafiosa, l’ingresso nel novero delle aziende oligopoliste presenti sul mercato casertano. In particolare l’organizzazione mafiosa, avvalendosi della capacità di assoggettamento e intimidazione derivante dal vincolo associativo, imponeva sui cantieri controllati le forniture di calcestruzzo provenienti dalle loro aziende (in provincia di Caserta a partire dall’anno 2000).

L’attività investigativa della D.I.A., ha permesso ai Giudici del Tribunale sammaritano di affermare nell’odierno provvedimento di sequestro, che l’imprenditore LETIZIA Alfonso è il vero dominus dell’intero omonimo gruppo imprenditoriale. Infatti, egli ha deciso di operare nel settore estrazione inerti, gestione cave e calcestruzzo, ha acquisito i siti ove è avvenuta la materiale attività di estrazione e vendita, ha costituito le società che nel corso degli anni si sono avvicendate nel medesimo ambito imprenditoriale, ha coinvolto i figli nella gestione delle compagini intestando loro quote sociali, ha intrattenuto personalmente i contatti con esponenti del clan casalese e mondragonese funzionali alla più proficua gestione delle proprie imprese, ha posto in essere condotte delittuose per il tramite di talune delle citate compagini.