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Reggio, il reparto di ostetricia dell’Ospedale Riuniti è in crisi: infermieri e ostetriche in stato di agitazione

“Ritorna l’estate e si inaspriscono i problemi. Come ogni anno- affermano dalla Cgil–  in previsione del periodo estivo, aumentano le preoccupazioni del personale sanitario in ruolo presso il reparto di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale Riuniti di Reggio Calabria.
Le recenti scelte della politica con i tagli al settore e la conseguente chiusura dei centri-nascita della città e della provincia hanno costretto medici, infermieri e ostetriche a un super-lavoro, a un impegno che – in estate – diventa ancora più insostenibile. Più volte, come Organizzazione Sindacale, abbiamo chiesto alla Direzione aziendale di questo nosocomio di intervenire con misure atte a sostenere il lavoro e a tutelare la salute dei cittadini che, in questo stato di cose, soffrono delle difficoltà riscontrate dai lavoratori.
La presenza di una sola ostetrica per turno in sala parto, o di una sola infermiera in sala operatoria, o di una sola infermiera in reparto, non fa altro che riversare su chi lavora, con impegno e professionalità, i pesanti disservizi che ne derivano all’utenza, scagionando chi – da tempo – non vuole farsi carico del problema: Direzione e Primario.
Non intendiamo tacere su chi ha delle responsabilità; su chi se ne lava le mani, adducendo colpe ai tagli di spesa e alla politica; su chi non vuole farsi carico del problema ma ha il dovere di intervenire e, invece, tace, sperando che tutto scorra nella “normalità”…sempre che di “normalità” si possa ancora parlare, finché non succeda l’irreparabile…
La nostra denuncia nasce dai lavoratori stessi ed è frutto dell’impegno che, da sempre, ci assumiamo come Fp Cgil nella tutela del diritto costituzionalmente riconosciuto che è quello della salvaguardia della salute pubblica”.