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Marina di Gioiosa Jonica: affollata assemblea con i lavoratori in mobilità della fascia jonica sul precariato

precariSi è tenuta giorno 19 giugno, presso il Palazzo Egidio Gennaro di Marina di Gioiosa Jonica, una affollata assemblea con i lavoratori in mobilità della fascia Jonica voluta dalla Cisl unitamente alla Federazione della Funzione Pubblica di Reggio Calabria.

L’assemblea ha voluto affrontare i temi relativi alle difficoltà legate al precariato calabrese e ad un crescendo di situazioni similari che tendono sempre più a precarizzare il lavoro, a creare false aspettative, a non consentire un lavoro vero con doveri e diritti da rispettare.

L’assemblea, aperta proprio da due lavoratrici in deroga, Minasi Simona e Donatella Leone, le quali si sono occupate attivamente dell’organizzazione della stessa, convocando i lavoratori, inviando fax e telefonando singolarmente ad ogni lavoratore, ha avuto l’introduzione di Raffaele Cagliuso il qualità di dirigente della Cisl Funzione Pubblica di Reggio Calabria e le conclusioni affidate al Segretario Generale della Cisl Reggio Calabria Domenico Serranò.

Cagliuso ha affrontato temi di ordine generale legati alla precarietà in cui ormai vive la Calabria, ad una politica completamente assente e senza risposte certe da dare alla miriade di lavoratori inseriti in improbabili bacini, ormai divenuti contenitori infiniti, i quali difficilmente potranno vedere sbocchi occupazionali seri e duraturi. Ha posto l’accento sulle difficoltà legate all’utilizzo di tali lavoratori, all’assenza totale di regole scritte e non, alle difficoltà legate ad un inquadramento certo, che detti quanto meno un indirizzo di utilizzo, che miri a tutelare almeno le questioni fondamentali. Ha ribadito anche le difficoltà legate all’assemblea organizzata, rimarcando come, anche in questo caso, molti enti abbiano creato non pochi problemi a detti lavoratori i quali, si ricorda, dovrebbero solo essere formati dai Comuni utilizzatori e non utilizzati solo ed esclusivamente a scopo sostitutivo di dipendenti di ruolo. Anche l’assenza completa dei Sindaci ha sottolineato che ormai anche le istituzioni vedono nel precariato la possibilità di dare servizi ai cittadini a costo zero. Emblematici alcuni interventi dei lavoratori che hanno ripetuto esattamente le identiche parole dette dal bacino LSU/LPU tanti anni fa “se ci fermiamo noi non riescono ad erogare servizi”.

Serranò ha sciorinato tutta una serie di incombenze centrali e regionali non ancora attuate, puntando il dito contro la politica nazionale e regionale risultata completamente assente e con poco voglia di affrontare un tema così serio, che vede in Calabria la presenza di oltre 28 mila lavoratori in tale situazione. La questione legata al mancato pagamento delle somme dovute, ferme ai mesi di luglio/agosto 2013 per alcuni e ad aprile 2013 per altri, alla mancanza di risorse per il proseguimento delle attività iniziate, a tutta una serie di incombenze che la politica si fa scivolare addosso senza alcun sussulto. L’assenza completa di interlocutori regionali, preoccupati in questo periodo da tutt’altre faccende, che non riescono a creare sbocchi occupazionali per il vasto bacino regionale del precariato. L’assenza completa di leggi in tal senso, di progettualità lavorativa, di sostegno ad eventuali iniziative dei lavoratori stessi, fa si che tali precari rischino di non avere la copertura per l’anno 2014. Ha invitato tutti i lavoratori a far inviare una nota da parte dei propri sindaci nella quale spieghino la situazione al governo nazionale, che dia un chiaro cenno in merito alla situazione nella quale versano i lavoratori, che sia un punto di partenza dal quale discutere per dare certezze, positive o negative che siano, ad ognuno dei lavoratori. Ha sottolineato come vivere in uno stato di abbandono completo non possa essere più ritenuto accettabile da parte della politica che deve, obbligatoriamente, vestirsi di quella serietà e sobrietà che dovrebbe contraddistinguere coloro i quali si vestono dei panni di “rivoluzionari” del mondo del lavoro.

L’assemblea si è conclusa cercando di organizzare i lavoratori in modo che possano fare rete e con una richiesta, da parte della Cisl di Reggio Calabria, mirata ad attivare un incontro regionale per la discussione dei temi affrontati.

La Cisl di Reggio Calabria ha ribadito il suo impegno, presente e futuro, per cercare di dare risposte ai tantissimi precari che ormai da vent’anni cercano invano una stabilità economica per le loro famiglie.