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Palmi (Rc), concluso ieri sera il 1° Congresso Eucaristico della diocesi di Oppido-Palmi

imagesSi è concluso ieri sera con la Solenne Concelebrazione Eucaristica celebrata a Palmi, il 1° Congresso Eucaristico della diocesi di Oppido-Palmi, che per l’intera settimana ha elaborato, con oltre 400 delegati dell’intera diocesi, riflessioni e materiale di studio sul tema dell’Eucaristia, Chiesa, Carità in tutti gli stati di vita.

“Se Dio è amore, carità, e l’amore per Lui fondamento dell’amore al fratello, tal da diventarne specchio e motivo di credibilità, gli attributi e le qualità della carità possono essere riferiti a Dio”. E’ quanto affermato da S.E.Mons. Francesco Milito durante l’omelia della Santa Messa. Il Vescovo ha quindi messo in guardia da quei sentimenti negativi che appesantiscono il nostro cuore. “Quanto orgoglio in piena sostiene facce con posizioni altezzose! Anche espressioni pesanti si usano in modo corrente, da suscitare l’impressione che non si conosca altro linguaggio se non quello delle offese! E quanti inganni, raggiri per escludere l’altro dal proprio piccolo perimetro abitativo o dagli orizzonti ristetti, quasi fosse un invasore o un emittente con segnali di disturbo nell’area del proprio dominio. Com’è facile andare in escandescenze, se per motivi temperamentali e difetti caratteriali non si è raggiunto quell’autocontrollo da permettere di fermarsi sulla soglia della rabbia e dell’ira, – magari qualvolta comprensibile – e di non rendere più pesante l’aria già rarefatta per la complessità del reale”.

Il Vescovo ha perciò sottolineato che la ricchezza nel vivere nella verità, bandendo ogni forma che lede la giustizia, rende capace di carità il cuore di ogni uomo. “In assenza o nel superamento di questi attacchi contro la carità – ha proseguito S.E. Mons Milito – è scontata la chiusa finale, quasi un suggellimageo ricalcato fortemente: Dio-carità tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. Appare chiaro che solo Lui amore è capace di tanto, proprio perché attrezzato all’infinita comprensione, a non lasciarsi ingannare dalle falsità, a non disperare mai di noi, a sopportare la Croce che è l’altro, anzi a portarla con lui e per lui”.

Una chiesa dunque capace di non accumulare vanità, orgoglio, potere, ma capace di un cuore libero che illumina gli altri. Capace di fare spazio ai poveri. E riprendendo le parole di Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, intervenuto al congresso, i poveri sono non solo quelli ai quali dobbiamo inviare un messaggino di due euro, come ci suggerisce una campagna promozionale, i poveri sono anche quelli vicini a noi, che magari hanno un piatto da mangiare, ma necessitano di una nostra carezza. E’ “il servizio” agli altri che purifica il cuore. E noi siamo chiamati a fare tutto quello che ci è possibile.
Conclusa la celebrazione, la processione con il Santissimo Sacramento si è snodata per le principali vie della città. Al termine, il Vescovo ha impartito la Benedizione Solenne, consegnando i “segni-eredità” dell’Anno della Carità.