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L’alfabeto di Reggio – “D” come “Differenziata”

differenziatadi Enzo Cuzzola – L’esigenza di avviare un modello di gestione del ciclo dei rifiuti, che nel rispetto dell’ambiente e della salvaguardia dello stesso a favore delle generazioni future, consenta il raggiungimento di livelli efficienti a costo contenuto, è ormai universalmente sentita in città

Continuando nello scorrere il mio alfabeto, quindi, alla D, mi viene in mente la parola DIFFERENZIATA. Il comune deve assolutamente attivarla, anche per ridurre il costo Tari (attuale acronimo per definire la tassa sullo smaltimento dei rifiuti) per il cittadino, se poi a valle gli altri enti coinvolti nella filiera non provvedono di conseguenza allora va utilizzata la D, come denuncia delle omissioni.
Non vi è dubbio che la raccolta differenziata ed in genere lo smaltimento dei rifiuti sia, specie per i Paesi industrializzati, il problema per eccellenza. Su di essa, quindi, devono misurarsi gli enti locali, sia in termini di sistema che di efficienza. Al pari di tanti Paesi specie del Nord Europa, la raccolta deve basarsi su taluni elementi che ne divengono punti di forza sia in termini di efficacia che di modello gestionale.
La proposta è che si lavori su tre diverse direttrici:
– sistema di differenziata “porta a porta”;
– conferimento rifiuti con registrazione dell’utente e scheda di registrazione delle quantità ( conferimento “utile”);
– tassazione dei rifiuti con scomputo dei bonus relativi alle quote di conferimento “utile”.
Sarebbe un modo per coinvolgere i cittadini e rendere equo e sostenibile il costo sociale di questo servizio che, altrove, non rappresenta un costo bensì una risorsa.

I cittadini dal canto loro dovranno riscoprire la cultura del rispetto del bene comune e la cultura della corretta gestione ( e smaltimento nei cassonetti) del rifiuto differenziato, magari anche attraverso una azione formativo/divulgativa della amministrazione, che si spinga anche al monitoraggio del corretto comportamento, tramite opportuna videosorveglianza delle zone “cassonetti”.

Occorre, quindi, individuare modelli e sistemi sostenibili ed attuabili che, nonostante il nostro livello “arcaico”, possano essere adottati nel volgere di qualche anno, guardando, con il sentimento delle grandi scommesse pubbliche, ai modelli di smaltimento organizzati su scala industriale per garantire il riciclo e la rigenerazione delle risorse e delle materie prime.

Ma pensando alla D, mi viene in mente anche la Depurazione. Il sistema di depurazione della nostra città va arricchito e completato, ma soprattutto va ricostruita la rete di smaltimento delle acque piovane, che una volta avveniva in superficie, grazie al naturale sistema di valloni e torrentelli esistenti, ma che sono stati soppressi nel tempo. Abbiamo bisogno di separare le acque reflue da quelle piovane, sia per garantire un più corretto ed efficiente funzionamento dei depuratori, sia per contenerne i costi di gestione e di conseguenza la bolletta per i cittadini.

StrettoWeb, in collaborazione con Enzo Cuzzola e l’Associazione Dialogo Civile, propone uno spazio di riflessione  sul futuro della città. Quasi un gioco che, utilizzando ogni settimana una lettera dell’alfabeto, vuole contribuire a costruire il puzzle programmatico. Ovviamente lo spazio è aperto a tutti quanti vorranno offrire il loro contributo e cioè Partiti, Movimenti, Associazioni, Gruppi di cittadini e Singoli cittadini. Scriveteci a redazione@strettoweb.com