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Maxi-tangenti per il MOSE: 35 arresti eccellenti, in manette il sindaco di Venezia

mose veneziaArresti eccellenti nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Venezia per presunte tangenti nella costruzione delle dighe mobili in laguna, meglio conosciute come Mose. Sarebbero state fermate 35 persone; un centinaio gli indagati. Agli arresti, fra gli altri, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, avvocato ed esponente del Partito Democratico, l’assessore regionale alle infrastrutture Renato Chisso, esponente di Forza Italia, il consigliere regionale del Partito Democratico Giampiero Marchese, gli imprenditori Franco Morbiolo e Roberto Meneguzzo, il generale in pensione Emilio Spaziante. Richiesta d’arresto anche per Giancarlo Galan, gia’ presidente della Regione Veneto, oggi deputato di Fi. L’inchiesta, aperta a suo tempo sugli appalti per il Mose e che ha avuto come primo protagonista Giorgio Baita, ex ad della societa’ Mantovani, riguarda presunti reati di corruzione, concussione e riciclaggio.

GalanGiancarlo Galan, attualmente senatore di Forza Italia e considerato un ‘fedelissimo’ di Silvio Berlusconi, e’ stato governatore del Veneto per 15 anni (1995-2010) per poi essere nominato prima ministro alle Politiche agricole e poi ai Beni culturali. Galan, padovano di 58 anni, si e’ formato politicamente nel Partito liberale italiano, poi con la ‘discesa in campo’ di Berlusconi lo ha seguito fin da subito lasciando gli incarichi nelle aziende dell’ex cavaliere per la politica. Proprio con Berlusconi Presidente del Consiglio, Galan ha posto la prima pietra del Mose nel 2003.

Tutto sarebbe legato ad una enorme vicenda di mazzette che vedono coinvolti numerosi politici, commercialisti, imprenditori e operatori finanziari. Tra gli arrestati anche un ex generale a tre stelle delle Fiamme Gialle. L’inchiesta e’ nelle mani dei sostituti Stefano Ancillotto, Stefano Buccini e Paola Tonini (Dda) che hanno coordinato gli uomini della Guardia di Finanza.