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Petizione popolare ex art. 50 Costituzione sulle gravissime carenze infrastrutturali e disservizi della Sibaritide

imagesPetizione popolare integrale del avv. Catalano ex art. 50 Costituzione sulle gravissime carenze infrastrutturali e disservizi della Sibaritide:

Ministero delle Infrastrutture e Trasporti – Piazzale Porta Pia, 1 – 00161 Roma

Ministero della Giustizia – Via Arenula, 70 – 00186 Roma

Ministero Economia e Finanze – Via XX Settembre – 00100 Roma

Presidenza della Repubblica – Piazza del Quirinale – 00187 Roma

Presidenza del Consiglio dei Ministri – Piazza Colonna, 370 – 00187 Roma

Presidenza della Camera dei Deputati – Piazza Montecitorio – 00186 Roma

Presidenza del Senato – Piazza Madama – 00186 Roma

Regione Calabria – Via Sensales, 20 – 88100 Catanzaro

Provincia di Cosenza – Piazza XV Marzo, 5 – 87100 Cosenza

Trenitalia Spa – Piazza della Croce Rossa, 1 – 00161 Roma

ANAS Spa – Via Monzambano, 10 – 00185 Roma

Oggetto: Petizione popolare ex art. 50 Costituzione sulle gravissime carenze infrastrutturali e disservizi della Sibaritide e territorio ionico calabrese – atto di contestazione e diffida

La presente per significarVi quanto segue.
La revisione delle circoscrizioni giudiziarie, in vigore dal 14/09/2013, è stata definita come una svolta epocale al cospetto di una geografia giudiziaria, caratterizzante il nostro Paese, che necessitava di essere riscritta, perché “ferma all’epoca dell’unità d’Italia, quando si girava con le carrozze e non con i treni ad alta velocità”.
L’efficienza dell’organizzazione deve tenere in debito conto le problematiche socio-economiche ed i limiti logistico-infrastrutturali di realtà per le quali, purtroppo, ancora oggi le grandi opere, come i treni ad alta velocità o le autostrade a tre corsie, rimangono solo illusioni.

Non fosse altro che la fascia territoriale jonica cosentina risulta carente di opere infrastrutturali, nonché di adeguate vie di collegamento e mezzi di trasporto.
Sfumato da tempo il nobile proposito di inserire l’ammodernamento della rete ferroviaria Jonica tra le priorità della programmazione dei fondi Europei 2007/2013 previsti con la stipula di specifici Accordi Quadri di programma tra la Regione Calabria, il Governo Nazionale e le Ferrovie, si registra una ormai totale mancanza di offerta di trasporto ferroviario lungo la dorsale jonica da Reggio Calabria fino a Taranto ed un totale abbandono di questo territorio.
Il servizio ferroviario, caratterizzato dall’esistenza di una rete a un solo binario, non elettrizzato, dall’inesistenza di tratte dirette per Cosenza e Castrovillari, dalla sopravvivenza di pochissime corse di treni locali, ha lasciato posto a insufficienti corse sostitutive di pullman che non garantiscono lo stesso livello di celerità, sicurezza e qualità pari a quella offerta dai treni moderni, in una strada già di per sé intasata e precaria e oltremodo inadeguata (la SS 106 ionica).
Per raggiungere la città di Castrovillari (Tribunale che ha accorpato quello di Rossano) è necessario scegliere tra le poche alternative viarie, pagando il prezzo dei disagi che le distanze e la quantità di tempo necessaria ad attraversarle richiedono quotidianamente.
Castrovillari non è dotata né da una stazione ferroviaria né da una ferrovia, tanto è vero che la stessa è raggiungibile in ferrovia fino alle stazioni di Spezzano Albanese Terme (16 km), da Cosenza o Sibari (30 km).
Tale cittadina è servita soltanto da Autobus che la collegano con tutte le maggiori realtà nazionali (Napoli, Bari, Roma, Firenze, Siena, Perugia, Bologna, Modena, Milano, Torino) ed anche con alcune internazionali (Germania), ma non con il comprensorio di Rossano/Corigliano e fascia ionica cosentina.
Non può sottacersi che la soppressione di tutte le tratte ferroviarie a lunga percorrenza hanno ancora di più isolato le città di Rossano/Corigliano ed i paesi della fascia ionica non solo dagli altri centri calabresi, ma soprattutto dal resto dell’Italia.
A ciò si aggiunge l’annosa preoccupazione della pericolosità della strada statale 106.
Coloro i quali per possibilità economiche preferiscono viaggiare con le proprie autovetture affronteranno l’amaro rischio di tratte stradali insidiose che, purtroppo, ancora oggi risultano le uniche vie di collegamento tra i paesi del comprensorio e la rete autostradale A3 e A14.
La SS 106 consta di 491 km, la cui scarsa luminosità, il pessimo stato, l’insufficiente attività di manutenzione e, in ultimo, l’elevato tasso di mortalità annuo, ne fanno la quarta strada in Italia per incidenti per Km e per numero di morti per 100 incidenti, ricevendo, così, il triste battesimo di “Strada della Morte”.
Secondo il rapporto Aci-Istat del 2009, (seguito dal rapporto 2010) la Statale 106 presenta il più alto tasso di mortalità per chilometro registrato su tutte le arterie italiane (0,46).
In particolare, il tratto calabrese della 106, salvo poche decine di chilometri, è caratterizzato dalla presenza di una sola carreggiata con due corsie per senso di marcia e presenta un tragitto meno omogeneo di altre tratte, data la conformazione rocciosa della costa calabrese e l’attraversamento di numerosi centri abitati e contrade sviluppatisi attorno alla statale: qui gli insediamenti sono decisamente numerosi e si rende necessaria, nei progetti di ammodernamento, la costruzione di una “statale parallela a scorrimento veloce” per separare il traffico locale da quello a lunga percorrenza o interregionale.
La soppressione del Tribunale di Rossano, dei treni a lunga percorrenza, la mancanza di un aeroporto nella Sibaritide, la chiusura di alcuni ospedali e lo stato disastroso in cui versano le infrastrutture viarie della Calabria, isolano ancora di più la popolazione di questo territorio che si vede privata di ogni servizio.
In tale situazione è evidente che tutti gli investimenti immobiliari ed economici effettuati dai cittadini di questo comprensorio nel corso degli anni, subiranno ancora un notevole deprezzamento.
Dopo anni di sacrifici e investimenti vari ci vedremo costretti a trasferirci altrove, per ridurre le inesorabili maggiorazioni di spese e per poter garantire il futuro che avevamo prospettato per i nostri figli.
A tutto ciò, che non è poco, bisogna ora aggiungere i disagi e gli altissimi ed insopportabili costi di accesso alla giustizia per i cittadini dell’ex Tribunale di Rossano/Corigliano e fascia ionica cosentina e presilana.
Basti pensare al costo di notifica degli atti che ha subito un incremento fino al 700%.
Con la presente, pertanto, si invita e diffida formalmente a voler porre in essere ogni opportuno ed immediato intervento e rimedio al fine di garantire a questo territorio una giusta e legittima fruizione dei servizi ed una migliore percorribilità (viaria e ferroviaria), nonché ad effettuare un sopralluogo in tempi brevissimi al fine di verificare lo stato dei luoghi, le caratteristiche, le peculiarità, le precarietà dei servizi e collegamenti ed i gravi disagi della popolazione.
In difetto, trascorso inutilmente il termine di 30 giorni, si proporrà ogni opportuna azione giudiziaria di tutela (Class Action) nell’ambito della quale verrà sollevata la questione di legittimità costituzionale per violazione dell’art. 3, e si adirà la Corte di Giustizia Europea e la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo.
Nell’esprimere il più profondo dolore e rammarico per essere arrivati a cotanto disperato e sofferto appello, si porgono i più distinti saluti.