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Marina di Gioiosa Jonica (RC): 75enne arrestato per ricettazione, detenzione abusiva e illegale di armi e porto di arma clandestina

FEMIA DOMENICOIeri sera, i Carabinieri della locale Stazione, in ottemperanza alla revoca del decreto di sospensione dell’ordine di esecuzione per la carcerazione e il ripristino dell’ordine medesimo emessa dalla procura della repubblica presso il tribunale ordinario di Locri – ufficio esecuzioni penali, hanno tratto in arresto Femia Domenico, pensionato 75enne, ritenuto affiliato alla ‘ndrangheta nella sua articolazione locale denominata cosca Aquino-Coluccio operante in Marina di Gioiosa Jonica, il quale dovrà scontare la pena residua della reclusione di 1 anno, 5 mesi e 13 giorni 13, in esecuzione di una sentenza pronunciata il 13.5.2009 dal G.I.P. presso il Tribunale Ordinario di Locri, confermata il 7.3.2012 dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria – sezione penale e divenuta definitiva il 13.2.2014.

L’uomo, che al momento dell’arresto ha accusato un malore e pertanto è stato condotto precauzionalmente in ambulanza presso l’ospedale di Locri, dove si trova ricoverato e piantonato presso quel Reparto di Cardiologia, è risultato responsabile di ricettazione, detenzione abusiva di armi, detenzione illegale di armi, e porto di arma clandestina commessi

il 5.9.2008, in Contrada Calcinara di Roccella Jonica dove i Carabinieri di quella Compagnia e dello Squadrone Eliportato Cacciatori del Gruppo Operativo Calabria di stanza in Vibo Valentia, nell’ambito di un servizio finalizzato alla ricerca del latitante Coluccio Salvatore, cl. 67, all’epoca inserito in quello che era l’“elenco dei 100 catturandi più pericolosi per fatti di Criminalità Organizzata ed altri gravi delitti”, a seguito di una perquisizione domiciliare effettuata presso un complesso residenziale di circa 1.000 metri quadri, di proprietà dello stesso Femia, rinvennero un bunker in perfetto stato di manutenzione, costituito da un vano dell’ampiezza di mt. 1,50 di larghezza per mt. 2,5 di lunghezza per mt. 2,5 di altezza, ricavato dietro la parete di un locale adibito a dispensa, sito al pian terreno dietro il vano cucina. Al manufatto, dotato di corrente elettrica ed impianto d’illuminazione ed aerazione, con all’interno una branda e un materasso, si poteva accedere attraverso l’azionamento di un congegno meccanico costituito da un cavo d’acciaio che, scorrendo su delle apposite guide, consentiva dal bagno poco distante di comandare a distanza l’apertura a scatto della serratura. Nel prosieguo della perquisizione, all’interno della camera da letto, dietro una finta presa elettrica a muro, veniva poi rinvenuta una pistola semiautomatica marca Beretta, mod. 70, con matricola abrasa, cal. 7,65, perfettamente funzionante, completa di 2 serbatoi della capacità di 8 colpi ciascuno e di 31 cartucce.

Una volta dimesso, l’uomo verrà tradotto presso la Casa Circondariale di Locri, dove espierà la pena.