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Messina, nasce la Film Commission. Perna: alta formazione per il Cinema, la Tv e gli altri media

Perna AccorintiTonino Perna è entusiasta. Lo si capisce dal suo tweet, pubblicato pochi istanti prima della conferenza stampa: “Inauguriamo oggi la film Commission Messina, primo passo verso la costituzione di una film Commission dell’Area dello Stretto”. Un progetto generale, sposato dal sindaco e curato dall’assessore alla cultura, a dispetto di una campagna elettorale – quella per le elezioni europee a fianco di Tsipras – che ha assorbito l’ordinario di Sociologia sottraendolo per molto tempo alla città.

Perna torna in pista dopo la polemica con Piero Adamo, dopo il commiato a quella notte della cultura che il primo cittadino avrebbe fortemente voluto. Ma 7.000 euro non bastano per progettare iniziative e la Corte dei Conti vigila su tutto. Messina dovrà pertanto accontentarsi dell’ennesima manifestazione dedicata Antonello, appuntamento d’alto profilo – per carità – visto mille e mille volte nel passato recente.

Ma Perna oggi procede dritto per la sua strada. Pensa ad altro, agli atti concreti della Giunta. Nella fattispecie presenta in conferenza stampa la riapertura dell’Ufficio promozione giovani artisti. Passo che non esita a definire centrale per l’intera città: “si riavvia un percorso precedentemente interrotto per problemi amministrativi e logistici, al fine di dare un’opportunità concreta, offrendo servizi a supporto di chi effettuerà produzioni cinematografiche e audiovisive, e valorizzando le caratteristiche geografiche, artistiche e culturali. Partiamo con questo progetto da Messina, ma il nostro obiettivo è creare la Film Commission nell’Area dello Stretto”. Di più: “il sogno è quello di creare una Accademia Internazionale di alta formazione per il Cinema, la Tv e gli altri media, indirizzata ai paesi che si affacciano nel bacino del Mediterraneo“.

Cosa comporterà sul piano pratico l’adozione di un simile provvedimento? Porterà indubbiamente alcuni benefici a quanti operano nel settore: basti pensare all’occupazione gratuita del suolo pubblico per tutte le riprese, all’utilizzo delle proprietà comunali, all’assistenza per accomodations di produzioni e troupe.

L’intento è chiaro: cercare di intercettare una nuova fonte di ricchezza, smentendo l’antico motto tremontiano per cui “di cultura non si mangia”. Il tutto senza rinunziare, naturalmente, alle valorizzazioni paesaggistiche che la città esige: un’operazione al tempo stesso artistica e turistica, con cui Perna tenta di dare lustro alla sua azione nell’amministrazione. Certo di un dato: il tempo è galantuomo. Ma gli darà ragione?