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Reggio, il Sindacato Con.S.A.L. Unsa denuncia la situazione di emergenza dell’Ufficio di Esecuzione Penale

imagesIl Sindacato CONF.S.A.L. UNSA, con una nota a firma del segretario nazionale Massimo Battaglia, ha scritto al Ministro della Giustizia Orlando ed ai vertici dell’Amministrazione Penitenziaria, facendo propria l’ultima denuncia inviata al Sindacato dalla RSU dell’UEPE di Reggio Calabria, provincia ad alta densità criminale, nella quale si rappresenta che il servizio automezzi dal 3 giugno u.s. è sospeso a causa della mancanza di carburante, che le dotazioni informatiche sono obsolete e non consentono collegamenti in rete, che persiste una gravissima carenza di personale di Servizio Sociale e, altresì, che l’Ufficio è diretto da circa 4 anni da dirigenti in missione, i quali svolgono tale compito compatibilmente con i loro incarichi principali che rivestono carattere prioritario.
Paradossalmente, il costo che sostiene l’Amministrazione per la missione di un dirigente da Firenze a Reggio Calabria, in quanto l’U.E.P.E. di Reggio Calabria è diretta dal Dirigente dell’U.E.P.E. di Firenze, certamente sarebbe sufficiente per l’acquisto del carburante indispensabile a garantire la massima presenza sul territorio degli assistenti sociali.
Il Segretario nazionale prosegue precisando che da più di un mese è in vigore la legge n. 67/2014 che introduce la “messa alla prova”, anche per gli adulti, investendo gli attuali UEPE di ulteriori e complessi compiti, ai quali certamente non ci si vuole sottrarre; ma con quali risorse far fronte a questo?
Non si è a conoscenza di un piano dell’Amministrazione per quanto riguarda un investimento di risorse neppure strumentali, visto che chiedere un incremento di assistenti sociali sembra una eresia, nonostante l’evidente carenza di un profilo che negli ultimi anni è passato da una dotazione organica di 1.560 a 1.045 unità a fronte di una moltiplicazione di richieste d’interventi connessi all’entrata in vigore di nuove normative.
Il Governo è chiamato ad adottare, entro otto mesi dall’applicazione della legge n. 67, i decreti legislativi in ordine alla riforma del sistema delle pene. Quale migliore occasione per rilanciare il ruolo del personale e la sua specificità professionale finora negati; personale persino confinato in una marginalità demotivante.
La Federazione CONF.S.AL. UNSA, chiede una radicale modifica del sistema dell’Esecuzione Penale Esterna, anche sulla base di esperienze esistenti in altri paese europei, che ridefinisca gli aspetti organizzativi, giuridici e funzionali.
I lavoratori del Servizio Sociale non chiedono privilegi o favoritismi, rivendicano il proprio ruolo, la dignità e autonomia professionale con l’orgoglio di funzionari pubblici che svolgono una funzione sociale non delegabile e necessaria a garantire il reinserimento sociale e la sicurezza dei cittadini.
Con note del 7 maggio 2014 e del 28 maggio 2014 la Federazione Confsal-UNSA, l’Organizzazione sindacale più rappresentativa del personale del Ministero della Giustizia, ha già chiesto al ministro provvedimenti in tale ambito e pertanto si sollecita lo stesso, ad intervenire al più presto, dando risposte concrete alle molteplici criticità dell’Esecuzione Penale Esterna.
In mancanza di urgente riscontro il Sindacato attiverà diverse iniziative di protesta nazionale a partire dallo stato di agitazione di tutti i dipendenti degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna.