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Catania: locale confiscato alla mafia sarà uno dei dormitori per donne disagiate

2147894-violenzaLa Caritas Diocesana di Catania rende noto che due appartamenti della città, uno dei quali è stato confiscato alla mafia, saranno utilizzati come dormitori per donne e ragazze madri, che si trovano in condizioni disagiate a livello economico, morale, sociale, con figli a carico, lavoratrici a basso reddito o anche non lavoratrici.

Il locale sottratto alla mafia, in via Damiano Chiesa, di tre vani più bagno e cucina, è stato affidato dal Comune in comodato d’uso alla Caritas di Catania dopo una richiesta avanzata all’Agenzia nazionale per i beni confiscati e alla Prefettura.

L’altro appartamento, in via Vittorio Emanuele, di 12 vani, quattro bagni, due cucine, un’ampia terrazza ed un garage, è stato dato in comodato d’uso dall’Azienda Ospedaliera Vittorio Emanuele – Policlinico.

I lavori di ristrutturazione, acquisto di elettrodomestici e arredamento sono in fase conclusiva e la permanenza minima nelle strutture sarà di tre mesi.

L’Help Center della Caritas Diocesana si occuperà della valutazione e dell’inserimento delle donne con i relativi figli minori. Per quanto riguarda il bene confiscato alla criminalità organizzata, la Conferenza Episcopale Italiana, attraverso la Conferenza Episcopale Siciliana, ha approvato il progetto “Housing First”. Il secondo appartamento rientra nel progetto “Policlinicò” approvato dalla Caritas Italiana. Tutte le spese ordinarie e straordinarie saranno a carico dei rispettivi progetti, compresi i costi per le utenze domestiche e condominiali. Gli ospiti delle strutture dovranno provvedere solamente ai generi alimentari e a tal proposito Caritas Catania ha assicurato un ulteriore aiuto supplementare.