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Speciale Elezioni Rometta 2014: intervista al candidato sindaco Nino Cirino

nino cirino 2Nino Cirino, di professione promotore finanziario, è uno dei quattro candidati a sindaco di Rometta (Me) per le imminenti elezioni del 25 maggio. La lista che lo sostiene è denominata “Impegno, coerenza, buonsenso” come abbiamo spiegato in questo articolo Speciale Elezioni Rometta (Me): ecco la lista “Impegno, coerenza, buonsenso” con Nino Cirino sindaco, nel quale vengono illustrati anche i punti principali del programma elettorale e i nomi dei candidati consiglieri e degli assessori designati. Di seguito l’intervista di Strettoweb al candidato Cirino.

Chi è Nino Cirino? Provi a descriversi.

Nino Cirino è una persona che fa politica sin da quando aveva 14 anni. Io ho militato sempre nel partito di sinistra, non ho mai cambiato partito, è esso stesso che ha cambiato nome. Certo, non è più il vecchio partito, la politica si evolve, ci siamo adeguati. Ma mi richiamo molto alla sinistra di Berlinguer.

Qual è la sua storia politica vissuta a Rometta?

Sin da ragazzino mi sono occupato, attraverso gli amici del partito comunista, della politica romettese. Chiaramente c’era già chi era più grande di me, aveva esperienza, io iniziato a fare quindi la gavetta: dall’appendere i manifesti, al partecipare alle riunioni. E in quella scuola politica, che in qualche modo ti fa crescere “di grado”, sono stato consigliere, assessore, dirigente di partito, nonché oggi candidato a sindaco. Non tutto e subito, anche perchè oggi il male della politica è questo. Invece no, io ho fatto la gavetta politica, ho avuto dei bravi e anche dei cattivi maestri, però ho seguito un percorso che era della politica e non dell’io.

Di cosa hanno bisogno oggi i romettesi?

I romettesi oggi hanno bisogno, per quanto riguarda la politica romettese intesa come politica comunale a livello amministrativo, di quella stabilità politica che non c’è stata negli ultimi cinque anni, perché ci sono stati dei cambi di ruolo tra i diversi consiglieri dell’ultima tornata elettorale: chi era nella maggioranza è passato alla minoranza e viceversa, e ci sono state delle nomine assessoriali senza che ci sia stato un riscontro elettorale, quindi ritengo che sia necessario iniziare a parlare con chiarezza di chi deve governare e di chi deve stare all’opposizione. E poi cominciare dalle cose semplici, quelle che una volta sembravano le cose piccole della politica, come le buche della strada ad esempio: Rometta, purtroppo, è ridotta a un punto tale di degrado che bisogna iniziare anche da questo.

Nello specifico quali sono gli interventi primari di cui ha bisogno il paese?

Rometta ha la peculiarità di essere un territorio collinare, montano. Bisognerebbe cominciare proprio dal recupero di questi territori. Questa è la mia idea economica, non solo a livello comunale, ma anche nazionale. E cioè cominciare a valorizzare l’agricoltura, il turismo e il commercio: quelle che sono le risorse, che possono far uscire l’Italia dalla crisi. Questi sono i punti cardine anche per creare opportunità di lavoro.

Due nodi fondamentali: ponte tra Rometta e Saponara e strada provinciale 54. Cosa non è stato fatto, come si può intervenire?

Per quanto riguarda la strada provinciale 54, Rometta ha avuto i suoi consiglieri alla Provincia. Uno di loro ha lavorato discretamente e mi riferisco all’avvocato Merlino, ha fatto degli interventi per delle strade interpoderali, anche se poi, il fatto che sia stato all’opposizione non gli ha dato la possibilità di spendersi più di tanto. Poi abbiamo avuto l’avvocato Laface che, secondo me, ha fatto pochissimo nelle sue vesti di consigliere provinciale. Sulla questione della strada, trattandosi di una competenza provinciale, si rende necessario un carisma forte a livello comunale per poter incidere sull’ente provincia. Purtroppo se non si ha un leader forte, che sta sul problema, questo non si risolve. Certo, c’è da dire anche che ora la competenza è un pò confusa, perché si parla di abolizione della provincia, oggi sì, domani no. Quando si avranno le idee più chiare si vedrà il da farsi.

E per il ponte, invece?

Il ponte è stato bloccato perché lì doveva nascere un centro commerciale. Doveva essere un ponte che risolvesse il problema della viabilità, visto anche il vicino svincolo autostradale. Poi è arrivato al comune questo progetto di centro commerciale e la prima viabilità doveva essere orientata verso questo obiettivo. Le dirò che, in quella fase, io sono stato d’accordo al centro commerciale e lo sono tuttora. Però, attenzione, quella iniziale prescrizione contemplava anche un porticciolo, un albergo e si inquadrava quindi in quell’insieme agricoltura-turismo-commercio di cui abbiamo parlato. Non sarebbe stato il classico centro commerciale, in cui si comprano le cose di prima necessità, ma sarebbe diventato anche un punto di riferimento turistico. Ora qui il punto da capire è sempre se si tratti o no di una competenza provinciale e poi è fondamentale decidere se una cosa va fatta o non va fatta. Anche perché questo ritardo, nel frattempo, ha portato alla nascita di altri centri commerciali, come a Milazzo e Villafranca Tirrena.

Impegno, coerenza e buonsenso: sono le tre parole chiave della vostra lista. Un definizione per ognuna di esse.

Impegno vuol dire che noi staremo tutti i giorni a lavorare sui problemi del comune, un impegno che deve essere condiviso anche con i cittadini, impegno all’ascolto. Per quanto riguarda la coerenza, mi auguro che la si mantenga sia che si vinca sia che si perda, ovvero restare nella maggioranza o nella minoranza, ma ho scelto i miei ragazzi anche per questo. A meno che non ci siano dei rimpasti, che comunque devono essere fatti qualora si tratti di un bisogno relativo a un progetto politico. Infine, il buonsenso di risovere delle cose senza troppi ritardi a livello burocratico, cercando di valutare alcuni aspetti non sempre in modo rigido.

Nella sua presentazione ufficiale ha fatto riferimento al tema della scuola e nel programma si legge che essa “tornerà ad avere un ruolo centrale”. Perché? 

Sì, mi riferivo al mio assessorato alla scuola risalente a una decina di anni fa, quando io avevo preso a cuore la mia delega alla scuola ed ero coadiuvato da una squadra. In quegli anni siamo riusciti a dare una scuola a Rometta Centro, che da circa vent’anni era quasi finita ma non era mai stata aperta. Abbiamo fatto tutta una serie di lavori necessari a Rometta Marea e abbiamo cominciato a lavorare per la tensostruttura. E poi è stato effettuato anche il monitoraggio di tutti i problemi essenziali.

Infine, le sue impressioni sul tema della raccolta rifiuti.

Oggi tutti parlano della raccolta porta a porta, una questione di cui io avevo già parlato tempo fa. Dopo dieci anni si è tornati alla mia proposta. Ma non voglio meriti, perché io lavoro per il bene del mio paese, sono i cittadini che meritano determinati servizi.