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“Spiaggia Libera”, il chiarimento del comune di Motta San Giovanni (Rc)

motta“La scelta del Comune di Motta San Giovanni di costituirsi parte civile nel procedimento penale instaurato contro chi chiedeva il pizzo al ristoratore Cogliandro e la decisione del Consiglio Comunale di esentare il ristoratore, per molti anni, dal pagamento dei tributi comunali, testimonia la volontà ferma ed incondizionata dell’ente di sostenere, attraverso, gesti concreti, la scelta coraggiosa dell’imprenditore di ribellarsi al racket delle estorsioni, con l’obiettivo dichiarato ed auspicato che altri cittadini e amministrazioni potessero seguirne l’esempio” è quanto si legge in una nota inviata dal comune di Motta San Giovanni.

“Con rammarico possiamo dire, però, che gli esempi di Filippo Cogliandro e del Comune di Motta San Giovanni sono rimasti isolati, rappresentando una sorta di mancata contaminazione, con l’amara constatazione che ancora lunga e difficile è la strada dall’affrancamento e condizionamento mafioso in tutti i settori, pubblici e privati. Fin dall’inizio della dolorosa vicenda – prosegue il documento – il mio Comune ha ritenuto di dover contribuire all’azione di contrasto al racket e all’usura attraverso i pochi strumenti a sua disposizione; era necessario mettere in atto misure stringenti sul piano delle relazioni economiche penalizzando, da un lato, anche economicamente, le imprese che risultavano implicate in “patti” con le organizzazioni mafiose (compreso il pagamento del pizzo) e, al contempo, prevedendo corsie preferenziali e misure di agevolazioni e interventi economici a favore di quelle imprese che coraggiosamente si erano ribellate al ricatto mafioso. In quest’ottica, il Comune di Motta San Giovanni, con delibera di Giunta n. 93 del 19/06/2013, decise anche l’adesione al progetto “Spiaggia Libera”, dando indirizzo ai propri uffici per gli atti successivi. Doveva seguire, anche, una manifestazione simbolica che all’epoca non si svolse, per come noto a Filippo Cogliandro, per impegni dei vertici di LIBERA”.

“L’adesione al progetto è, quindi, del giugno 2013 ed è un atto ancora valido e certamente non va ripetuto ogni anno! Quella bandiera che avrebbe dovuto sventolare sabato scorso, per quanto ci riguarda, sventola, anche grazie a noi, su quel lembo di mare, da oltre un anno, ed a piantarla simbolicamente siamo stati anche noi con Filippo. Questi sono i fatti e non intendiamo cedere quel simbolo a chicchessia – si legge ancora – perché è anche frutto del nostro impegno e del nostro limpido operato. L’evento di sabato scorso, quindi, sotto il profilo amministrativo avrebbe potuto tranquillamente tenersi perché quell’atto ne legittimava la posa in opera del simbolo. Non comprendiamo, però, perché il Comune di Motta, “Socio Fondatore” dell’evento, sia stato estromesso ed interessato soltanto a poche ore dalla data fissata per la manifestazione e dopo che altri ne avevano, senza titolo, stabilito modalità e presenze: in una nota di un’associazione del posto, datata 5 giugno 2014, tra gli organizzatori non compare il Comune di Motta San Giovanni (?) e allo stesso si comunica che “ è gradito un saluto del sindaco o di un suo delegato (!)”.”

“Lascia esterrefatti l’uso superficiale e quasi personalistico che si è fatto dell’evento, laddove invece una seria lotta avrebbe imposto unità d’azione, unione di intenti ed obiettivi, per il raggiungimento dei quali siamo ovviamente e coerentemente arcidisponibili. Non posso, però, per amore della verità ed a difesa del buon operato dell’amministrazione da me diretta, sottacere la circostanza che all’evento sia stata associata (volutamente?) anche la concessione dell’arenile, la cui richiesta venne presentata dallo chef Cogliandro a metà aprile scorso, con l’intento di installare una struttura, sebbene stagionale, ad uso ristorazione, bar e quant’altro. In due occasioni ho avuto modo di ribadire, evidentemente senza successo, che la procedura di concessione del tratto di spiaggia antistante il complesso Cogliandro, in mancanza di piano spiaggia, è subordinata a precisi vincoli imposti dalla Regione Calabria in materia di demanio marittimo e che la stessa doveva trattarsi alla stregua di analoghe richieste avanzate da parte di operatori del settore, anche perché diversamente si sarebbe configurato, avendo avuto già in precedenza assegnata l’area, un “diritto di insistenza” che la norma esclude categoricamente”. 

“Insomma – conclude la nota – abbiamo l’obbligo di rispettare la legge e sono convinto che Filippo capirà e pazienterà! La notizia che la pratica non sia stata trattata in Giunta è vera semplicemente perché la stessa, così come le altre, sono ancora in fase istruttoria e agli atti di giunta non è pervenuta alcuna documentazione. Il Sindaco assicura che ad istruttoria completata si darà celere determinazione in ossequio al principio di equità ed efficienza amministrativa. Per la cronaca la Giunta comunale del 4/6/2013 si è svolta dalle ore 9.30 alle 10.30, deliberando due patrocini gratuiti, a singole manifestazioni estive, l’adesione al Piano di azione locale borghi vivi e la dismissione di due automezzi comunali tra cui uno scuolabus. A conclusione dei lavori di Giunta il Sindaco, notoriamente persona puntuale, si è incontrato con i Commissari prefettizi di Montebello Jonico per porre le basi di un’ipotesi di unione dei due comuni”.