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Calabria, nuova legge elettorale: Giovanna Cusumano “rammaricata” per il “no” alla doppia preferenza di genere

Non posso che esprimere rammarico per l’occasione tristemente persa da questo Consiglio regionale di dotarsi di uno strumento in grado di attuare una compiuta democrazia paritaria e di contraddistinguersi, per una volta, in quanto capace di riconoscere il contributo delle donne come imprescindibile per una crescita complessiva della comunità”.

E’ quanto afferma la presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità Giovanna Cusumano secondo la quale: “L’Assemblea legislativa calabrese ha sempre registrato un numero esiguo di presenze femminili, giungendo all’apice dell’assenza di rappresentatività delle donne proprio nell’ultima legislatura”.

Ieri – prosegue Cusumanosi sarebbero potute stabilire le condizioni di diritto atte a dare concretezza alle legittime istanze che i cittadini calabresi hanno da ultimo manifestato – sostenendo con un entusiasmo ed una convinzione certificati da ben 7.000 preferenze – l’iniziativa legislativa popolare promossa dalla Commissione regionale per le Pari Opportunità per l’introduzione  della doppia preferenza di genere nella nuova legge elettorale regionale”. Per la presidente della CRPO, “Una dimostrazione di piena maturità della comunità calabrese rispetto ad un tema, quello delle pari opportunità, che attesta, insieme ad altri indicatori, il livello di civiltà di una regione”.

Nessuno può nascondere che questo ritardo sia imputabile anche alla classe politica che ad oggi l’ha rappresentata e che ancora la rappresenta. Pertanto, l’aver difeso strenuamente una rendita di posizione – ostacolando la parità di accesso alle cariche elettive – almeno per il momento, sbarra la strada ad un futuro di piena parità tra uomini e donne; futuro che tanto avevamo auspicato e per il quale ci eravamo battuti, al di là di ogni appartenenza politica”.

Cusumano sottolinea ancora: “Nessuna corsia preferenziale veniva richiesta con l’adozione di questo strumento, ma solo un’azione positiva in ossequio al principio delle pari opportunità sancito dalla nostra Carta Costituzionale”.

Stupisce poi, per quanto riguarda l’andamento dei lavori ieri in Aula, il comportamento tenuto da gran parte dei consiglieri, alcuni dei quali, – sostiene Giovanna Cusumanonon hanno neppure ritenuto di motivare il rigetto dell’emendamento sulla doppia preferenza di genere, fino all’atteggiamento paradossale del presidente della prima Commissione consiliare Giuseppe Caputo che – dopo aver redarguito gli esponenti dell’opposizione per l’ostruzionismo innegabilmente palesato tempo addietro in occasione dei lavori della stessa Commissione – ha espresso il proprio voto negativo sulla proposta”.

A margine della cronaca degli eventi e di queste personali considerazioni – conclude la presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità – intendo rivolgere un sentito appello a tutto l’elettorato femminile affinchè tenga nella giusta considerazione l’assoluta chiusura politica registrata rispetto al tema dell’effettiva partecipazione delle donne alla vita politica di questa regione che attesta, ancora una volta purtroppo, la presenza di una mentalità maschilista e anacronistica lontana dall’essere sconfitta”.