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Operazione Skunk su droga ed armi: FOTO e DETTAGLI

imagesSi è conclusa con l’esecuzione di 12 ordinanze di custodia cautelare l’Operazione “SKUNK” condotta dalla Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Torino, che, nel corso circa due anni di indagini, ha portato all’esecuzione di 21 provvedimenti restrittivi a carico di altrettanti soggetti con l’accusa, a vario titolo, di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, detenzione, porto e cessione di armi clandestine. Il provvedimento restrittivo, emesso dal GIP distrettuale Dott. Massimo SCARABELLO su richiesta del Procuratore Aggiunto DDA Dott. AUSIELLO e del sostituto Dr. Antonio SMERIGLIO ha riguardato: 1. ALBANESE Alfonso, nato a Napoli, classe 1971, domiciliato a Collegno; 2. ALBANESE Lorenzo, nato a Napoli, classe 1964, residente a Rivalta (TO);

3. LAURI Aniello, nato a San Gennaro Vesuviano (NA), classe 1971, residente a Palma Campania (NA); Ritenuti responsabili di detenzione, porto e cessione di armi comuni da sparo 4. BATTISTETTI Alessandro, nato a Torino, classe 1984, residente a San Mauro Torinese (TO); 5. SCALI Domenico, nato a Locri, classe 1981, ivi residente, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Alessandria (AL); 6. CUTRI’ Mario, nato a Locri, classe 1980, residente a Careri (RC); 7. LOBONO Bruno, nato a Canale (CN), classe 1976, residente a Portigliola (RC); 8. LOBONO Francesco, nato a Locri (RC), classe 1982, domiciliato a Roma; 9. MARVELLI Bruno, nato a Locri (RC), classe 1987, residente a Valgioie (TO) (ARRESTI DOMICILIARI); 10. RUBERTI Carmelo, nato a Torino, classe 1984, residente a Collegno (TO); (ARRESTI DOMICILIARI); 11. BOCALE Rocco, nato a San Giovanni Rotondo (FG), classe1974, residente a Torino (ARRESTI DOMICILIARI). Ritenuti responsabili di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti L’indagine, durata circa due anni, ha fatto luce, in particolare, sul traffico e lo smercio, oltre che di cocaina ed hashish, di una tipologia di marijuana geneticamente modificata e dotata di un elevato principio attivo, denominata “Skunk”, fatta pervenire dalla provincia jonica di Reggio Calabria in Emilia Romagna, nella zona di Ravenna ed in Piemonte, in particolare a Torino e Santena. Nel corso della medesima attività investigativa, infatti, l’1 marzo 2012, sono stati sottoposti a fermo di p.g. per lo smercio in Emilia Romagna: 1. IOVINO Domenico,nato a Napoli, classe 1985, 2. PERNA Ornella, nata a Arpaia (BN), classe 1985, 3. SCRUCI Giuseppe, nato a Siderno (RC), classe 1986 perché indiziati di aver detenuto 4 Kg. di sostanza stupefacente. IOVINO Domenico era gravemente indiziato di essersi appropriato e di aver commercializzato autonomamente la sostanza stupefacente che custodiva per conto del gruppo criminale calabrese che aveva base nelle provincie di Reggio Emilia e Ravenna, dove il medesimo si era stabilito e precisamente nei comuni di Rubiera (RE) e Massa Lombarda (RA). A causa di tale appropriazione dello IOVINO, il gruppo criminale, ai cui vertici figurava il calabrese SCRUCI Giuseppe, era in procinto di attuare una violenta ritorsione nei sui confronti, opportunamente scongiurata mediante l’adozione dei provvedimenti di fermo. Il successivo 12 marzo 2012, a seguito dei suddetti fermi, l’Autorità Giudiziaria di Ravenna, sulla scorta delle successive risultanze investigative, ha disposto il fermo d’indiziato di delitto nei confronti dei pregiudicati calabresi: 1. COMMISSO Giuseppe nato a Locri (RC), classe 1986; 2. COMMISSO Antonino detto “Zanzara”, nato a Locri (RC), classe 1990; 3. DE FRANCESCO Eduardo detto “Aldo”, nato a Gioiosa Ionica (RC), classe 1965; 4. GENTILE Giovanni, detto “Gianni” nato a Locri (RC), classe 1981 5. PELLEGRINO Giuseppe, nato a Locri (RC), classe 1989; 6. MACRI’ Girolamo, nato a Siderno (RC), classe 1987. Il gruppo criminale produceva la sostanza stupefacente nella zona aspromontana della locride per poi inviarlo in Piemonte prevalentemente in pacchi trasportati a bordo degli autobus che effettuano la linea Reggio Calabria-Torino, le cui aziende sono risultate estranee alla vicenda. Al fine di escludere la riconducibilità al mittente, nei pacchi venivano indicati come destinatari soggetti inesistenti. A servirsi di tale stratagemma era il gruppo “torinese” di CUTRI’-LOBONO che riceveva la droga da SCALI Domenico. Quest’ultimo attualmente è detenuto perché raggiunto da analogo provvedimento cautelare in quanto coinvolto nell’operazione antidroga “Cicala”, coordinata dalla D.D.A. di Reggio Calabria e portata a termine nel febbraio 2013, che ha disarticolato un’organizzazione criminale di matrice ‘ndranghetista dedita al traffico di ingenti quantitativi di cocaina tra la Calabria e la Lombardia. Una delle località terminali del traffico è risultato il comune di Santena (TO) dove i trafficanti, stabili nelle provincie di Modena e Ravenna, recapitavano lo stupefacente a PELLEGRINO Giuseppe, nato a Locri (RC), classe 1989,di professione panettiere. Per scoprire il traffico di stupefacenti è stato necessario decriptare alcuni termini utilizzati dai malviventi per dissimulare sia le armi che lo stupefacente. Quest’ultimo indicato per lo più con i termini “stereo, bella mora, ragazza, macchina”, le armi invece con i termini “moto e calcolatrici”, fino all’affermazione più fantasiosa del tenore: “9 anni e cammina per 21 (intendendosi un’arma calibro 9 X 21). Alcuni dei soggetti raggiunti dal provvedimento restrittivo nel marzo 2012, sono appartenenti a note famiglie di ‘ndrangheta stabili nella fascia jonica calabrese ed in particolare nei comuni reggini di Siderno e Sant’Ilario (RC). COMMISSO Giuseppe, classe 86, è collegato alla omonima cosca Sidernese ai cui vertici figurava COMMISSO Giuseppe alias “u mastru” cl. 1946, che l’indagine “Crimine” ha stabilito essere ai vertici della “Provincia” nonchè della “Società di Siderno”. Sua madre aveva lavorato nella lavanderia “Apegreen” del “mastro”, poi sottoposta a sequestro. COMMISSO Antonino, detto “Zanzara”, cl. 1990, è figlio di Cosimo, alias “cocci i fava”, nato a Siderno (RC) l’8 marzo 1954, attualmente detenutoin quanto condannato per i fatti relativi alla sanguinosa faida che negli anni ’80 e ‘90 insanguinò la città di Siderno e che vide contrapposte le famiglie COSTA e COMMISSO. MACRI’ Girolamo, appartenente alla famiglia di ‘ndrangheta dei “D’AGOSTINO” di Sant’Ilario (RC), è il nipote di D’AGOSTINO Spartaco, assassinato nella metà degli anni ‘80 a seguito della medesima faida. L’indagine, infine, ha appurato un traffico di armi in Piemonte gestito da ALBANESE Alfonso e dal fratello Lorenzo, che venivano vendute, tra l’altro, anche a soggetti di origine campana tra i quali il pregiudicato LAURI Aniello, nato a S. Gennaro Vesuviano, classe 1971. A seguito delle perquisizioni effettuate questa mattina è stato tratto in arresto: · RIANO’ Carlo Alberto, nato a Torino, classe 1974, residente ad Alpignano (TO) al quale è stata sequestrata una pistola calibro 6,35 con matricola abrasa presso l’abitazione. Nel corso di un’ulteriore perquisizione, effettuata presso l’abitazione di ALBANESE Alfonso, sono state sequestrate sequestrare numerose munizioni di vario calibro. Complessivamente l’attività investigativa ha portato all’arresto di 22 persone, al sequestro di 2 pistole semiautomatiche calibro 9×21 e 6,35 ed alla certezza che i fratelli ALBANESE fossero al centro di un vasto smercio di armi clandestine in Piemonte. Nel corso dell’indagine, infine, è stato individuato e tratto in arresto in data 5 ottobre 2011 a Genova, PIPICELLA Vincenzo, nato a Natile di Careri (RC), classe 1960, latitante da due anni essendosi sottratto all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 21 gennaio 2009 dal Tribunale di Reggio Calabria per traffico di stupefacenti, inserito nella famiglia CUA/IETTO/PIPICELLA di Natile di Careri (RC), operativa anche a Torino.