fbpx

Reggio, il degrado più grave è quello morale: quanti sciacalli sulla morte di Nuccio Lopez…

lopezNuccio Lopez, il Segretario Generale del Consiglio Regionale della Calabria morto improvvisamente la scorsa notte all’età di 60 anni, meritava una fine diversa. La sua prematura scomparsa ha lasciato un vuoto profondo a Reggio, la sua città, dov’era stimato, rispettato e voluto bene da tutti: destra, sinistra, centro e via dicendo. Era un uomo onesto, era perbene, sempre gentile, mite, pacato e con questo suo modo di fare aveva conquistato chiunque avesse avuto a che fare – anche solo una volta – con lui. Lavorava negli uffici del Consiglio Regionale, di cui era impiegato, da 26 lunghi anni, una carriera amministrativa prestigiosa e ricca di importanti riconoscimenti.
Ma – s’è possibile – a far più male e provocare ancor più dolore rispetto alla sua morte, è il vergognoso sciacallaggio di chi nelle ore immediatamente successive al decesso ha preferito mettere da parte la dignità pur di strumentalizzare politicamente (?) questa tragedia.
palazzo-campanellaIniziamo dal pretesto. In una giornata bruttissima, iniziata male e finita peggio negli uffici del consiglio regionale, ci si ritrova subito a dover fare i conti con lo straziante dolore provocato dalla morte di Lopez. Il Presidente del Consiglio Regionale Talarico decide di rinviare una conferenza stampa che aveva convocato per la mattinata, viene organizzata in fretta e furia la camera ardente aperta al pubblico e ovviamente viene rinviata anche la seduta del Consiglio Regionale che era in programma per domani. I dipendenti della segreteria del Consiglio Regionale, come di routine, protocollano la comunicazione ufficiale che per norme burocratiche deve essere inviata a tutti i destinatari per informare della sconvocazione del consiglio Regionale, decisa dal Presidente Talarico, con una lettera che riporta in coda la firma (ma solo battuta al computer, era un modulo precompilato come quelli presenti in ogni ufficio del mondo) “Il Dirigente, Nicola Lopez“. Una formalità burocratica, una sottigliezza dovuta probabilmente anche alla routine (sono sempre gli stessi impiegati a compilare i testi che poi vengono firmati dai Dirigenti, su fogli protocollati precompilati), senza che nessuno – ancora colpito dallo shock di quanto accaduto – abbia notato la presenza della dicitura sostituendola con un altro responsabile.
scopellitiApriti cielo. Se avessero arrestato un consigliere per mafia, qualcuno avrebbe fatto meno rumore. Quella che è stata chiamata “la clamorosa gaffe del palazzo” è stata per alcuni giornali la principale notizia del giorno per oltre 12 ore, nonostante davvero in questa stessa giornata un assessore – sempre della Regione – sia stato travolto da un’indagine giudiziaria della Dda di Catanzaro che lo accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. La “clamorosa gaffe del palazzo” è stata addirittura ripresa da alcuni mass-media nazionali come La Stampa di Torino dove un giornalista napoletano racconta la gaffe in uno sfottente e ironico articolo che inizia così: “che vergogna in Calafrica“. Ovviamente non mancano i riferimenti a Scopelliti, nonostante l’ex governatore non frequenti da settimane Palazzo Campanella e abbia ufficializzato le sue dimissioni lo scorso 29 aprile. Non è più governatore della Calabria da oltre un mese, una scelta che ha provocato la conclusione anticipata della legislatura. Addirittura qualcuno tuona frasi del tipo “Vergogna! Adesso tutti a casa“. E tutto questo per la gaffe degli impiegati della segreteria sulla “firma” di Lopez
lettera lopezEppure ce ne sono di motivi per “attaccare” il “Palazzo”, evidenziando tutte le porcherie degli ultimi tempi: è evidente ed acclarato come, alla luce dei recenti fatti di cronaca di cui ci siamo occupati in modo molto approfondito su StrettoWeb, ormai questa legislatura abbia probabilmente raggiunto addirittura la precedente per numero di arresti, inchieste e denunce della magistratura. Proprio oggi il leader del movimento antimafia “Ammazzateci Tutti”, Aldo Pecora, ha rivolto un appello a tutte le forze sane della Calabria per emarginare la criminalità e mettere i presupposti per una “svolta buona” etica e politica in questa Regione.
I motivi per aprire una discussione sul tema della politica sana e pulita non mancano. Non c’è bisogno, quindi, di tirare in ballo i morti, di ricamare storielle satiriche sulla sofferenza di chi conosceva Lopez e ha vissuto la sua morte come una vera e propria tragedia, consapevole della scomparsa di un uomo eccezionale.
La Calabria non è indietro perché su quel pezzo di carta c’è scritto “Lopez” anche s’è morto. E’ una gaffe, ma non cambia di una virgola la sostanza di un consiglio sconvocato per un grave lutto e, anzi, testimonia lo shock di chi fino a ieri lavorava gomito a gomito con Lopez tutto il giorno e da un momento all’altro non l’ha visto più. Insomma, basterebbe un po’ di elasticità: non hanno certo commesso un reato, non c’è neanche la firma autografa e si trattava di una semplice comunicazione di servizio…
La Calabria, purtroppo, è indietro perché quelli come Nuccio sono sempre di meno. Quelli come lui, in una situazione del genere, probabilmente avrebbero fatto un cauto sorriso di sdrammatizzazione. Oggi, invece, c’è chi ne approfitta per spalare fango e poi chiedere delle scuse false e camuffate da un imbarazzato “ecco cosa intendevo“…
Ma non basta, bisognava pensarci prima ed avere rispetto quantomeno di chi non c’è più. Perché quando manca la dignità, altro che spazzatura, buche e abbandono. A Reggio il degrado più grave di questo momento storico è quello culturale…