fbpx

Messina, qualche spunto per ripartire

palazzo_zanca6_quimessinaRiceviamo e pubblichiamo una lettera di Fabrizio Vinci, un manifesto per la città.

Messina è una città dalle molteplici potenzialità mai sfruttate in maniera consona. Eppure il capoluogo peloritano avrebbe tutte le carte in regola per avviare una radicale metamorfosi in grado modernizzare la città: rendendola funzionale, a misura di messinese e di turista. Credo sia indispensabile porre le basi per strutturare una società civile alimentata da una nuova mentalità che dovrà insinuarsi nei messinesi. Ordine, progresso e meritocrazia dovrebbero essere le nuove parole chiave per riorganizzare la città dello Stretto. Il bilancio in attivo recentemente sbandierato dal sindaco “rivoluzionario” Renato Accorinti, rappresenta solo una faccia della medaglia: strade devastate, ospedali fatiscenti e malfunzionanti, cantieri navali verso lo smantellamento, edilizia bloccata, accantonamento autolesionista del ponte sullo Stretto, piazze e aree per bambini lasciate in balìa dei vandali di turno, prossimo fallimento per diversi commercianti del centro storico a causa dell’isola pedonale e meritocrazia opinabile nei pubblici uffici rappresentano l’altra faccia della stessa medaglia. Senza fini politici, ecco dieci punti di partenza per cambiare Messina, a disposizione degli attuali o futuri amministratori che vorranno metterli in pratica.

1 – Ristrutturazione del disastrato manto stradale cittadino: le rivendite di pneumatici esultano, gli automobilisti messinesi un po’ meno.

2 – Riapertura dell’isola pedonale al traffico, in quanto lede economicamente i negozi della zona Piazza Cairoli – Viale San Martino, in favore dei grandi centri commerciali di Tremestieri.

3 – Revisione per tutti i dipendenti comunali attraverso severi test d’idoneità: ricollocazione del personale ed eventuali licenziamenti.

4 – Bonifica profonda e radicale del sistema fognario e dei laghi di Ganzirri, con allargamento dei canali di collegamento al mare per questi ultimi: in un paio d’anni dovranno essere resi balneabili, con trasferimento di sabbia marina sulle sponde e allestimento servizi turistici: pedalò, chioschi e strutture di balneazione.

5 – Formazione di un comitato (senza portafoglio) per rilanciare il progetto del ponte sullo Stretto. Un laboratorio di idee a confronto, nell’attesa che il Governo nazionale rispolveri l’iniziativa.

6 – Piazze e aree verdi attrezzate della città dovranno essere sorvegliate attraverso un sistema di telecamere: vandalismo e ambulantato abusivo dovranno essere banditi dalla nostra città senza mezze misure.

7 – Sottopassaggi pedonali da collocare lungo il viale della Libertà per tutelare i croceristi e messinesi che durante l’estate affollano la zona Fiera e la “passeggiata al mare”.

8 – Rivalutazione delle politiche eccessivamente buoniste in riferimento all’immigrazione. Giusta l’accoglienza senza spropositi utopistici che rischiano di far esplodere emergenze sociali e sanitarie.

9 – Ateneo e strutture ospedaliere commissariate, con particolare attenzione alle nuove nomine e assunzioni varie. Discorso simile per assessori e altri dirigenti pubblici: dovranno essere nominati su criteri strettamente meritocratici e prelevati (se necessario per evitare connivenze) da altre città italiane, sotto forma di amministratori-manager.

10 – Un piano di rilancio per cantieri edili e navali, nell’assoluta trasparenza e legalità. Messina negli ultimi decenni ha basato la sua economia su questo settore: annichilirlo a causa dello spauracchio d’infiltrazioni mafiose, potrebbe avviare un effetto domino con conseguenze non preventivabili sull’economia cittadina.