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Messina, blitz della polizia contro gli ambulanti. Ora Accorinti prenda posizione

accorinti 23La confusione regna sovrana. Quale sia la politica patrocinata da Accorinti rispetto all’ambulantato selvaggio è un autentico mistero. Cerchiamo allora di districare il filo d’Arianna tappa per tappa, sì da offrire al lettore tutti gli elementi del caso.

Da principio il primo cittadino volle dare un messaggio di speranza: contro la crisi che opprime le persone, contro gli “effetti collaterali dell’Occidente” poco incline a confrontarsi col prossimo, Accorinti perorò la causa filosofica della massima apertura. “Tutti hanno diritto di lavorare” divenne il leitmotiv di Cambiamo Messina dal Basso, la lista civica da lui ispirata.

munaòNe fece le spese, suo malgrado, Giuseppe Munaò, già componente del Direttivo Provinciale di Forza Italia. In una nota stampa diffusa il 31 maggio, l’esponente di centro-destra rivelò: “Ieri sera a margine di una trasmissione televisiva ho chiesto al Sindaco Accorinti come e quando intende sanare l’incresciosa situazione degli ambulanti extracomunitari che allestiscono giornalmente sul Viale San Martino un mercato di prodotti contraffatti. Urlando, il Sindaco mi ha risposto «ogni uomo ha diritto a guadagnarsi da vivere! Mi auguro che, in una prossima vita, ti possa reincarnare in un ebreo o in un nero»”. Frasi che destarono sgomento nello stesso Munaò. Ma a rimanere spaesata fu, più in generale, l’opinione pubblica messinese, la quale – una settimana addietro – aveva assistito ad un gustoso siparietto. Uno scambio di battute piccato fra l’assessore al Commercio, Patrizia Panarello, e i vertici dei Verdi cittadini, Raffaella Spadaro e Raffaele Scirocco.

Patrizia Panarello

Patrizia Panarello

Questi ultimi avevano da poco denunziato la crociata dell’Amministrazione indetta nella zona sud contro i commercianti ambulanti, con buona pace dei propositi espressi durante la campagna elettorale. “In un periodo nel quale sono aumentati la povertà e i problemi personali, multare e sequestrare le merci a simili persone è un accanimento sociale che non fa onore alla Giunta”, tuonarono i due. La Panarello, chiamata in causa, rispose per le rime, evidenziando come il valore della legalità non potesse essere celebrato a fasi alterne: “Forse non tutti sanno che le segnalazioni e le denunce finalizzate ad un maggiore controllo da parte di commercianti e operatori mercatali sono frequenti in quanto si lamenta un’intensa attività abusiva che lede gli interessi di chi paga regolarmente le tasse ed occupa nel rispetto delle regole il suolo pubblico. Purtroppo su questo tema esiste una cultura diffusa dell’illegalità, essendo più vantaggioso agire nell’anonimato anziché seguire le regole”, chiosò il membro della Giunta.

Sin qui, la storia. Ora veniamo alla cronaca, perché nella giornata di ieri si è registrata una decisa azione delle forze dell’ordine volta a punire gli ambulanti che esercitano in palese violazione della legge. Nel quartiere di Provinciale, nei pressi del mercato Vascone, uomini in divisa della Compagnia di Messina Sud, di Gazzi, Bordonaro e del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale hanno posto sotto sequestro la merce degli abusivi, non risparmiando neppure i mezzi di locomozione privi di assicurazione. Un intervento liberatorio per i residenti, costretti da anni a sopportare nell’ora di punta uno spettacolo a dir poco degradante, destinato financo a intasare la viabilità. Di più: perfino la collettività ringrazia, se è vero che la merce sequestrata – prevalentemente frutta e ortaggi – verrà destinata alle mense dei poveri.

accorinti 4Dopo un blitz di questa portata, resta un’incognita: qual è il volto dell’Amministrazione Accorinti? Quello di chi pretende il rispetto delle norme, quali strumento di tutela della civile convivenza, o quello di chi avoca a sé il diritto discrezionale di scegliere quale legge applicare e quale no? Quello di chi punisce le fattispecie di reato o quello di chi sceglie di istituire zone franche sulla mappa cittadina? Un dubbio che dev’essere tornato anche alla mente di Munaò, il quale legittimamente si è chiesto quale differenza intercorra fra l’ambulantato selvaggio di Villa Dante e quello di Viale San Martino, specializzato – per così dire – in prodotti contraffatti. Ça va sans dire.