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Reggio, tra 4 mesi le comunali: PD e FI si strizzano l’occhio nella corsa a Palazzo San Giorgio…

ImmagineSta succedendo qualcosa di strano nel mondo politico reggino. Movimenti “sospetti” che lasciano immaginare qualcosa di grosso che potrebbe venire presto alla luce. Tra quattro mesi la città tornerà al voto per riprendersi quella democrazia negata due anni fa, con lo scioglimento del consiglio comunale e l’arrivo dei Commissari che appunto da due anni guidano Palazzo San Giorgio.
Un appuntamento attesissimo che è in agenda per l’autunno, tra ottobre e novembre, forse in contemporanea con le nuove elezioni Regionali (che però rischiano di saltare fino a marzo). Quelle comunali di Reggio, invece, non possono più slittare: lo scioglimento è già stato prorogato fino ai tempi massimi consentiti dalla legge e quindi entro la fine dell’anno la città tornerà ad avere un Sindaco, degli Assessori e i Consiglieri Comunali.

partitiMa quello che sta succedendo tra i principali partiti politici reggini è molto strano, a dir poco clamoroso, che nella Storia d’Italia ha un solo precedente, a Casamicciola (Ischia), una realtà molto diversa da un comune di quasi 200.000 abitanti come Reggio.
Mancano solo 4 mesi al voto, eppure gli stessi partiti nicchiano. Non ci sono candidati ufficializzati, sia il centro/sinistra che il centro/destra stanno pensando di organizzare le primarie, c’è solo qualche idea di fondo ma in questo momento l’impressione è che i partiti stiano lavorando nell’ombra. Quello che emerge dalle ultime indiscrezioni rischia di sconvolgere la politica cittadina.
pd forza italiaSaranno forse solo ipotesi “fanta-politiche”, ma le voci su un possibile – clamoroso – storico accordo tra Partito Democratico e Forza Italia sono sempre più pressanti, e in tanti “ben-informati” assicurano che “non sarebbe una sorpresa“. Alcune “ale” di Pd e Forza Italia a Reggio sono molto vicine già da tempo, come dimostra il fatto che difficilmente si “becchino” l’uno contro l’altro, cosa abbastanza strana per i due principali partiti di sinistra e di destra da sempre impegnati a contrapporsi su tutti i livelli.
Tutto ebbe inizio durante l’anno in cui a guidare il Comune di Reggio Calabria fu l’esponente forzista Giuseppe Raffa da Sindaco facente funzioni, tra giugno 2010 a maggio 2011. Dodici mesi in cui per la città si materializzava l’inizio della fine, ma contemporaneamente tra Pd e FI iniziavano gli ammiccamenti. Dopotutto uno dei principali esponenti reggini di Forza Italia, Eduardo Lamberti Castronuovo, è talmente tanto vicino al Pd che nel 2007 era addirittura candidato a Sindaco dello stesso Pd contro Scopelliti.
E c’è dell’altro: è noto in città come i principali candidati alle primarie del Pd stiano chiedendo voti e supporto anche nel mondo del centro/destra, a testimoniare ulteriormente la vicinanza trasversale.

Andrea CuzzocreaA unire Pd e FI sono due nemici in comune: da un lato i grillini, dall’altro proprio il NCD di Scopelliti.
Non è quindi da escludere che Partito Democratico e Forza Italia riescano ad individuare un candidato comune, chiaramente esterno ad entrambi i partiti, un professionista o un imprenditore come potrebbe essere ad esempio il presidente di Confindustria Andrea Cuzzocrea, e lanciarsi storicamente insieme nella campagna elettorale per Palazzo San Giorgio.
Sono due, però, i problemi di quest’operazione: uno tutto interno al Pd, legato all’ambizione di tanti giovani esponenti democratici – Giuseppe Falcomatà su tutti – che vogliono fare il Sindaco, vincere le primarie ed essere il candidato del centro/sinistra. Sarà difficile convincerli a compiere un passo indietro.
primarie pdIl secondo “inghippo” è di opinione pubblica: sarebbe molto difficile convincere le persone a votare per una “grande coalizione” così anomala, fuori anche dagli schemi dell’attuale governo, in cui il principale partito di destra (Forza Italia) si mette insieme al principale partito di sinistra (Partito Democratico) non certo per la condivisione di un progetto politico, quanto esclusivamente per contrastare i nemici comuni. Questo secondo problema, però, potrebbe essere risolto con un semplice escamotage: Forza Italia si potrebbe presentare alle elezioni con una lista propria e un proprio candidato, separato dal resto del centro/destra, per poi appoggiare il Pd nel ballottaggio. Più difficile, però, superare le resistenze e le ambizioni interne dei giovani del Pd.

elezioni comunali

Le prossime elezioni comunali a Reggio valgono doppio: chi vincerà avrà la strada spianata per governare molto a lungo, per farsi amare dalla gente, per rilanciare la città che si trova all’anno zero. Sarà facile ripartire iniziando dalle macerie. E il Pd, com’è ragionevole pensare, non vede l’ora di rimettere le mani su Palazzo San Giorgio dove manca da quasi 13 anni.
Sanno bene, nel Pd, che in una “partita” ordinaria con il centro/sinistra contrapposto al centro/destra e i grillini come outsider, sarebbero in vantaggio ma comunque verrebbero costretti ad un rischiosissimo ballottaggio (vedi cosa accaduto un anno fa nella vicina Messina, dove il candidato del Pd non ha vinto al primo turno per 58 voti e poi al ballottaggio ha prevalso Accorinti, supportato esclusivamente da liste civiche, che al primo turno s’era fermato al 24%!).
Reggio Calabria: palazzo San Giorgio sede del ComuneL’idea dell’alleanza con Forza Italia nasce proprio per evitare ogni rischio di perdere una partita così delicata e importante per il prossimo (almeno) decennio della vita politica reggina.

Intanto Scopelliti non sta con le mani in mano: nonostante la sconfitta alle elezioni europee, resta il leader del centro/destra reggino e ha già rilasciato parole di apertura nei confronti della coalizione. La candidatura di Nico D’Ascola è già svanita definitivamente e adesso l’ex governatore ha tutta l’intenzione di coagulare il centro/destra intorno a un candidato condiviso da tutti i partiti (NCD, UDC, FI, FdI ecc. ecc.) e movimenti dell’area, un candidato che non sia per forza del Nuovo Centro/Destra.

Paolo FerraraIn tutto questo caos, il bandolo della matassa potrebbe essere rappresentato da Paolo Ferrara, il “grillo buono” come viene definito a Reggio: è l’unico che in questi due anni di commissariamento ha fatto davvero politica tra la gente in città lanciando il movimento “Liberi di Ricominciare“, che “prende spunto da ciò che di buono ha Grillo e cioè che da voce alla gente, ma va oltre il Movimento 5 Stelle bravo solo protestare, proponendo invece soluzioni concrete per risolvere i problemi proprio in base alle richieste dei cittadini. Il vero senso della democrazia“.
Ferrara, agronomo reggino di 37 anni, era già stato consigliere comunale dal 2008 al 2011, subentrato a Rocco Lascala che era stato nominato assessore da Scopelliti al posto del compianto vicesindaco Gianni Rizzica, morto pochi mesi prima.
Ferrara faceva parte del Partito Repubblicano Italiano, il vecchio PRI che poi ha deciso di abbandonare per fondare un movimento che partisse dal basso e vivesse tra la gente.
Domenica scorsa la partecipatissima convention a Palazzo Campanella con oltre 500 persone ad affollare la sala Monteleone del Consiglio Regionale a testimonianza del lavoro svolto in questi anni.
Adesso tutti lo corteggiano: “Liberi di Ricominciare” ha già annunciato che scenderà in campo con una lista propria ma non ha ancora scelto in quale schieramento. E se la “pazza” idea di qualcuno fosse quella di coagulare un’intera coalizione proprio sulla candidatura a Sindaco di Ferrara? Proprio Scopelliti a Radio Touring ha sottolineato l’esempio di “Liberi di Ricominciare” come un modello da cui ripartire per fare politica tra la gente. Se son rose fioriranno…