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Regione Calabria, clamorosa indiscrezione: il voto slitta a marzo?!?

Stitched PanoramaNel “day after” del Consiglio Regionale che ha approvato la nuova legge elettorale, una clamorosa indiscrezione scuote il mondo politico calabrese: le elezioni regionali rischiano di slittare da ottobre a marzo, a causa della presunta incostituzionalità della legge elettorale approvata proprio ieri (a tarda sera) dal consiglio (con i banchi semivuoti).

I grillini hanno già annunciato  ricorso contro “un provvedimento che, con una soglia di sbarramento al 15% per i partiti che si presentano da soli, vuole evidentemente danneggiare il nostro Movimento“, ma sembrano altri i profili di incostituzionalità e in modo particolare quello sulla ripartizione delle circoscrizioni elettorali che sono 3 e non 5 come le Province.

palazzo-campanellaSe è infatti vero, da un lato, che le Province sono state abolite dal governo Renzi, è anche vero che la costituzione impone la rappresentanza territoriale, quella stessa rappresentanza che i costituzionalisti potrebbero considerare minata dalla nuova legge elettorale approvata ieri dal Consiglio.

Qualora il governo impugnasse questa legge elettorale, la legislatura slitterebbe ulteriormente perché il consiglio dovrebbe nuovamente riunirsi per ratificare la nuova legge: dopo la riforma dello Statuto dovuta ai tagli della politica (i consiglieri regionali sono stati ridotti da 50 a 30, gli assessori potranno essere al massimo 6) è infatti obbligatorio modificare anche la legge elettorale e sarebbe quindi impossibile votare ad ottobre (scadenza su cui i partiti stanno già compiendo i primi passi). La legislatura, così, continuerebbe fino a marzo 2015, e cioè quasi fino alla sua scadenza naturale che è maggio 2015.

foto_consiglio_regionale_8I più maliziosi ricordano che già in tanti avevano pregato Scopelliti invitandolo a ritirare le dimissioni e  attendere la sospensione della Legge Severino che avrebbe poi consentito alla Presidente facente funzioni Antonella Stasi di traghettare la legislatura fino alla sua fine naturale, e cioè fino a maggio. Scopelliti non ha accettato (e forse anche per questo è stato “tradito” da alcuni dei suoi compagni di partito alle recenti elezioni europee), si è dimesso in modo da anticipare la fine della legislatura, ma evidentemente i vari consiglieri – in modo trasversale – potrebbero aver pensato di trovare la soluzione per prolungare la legislatura, cioè approvare una legge incostituzionale e fare ulteriormente slittare i tempi tecnici prima delle nuove elezioni, con il mantenimento di tutti i lauti stipendi, benefit, vitalizi e uffici regionali per qualche altro mese…

Certo, sembra un’ipotesi fantasiosa: parliamo di pochi mesi di differenza, una scelta da miserabili più che da responsabile classe dirigente. Però “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca“…