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Il filo rosso che collega Venezia e Milano: ma le due “cloache” non erano Reggio e Messina?!?

ponte sullo stretto

ponte-sullo-strettoDa Venezia a Milano, dal Mose all’Expo: una pioggia di mazzette a politici, imprenditori, avvocati, magistrati e addirittura finanzieri, insospettabili in divisa. Una marea di corruzione che ha riportato alla ribalta dei mass-media lo scandalo di Tangentopoli, al punto di parlare di “Nuova Tangentopoli”.
Eppure fino a qualche anno fa, quando l’Expo era ancora lontano e oltre al Mose la grande opera per eccellenza era il Ponte sullo Stretto, qualcuno lo etichettava come “manufatto inutile che collegherà due cloache come Reggio e Messina“.
Nichi Vendola, leader di SEL e Presidente della Regione Puglia, diceva no al Ponte perchè “serve solo a unire due cosche“.

Vendola Accorinti a Piazza Cairoli 18 maggioE’ bastato qualche anno e sono venuti fuori tutti gli altarini: Vendola (recentemente sostenuto dal Sindaco peloritano Accorinti alle elezioni europee, ma forse il caro Renato ha dimenticato quelle brutte parole che offesero tutta la città qualche anno fa) ha ricevuto 3 avvisi di garanzia, è imputato di concussione aggravata nell’ambito dell’inchiesta sul disastro ambientale causato dall’Ilva e accusato di abuso d’ufficio, peculato e falso per vicende legate alla sanità pugliese, con in ballo diverse decine di milioni di euro.

I moralisti lombardo-veneti, invece, sono travolti dalla “Nuova Tangentopoli” per le mazzette legate all’Expo e al Mose. Quali sono, quindi, le due vere cloache? Per quale motivo quando queste porcherie si verificano al sud, assistiamo ad un tripudio di luoghi comuni mentre invece al nord passano quasi quasi sotto silenzio?

imagesA Venezia hanno arrestato persino il Sindaco (!), ma nessuno chiede lo scioglimento del comune lagunare come invece è accaduto a Reggio Calabria due anni fa con un provvedimento che non solo ha messo in ginocchio la città, ma si sta rivelando ogni giorno sempre più infondato ad ogni sentenza dei procedimenti giudiziari che stanno facendo il loro corso e che vedono “assolti perché il fatto non sussiste” molti degli imputati ritenuti colpevoli delle infiltrazioni della ‘ndrangheta a Palazzo San Giorgio (ultimo, proprio pochi giorni fa, l’ex ad della Leonia).

20140508_c9_expo2La cloaca più grande, forse, è quella dei pregiudizi: perché sicuramente non tutta Venezia e non tutta Milano possono essere etichettate e simboleggiate dalle mazzette di pochi, così come al tempo stesso non si può minimamente mettere in discussione la bontà di un progetto come il MOSE, essenziale per salvaguardare Venezia dai rischi dei cambiamenti climatici, o da una manifestazione come l’EXPO, occasione più unica che rara per rilanciare l’Italia a 360°. Non dobbiamo, non possiamo piegarci alla rassegnazione: “avete visto, l’ho sempre detto io che il MOSE era inutile” dichiara in questi giorni qualche grande scienziato, come se il fatto che ci fossero le mazzette pregiudichi la valenza di un progetto così importante e straordinario.
Ponte DcL’ambizione di un Paese importante e civile come l’Italia deve essere quella di andare avanti e costruire le grandi opere ovviamente limitando il più possibile e contrastando gli episodi di corruzione. L’ha dichiarato recentemente anche Gratteri. Non possiamo arrenderci alla criminalità e rinunciare allo sviluppo, dobbiamo invece fare in modo di eliminare la corruzione a partire da quella dei pregiudizi. Perché Reggio e Messina non sono cloache, non sono cosche. E il Ponte continua a rappresentare uno straordinario sogno ormai quasi secolare, per unire due città bellissime e due Regioni straordinarie in un’era, il terzo millennio, in cui se Calabria e Sicilia si fossero trovate altrove, sarebbero già state collegate stabilmente da molti e molti anni.

Riprenda, quindi, il premier Renzi, l’iter bruscamente bloccato dal governo dei tecnici guidato da Mario Monti: l’Italia deve ripartire e deve ripartire dal Sud, con le grandi opere che possono rappresentare un volano per lo sviluppo del territorio. Nulla come il Ponte potrebbe realizzare questo compito molteplice. Ovviamente con controlli (preventivi) adeguati per evitare nuovi scandali di corruzione…