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Messina: un anno di Accorinti, al comune un uomo ‘fuori dal comune’

Un anno fa l’elezione di Renato Accorinti a Messina. Il sindaco che sfila con magliette di protesta come ‘Free Tibet’ e ‘No Ponte’, è sicuramente tra i più originali che la città abbia avuto.

Molte le iniziative, i convegni, i seminari e le conferenze stampa in cui sono stati spiegati, discussi, ed affrontati, anche con toni accesi, i problemi e gli ostacoli, ora burocratici ora economici, che non permettono alla città di decollare pienamente, o come direbbero i nostalgici, di tornare ad essere la vera ‘porta d’ingresso’ della Sicilia: la creazione dell’Area metropolitana dello stretto, l’introduzione di energie sostenibili ed alternative, il potenziamento della mobilità, la gestione del porto e dei moli d’imbarco e il rilancio della zona falcata, il turismo, e poi ancora la cura dei parchi e del verde, la manutenzione delle strade, il risanamento delle zone degradate…

E’ difficile redigere una classifica in ordine di importanza della macro aree su cui la cittadinanza richiede interventi urgenti, poiché sono tutti tasselli che interagiscono per il pieno rilancio della città come Lavoro e Impresa, Sviluppo Economico, Servizi sociali, Urbanistica e Territorio, Mobilità e Trasporti, Energia, Ambiente, Cultura, Scuola e Università.

Qualcosa si è mosso da Palazzo Zanca. La sola consapevolezza delle esistenza di certe ‘zone d’ombra’ della città è una conquista. Sono state istituite consulte di cittadini e di associazioni; è stato predisposto un protocollo d’intesa per la regolamentazione dei beni comuni; è stata avviata la revisione del Piano Regolatore Generale, applicando pratiche di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini, con l’obiettivo di  annullare il consumo di territorio, attivare processi di liberazione degli spazi urbani, e incrementare il verde pubblico; è stata introdotta l’isola pedonale; è in fase di definizione il PAES, Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile.

Per chi sogna una città in cui accompagnare a piedi o in bicicletta i figli a scuola, trascorrere un pomeriggio all’aperto nel parco di quartiere, per chi vuole servizi efficienti soppesati ai costi, per chi immagina il centro cittadino invaso da turisti e visitatori spendaccioni, per chi vuole investire e cerca una rete burocratica snella e sicura, per chi vuole studiare e fare ricerca, Messina non è ancora la città giusta. Anche se la Giunta Accorinti ha ancora davanti quattro anni di governo, la città di Messina aspetta da molto tempo il suo ‘rinascimento’.

Ben venga Accorinti, se vuole essere artefice della rinascita di Messina. Il suggerimento, per banale e scontato che sia, è che sia il primo cittadino sia la sua Giunta ricordino in futuro che ‘le amministrazioni passano, i problemi restano’.

Cercare di non peggiorare le cose quando non si possono risolvere è sicuramente una strategia vincente.