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Messina, l’isola della discordia. Ma perché la città deve sempre dividersi?

Isola CairoliIn origine fu l’atto stragiudiziale, redatto in nome e per conto dei commercianti dall’avvocato Carlo Autru Ryolo e dal suo collega Maurizio Cacace. Poi venne la richiesta di risarcimento danni. Adesso, è notizia di ieri, è  il tempo dell’esposto in procura: un invito ad indagare sull’eventuale sussistenza di reato relativamente alle delibere istitutive. Insomma, l’isola pedonale di Messina, fortemente voluta dall’Amministrazione Accorinti, continua a scatenare polemiche, in una città in cui le priorità e gli oggetti del contendere di sicuro non mancano.

Gli esercenti lamentano i danni subiti: la contrazione della clientela, la rinunzia strutturale a quei consumatori occasionali che, col parcheggio a pagamento o in doppia fila, effettuavano acquisti celeri. Da qui il calo delle vendite, imputato pressoché totalmente alle sciagurate scelte della Giunta.

Accorinti SindacoIl sindaco tiene ferma la barra: si tratta di strategie d’impresa, le aree pedonali sono presenti in qualunque comune d’Italia e non sarà certo la sua squadra a rinunziare al progetto. E mentre i negozianti lamentano “la reiterazione della situazione illegittima”, quella che un tempo si sarebbe definita semplice perseveranza, non possiamo fare a meno di sottolineare come a pochi chilometri dallo Stretto la situazione muti nettamente.

Meno di un mese fa è stata Palermo a redigere il progetto istitutivo delle aree pedonali. Un progetto ben più sostanzioso, se è vero com’è vero che centosessantaquattro luoghi della città saranno direttamente interessati: alle sei aree pedonali già previste dal vecchio Piano Generale del Traffico Urbano si aggiungeranno altre cento fra strade e vicoli, nonché quaranta piazzette. Perfino via Maqueda, realtà tutt’altro che periferica, dal 4 giugno è chiusa al traffico dalle 10 alle 20, senza che questo abbia generato un vespaio di insulti. “Sono strade che stiamo liberando”, ha affermato l’assessore palermitano alla Mobilità, Giusto Catania. Lo stesso intento del primo cittadino messinese. Con una sola differenza: se il Sindaco Orlando lotta con lo smog (osteggiando il famoso “ciaffico” di Johnny Stecchino), Accorinti invoca la necessità di riappropriarsi degli spazi cittadini. Ça va sans dire.