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Diga sul fiume Melito, “concreto esempio di chi ha il coraggio di indignarsi e denunciare”

Cantiere-Diga-del-MelitoUna opera utile e grande quale è la diga sul fiume Melito non può essere lasciata nel limbo, fino ad oggi, dall’insipienza sia della burocrazia che della politica ma anzi deve assurgere ad esempio virtuoso per la Calabria”. Questo il primo commento di Pietro Molinaro presidente di Coldiretti Calabria sulla vicenda Melito illustrata in modo ampio e documentato dal presidente del Consorzio di Bonifica Grazioso Manno nel corso della conferenza stampa. Le forti dichiarazioni di Manno dirigente di Coldiretti, che con profondo senso etico ha reclamato e richiesto giustizia è un concreto esempio di una agricoltura che sa indignarsi, che chiede chiarezza e dice un NO alle rendite da qualunque parte esse vengano. “L’obiettivo è realizzare l’opera: ne va dello sviluppo e della credibilità della nostra terra”. “Il tempo è propizio – continua Molinaroe questo va alimentato e sostenuto con un atteggiamento positivo e lungimirante da parte delle Istituzioni. Sia la cabina di regia sulla Calabria istituita dal Governo che l’iniziativa del Premier Renzi sullo “sbocca – Italia” che ha chiamato direttamente in causa i sindaci che devono segnalare le opere incompiute e/o bloccate del proprio territorio, sono due circostanze importanti che non possiamo e dobbiamo farci sfuggire. Constatare la determinazione e la condivisione da parte dei sindaci di Gimigliano (Chiarella), Sorbo San Basile (Cosentini), Fossato Serralta (Raffaele), comprensori nei quali ricade la diga, ma anche di tanti altri primi cittadini  è un indicatore rilevante che non possiamo trascurare. Il presidente Manno,  – conclude Molinaroha detto quello che doveva dire, ma ha anche testimoniato da protagonista di far parte dell’agricoltura che vuole bene alla Calabria”.