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Speciale Elezioni Spadafora 2014: intervista al candidato sindaco Nino Farsaci

Farsaci_sindacodi Sofia San Martino – Come 4095 comuni italiani, anche Spadafora (Me) si avvicina al giorno che stabilirà il suo destino amministrativo, per lo meno quello dei prossimi cinque anni. Abbiamo incontrato Nino Farsaci, il candidato a sindaco della Lista n. 1, “CambiAMO Spadafora”, di cui abbiamo presentato il programma elettorale e la lista dei candidati nell’articolo: Speciale Elezioni Spadafora (Me), ecco la lista “Cambiamo Spadafora” con Nino Farsaci sindaco.

Provi a descriversi, come uomo e soprattutto come candidato sindaco.

Sono un artigiano edile e sono sempre stato impegnato, sia in ambito sociale che professionale, nel paese di Spadafora. Per questo motivo ho la sensazione di essere tra i pochi cittadini che conoscono ogni angolo del paese e soprattutto ogni suo problema. Da almeno trent’anni faccio politica attiva: sono stato assessore, consigliere, esperto (in ambito di ecologia e ambiente), vivendo non tra le mura, ma fuori, in tutte le strade e in tutti gli angoli del paese. Cinque anni fa quasi credevo nel progetto “L’altra Spadafora”, speravo in qualcosa di meglio.

 Ma lei non faceva parte di quella lista.

No, infatti, io ero nella lista avversaria, però avevo letto un programma al quale si poteva dare fiducia, anche facendo parte della lista opposta. Ho dato uno, due anni di tempo all’amministrazione Pappalardo, sempre parlando con lui e i suoi amministratori, proponendo soluzioni a determinati problemi. Purtroppo il modo di amministrare di Pappalardo non ammette suggerimenti o consigli e questo vale anche per la sua giunta: avevano un programma e andavano avanti senza ascoltare altre proposte. Già dallo scorso anno avevo in mente di propormi in prima persona, perché penso che a questo punto Spadafora abbia bisogno di una svolta, non solo ideologica, ma reale, una svolta che ci porti soprattutto vivibilità.

Secondo il suo parere, adesso di cosa ha bisogno Spadafora?

Le due caratteristiche fondamentali che ci mancano in questo momento sono la vivibilità e la visibilità. Per quanto riguarda la vivibilità sono evidenti la cura scadente della pulizia del paese e lo stato di abbandono in cui versano tutti i quartieri e le frazioni. Poi mi accorgo che non c’è visibilità. Faccio un esempio: è stato vagliato da tempo il progetto di demolizione del campo sportivo, sono stati dati suggerimenti, è stato fatto un progetto preliminare, poi l’esecutivo per ottenere un finanziamento. Una persona che ha rispetto di altre istituzioni, nel frattempo, avrebbe dovuto indire una riunione con i dirigenti della squadra, con gli sportivi, rendendoli partecipi. E rendendo partecipi anche i commercianti, perché il campo sportivo era un volano anche per il commercio:  le squadre, gli ospiti, il pubblico, gli allenatori avrebbero mangiato nei nostri ristoranti, avrebbero fatto una passeggiata, avrebbero conosciuto Spadafora. Io avrei potuto accettare la sua idea, a patto però che lui mi avesse reso partecipe, a patto che nel frattempo si fosse impegnato affinché il calcio a Spadafora non scomparisse, cioè dando una valida alternativa, che sicuramente non è quella di mandare la squadra ad allenarsi a Saponara o a Giammoro. Posso riportare un esempio ancora più grave? Esiste un finanziamento che riguarda la marineria: è stata fatta la gara d’appalto, il progetto preliminare con gli accorgimenti che riguardavano il traino delle barche, la sicurezza, la nostra flotta peschereccia. Le cooperative dei pescatori sono state invitate solo a gara quasi espletata, quando già il progetto era esecutivo. Questo significa non avere dialogo con le associazioni, che rappresentano la parte sociale del nostro paese.

 A proposito dei finanziamenti: se dovesse vincere la sua lista, le opere già iniziate andranno concluse?

Certo, devono essere concluse. E anche i finanziamenti che sono in bilico saranno supportati. Abbiamo già una strada mezza aperta? Noi faremo un’autostrada per arrivare a quei finanziamenti. Anche noi abbiamo i nostri appoggi politici, non abbiamo bisogno di invitare Crocetta, non abbiamo bisogno di invitare nessuno. Queste opere devono essere completate, così come quelle incompiute, di cui si parla puntualmente ogni cinque anni. Ora, nell’ultimo mese, sono stati dati in gestione alla parrocchia i campi da tennis e il campo di calcetto. Questo è ridicolo: quello che si sta vedendo negli ultimi giorni è ridicolo, ci sono operai in tutti gli angoli. Non è corretto, questo significa prendere in giro i cittadini!

 Qual è, secondo lei, carenza più grave del paese?

L’assoluta assenza di amministratori, in tutti i settori. Si parla tanto di cultura, ma la cultura che cos’è? Organizzare una volta ogni 5-6 mesi una mostra di quadri o di libri? No, la cultura è quella che opera in sinergia con tutte le associazioni del paese e con le agenzie di viaggio: ci sono tanti modi per fare turismo e cultura e per realizzare il binomio turismo-cultura. Dicono: io mi sono impegnato tantissimo, ho ottenuto finanziamenti per portare la cultura a Spadafora. Ma qual è questa cultura? La scomparsa di tutte le associazioni, oppure mettere in secondo piano la pro loco? Avevano promesso una biblioteca comunale, ma non se n’è sentito parlare. I cittadini non possono dare altri cinque anni di non governo a Spadafora, perché altrimenti è finita. Siamo sull’orlo del fallimento in tutti i settori. Io mi sto impegnando tanto e mi impegnerò anche all’opposizione, se sarà necessario, perché non mi sono mai tirato indietro. Dicono che io sia “l’uomo dei manifesti”: per me sono un modo per far conoscere alla gente le decisioni dell’amministrazione e i problemi del paese, considerato che ai consigli comunali non veniva quasi nessuno, un modo per far conoscere quello che l’amministrazione decideva anche senza il consenso dei cittadini e dei consiglieri.

 Quali sono i punti principali del vostro programma? Cosa promettete?

I primi tempi vogliamo, prima di tutto, ridare vivibilità al paese e voce alle associazioni, ai giovani. Non si dica che solo un determinato gruppo sta lavorando con i giovani, non è vero, ci stiamo lavorando tutti. Quando parlo di giovani, parlo anche di scuole. Il nostro liceo ha perso l’autonomia e nessuno può convincermi del fatto che l’amministrazione non avrebbe potuto fare qualcosa in più. Non ha fatto quello che doveva fare, probabilmente la situazione gli è sfuggita di mano, non voglio né giustificare né condannare. Loro parlano sempre di finanziamenti che, per carità, sono utili e ben accetti, ma non quelli grossi di cui loro fanno propaganda. Realizzare opere di cui Spadafora non ha bisogno solo per portare finanziamenti secondo me è un danno. Parliamo, ad esempio del parco urbano nella zona dell’ex campo di calcio. Si riuscirà a farlo, certo, però bisogna mantenerlo e questo comporterà delle spese non indifferenti. Abbiamo già grosse difficoltà a mantenere la piazza, le piazzette, i marciapiedi: il problema economico bisogna metterlo in primo piano, non si può fare un parco urbano e dopo un anno trovarlo in condizioni disastrose, bisognava ragionarci un po’ meglio. Abbiamo il piano spiaggia? Per un periodo io ero all’opposizione e ho dato merito a chi lo aveva approvato e a chi lo stava facendo rispettare, parlo di Giovanni Giaimis e io sono stato uno dei suoi massimi contestatori, ma alcune cose le vedevo giuste e le appoggiavo. Sono stato presente a tutte le riunioni per il piano spiagge, ho dato il mio consenso a determinate cose. Esiste un’ordinanza, ancora in vigore, che non è stata mai seguita. Oggi chi può fare una passeggiata sul lungomare? Io l’ho fatto con occhio critico e mi sono vergognato di dire di essere a Spadafora. E questa è una cosa gravissima, perché ho sempre sostenuto che nessun paese fosse migliore di Spadafora.

Tempo fa si parlava della candidatura a sindaco di Paolo Saija, poi di quella di Pinella Giacobbe, cosa è successo?

Il periodo pre-elettorale è molto particolare: si formano gruppi politici, c’è chi si espone, forse c’è stata troppa fretta a parlare con la stampa. Io ho fatto leggere una bozza del mio programma e ho discusso con  loro e hanno sposato questo mio modo di fare, si sono resi conto che posso essere io il loro rappresentante in questo momento. Non perché io sia più intelligente o più bravo, ma perché sono più rappresentativo, sono quello che ha sempre toccato con mano le problematiche di Spadafora. Allora, con senso di responsabilità, si sono uniti a me e stiamo lavorando in sintonia per portare avanti questo progetto, per presentarlo ai cittadini e renderlo fattibile.

Un ultimo appello agli elettori.

Votateci! Abbiamo bisogno della vostra fiducia e sicuramente non vi tradiremo. Vi promettiamo la presenza costante in tutti i punti del paese e nelle frazioni. La nostra presenza sarà costante, daremo voce a tutti i cittadini, alle associazioni, daremo lustro, come ai vecchi tempi, a chi ha intenzione di lavorare per Spadafora. Volevo fare anche un appello ai giovani. C’è chi dice che cambiando amministrazione possono cambiare determinate cose, si possono togliere cariche. Assolutamente no: i progetti validi saranno portati avanti e supportati. Per i giovani, per i progettisti, per quelli che hanno idee innovative, noi abbiamo le porte aperte, li ascoltiamo e li aiutiamo. Abbiamo i nostri sogni nel cassetto, ma li mettiamo un attimo da parte, perché intanto vogliamo portare la realtà a Spadafora. Successivamente lavoreremo insieme anche per qualche sogno nel cassetto. Mettiamolo alla prova questo sindaco Farsaci, che tanto dice e, vi posso garantire, che tanto farà. Non mi piace tanto parlare e illudere, mi piace lavorare.