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Speciale Elezioni Rometta 2014: intervista al candidato sindaco Alessandro Previti

previti da ritaglioAlessandro Previti, libero professionista nel settore dell’automazione industriale robotica, è candidato sindaco per “L’alternativa per Rometta” (vedi:Speciale Elezioni Rometta 2014, ecco la lista “L’Alternativa per Rometta” con Alessandro Previti sindaco), una delle quattro liste che si contendono la guida del comune di Rometta (Me), chiamato al voto il 25 maggio. Ecco come ha risposto alle nostre domande.

Chi è Alessandro Previti? Si descriva.

Ho 61 anni, mi occupo di nuove tecnologie, ma la mia specializzazione è in automazione industriale robotica. Sono nato a Messina ma sono cresciuto tra Milano, Roma, Frosinone. Ho lavorato su una società italo-svedese, poi per altri vent’anni su una società italo-tedesca. Questo mi ha portato a girare un pò tutta l’Italia, attraverso gli stabilimenti Fiat, Lancia, Alfa Romeo. Mi sono trasferito a Rometta quasi per caso, perché l’azienda voleva che mi trasferissi a Palermo, io ero di Messina e ho preferito il trasferimento verso la mia città nativa. Poi da lì è stata una scommessa continua, mi sono staccato dall’azienda, con cui oggi ho solo un rapporto di consulenza, adesso ho un’azienda che si occupa di fornire servizi telematici attraverso web su tutto il territorio nazionale.

Quali sono state le sue esperienze politiche?

Ho avuto una sola esperienza politica qui a Rometta, quindici anni fa. Sono stato candidato, attraverso la sinistra, con Nicola Merlino candidato a sindaco, con il simbolo Vivi Rometta, ed ero presidente in pectore dichiarato e in quella tornata abbiamo perso. Poi nel territorio non ho avuto nessun altra esperienza politica. Più che altro da 11 anni sono presidente di un’associazione di volontariato di protezione civile e sociale, sono stato presente un pò in tutte le calamità, dall’Abruzzo a Giampilieri. L’associazione è presente in particolare anche a Roccavaldina, poi nella zona del trapanese, del palermitano. Sono stato presidente dei commercianti di Rometta, per due anni, poi ho staccato l’interruttore con tutte le attività mantenendo solo quella del volontariato.

Perché la rottura con Vivi Rometta?

E’ un pò pesante dire questo, ma mi sento un figlio di Vivi Rometta, quel simbolo è nato con me, con noi, in quel periodo lì, poi è stato trasformato in un’associazione e adesso riproposto. La rottura con Merlino è nata perchè loro hanno fatto un congresso in cui si è stabilito che il candidato a sindaco doveva essere esclusivamente dell’associazione Vivi Rometta. Ed io non partecipavo più alle attività associative, perché ritengo che le cose bisogna farle poche ma buone e la mia associazione mi occupa del tempo e in una certa fascia sociale, diversa da quella di Vivi Rometta. Il discorso è stato sia questo sia che ritengo, visto l’andazzo generale, vista anche la conoscenza che ho del candidato sindaco Merlino, che è ora di finirla con la vecchia politica, non ho accettato più i vari cappelli da personaggi quali onorevoli o personaggi blasonati, o baronati del voto. Secondo me loro si sono proprio scollati dalla cittadinanza, loro vivono in un altro pianeta, non hanno per niente contatto con i cittadini, non hanno nemmeno la realtà del paese. Loro si confrontano con i cittadini ogni cinque anni: non è costume mio, io con i cittadini voglio starci tutti i giorni, ci vivo tutti i giorni, anche nei momenti più difficili. Questi signori si aggregano, fanno accozzaglie, minestroni di notte, di giorno, solo per un obiettivo: quello di vincere o comunque di battere tizio o caio. Mai si fanno aggregazioni per portare avanti un progetto. Noi abbiamo pubblicato il nostro programma su facebook da quattro mesi. I nostri tre punti base, che non sono parte integrante del nostro programma, sono parte integrativa. In generale tutta la mia attività amministrativa sarà basata sul rendicontare, non ci saranno costi nascosti.

E cosa vi proponete con il vostro programma?

Il nostro programma è composto da cinque punti semplici, utili per la cittadinanza, fattibili uno all’anno. Quando parlo di energia alternativa voglio dire che noi paghiamo circa 150 mila euro bimestre di luce, basterebbe convertire i consumi di oggi con lampade a led ad esempio. Bisognerebbe ricontrattualizzare anno per anno l’energia attraverso i vari fornitori, perché non c’è solo l’Enel. Questo significherebbe ottimizzare per dirottare i quattrini verso altre necessità.

Di cosa hanno bisogno i romettesi in questo momento?

In questo momento i romettesi hanno bisogno di tutto. La prima cosa è che hanno bisogno di crescere individualmente, di diventare cittadini, perché vivono in una forma mentale di sudditanza e io vorrei riuscire a farli staccare da questo. Nessuno della mia squadra andrà a dire “ti farò il piacere”. Il piacere non esiste, esiste il diritto. Questa schiavitù mentale che oggi viene portata ancora avanti è uno dei punti che ho intenzione di cambiare. E poi servono strutture sociali per gli anziani, per i bambini, non c’è niente di aggregativo a Rometta, non c’è sviluppo commerciale, artigianale. Negli ultimi cinque anni è stato proprio il nulla.

Nel vostro programma si legge dell’“utilizzo di strutture attualmente abbandonate”. Voi le avete già individuate?

Gli spazi abbandonati sono facilmente individuabili, perchè a Rometta Marea non abbiamo niente di abbandonato di appartenenza dell’amministrazione, sono tutti allocati a Rometta Centro. Si parla dell’Opera Scandurra, il collegio, il carcere. Noi siamo 13 e tutti di Rometta Marea. C’è un motivo. Anche l’ultimo vicesindaco non ha fatto altro che dividere queste due realtà, la blindatura che si è fatta a Rometta Centro è stata proprio per la volontà di non creare aggregazione. Un amministratore dovrebbe invece cercare non solo di fare coesistere ma proprio di fondere le due realtà. Abbiamo il mare, ma altrettanto bello è il bosco, così come tutte le parti antiche, storiche di Rometta.

Per quanto riguarda le opere “eterne incompiute”, secondo lei, cosa si poteva fare e non è stato fatto?

Nella prima realtà, quella del ponte Rometta-Saponara, sono stati anteposti gli interessi privati a quelli della collettività. Il ponte è rimasto sospeso per gli interessi di un gruppo relativi al centro commerciale che ormai è obsoleto rispetto alle realtà nate nel frattempo. Questo stallo è frutto di una volontà politica amministrativa. Io ritengo che gli amministratori che fino a oggi hanno gestito Rometta, hanno scelto di non lavorare, mentre l’amministratore dovrebbe rendersi opertaivo a 360°. E’ bello prendere l’indennità al 100%, e starsene a casa, o nelle slot machine, o a suonare, o nei divertimenti. Il mio modo è quello di non apparire, ma quello di fare. E questa completa latitanza ha permesso quello che abbiamo adesso: il nulla. Per quanto riguarda l’altro progetto: si fa un appalto, si fanno modifiche alla progettualità, poi si accorgono all’ultimo che hanno sbagliato qualcosa, che il fiume si è alzato un attimino, perchè questa è la scusante che dicono, quindi bisogna rimodulare tutto. Ma sembra che tecnici noi non ne abbiamo all’interno del nostro comune, o non sappiamo dove sono, dov’è il capoarea? Basta vedere la delegazione di Rometta, finita sulla carta, si dice, ma non ancora fruibile. Perché?

E sulla strada provinciale 54?

E’ una strada di competenza della provincia, ma lo stato di abbandono è anche una realtà dell’amministrazione. Bisognava fare un pressing presso gli organi competenti. Perché per esempio la strada provinciale di Monforte, ogni qualvolta c’è una calamità torna sempre in ordine e invece questo non accade a Rometta? E’ un fattore di peso, di forza, di lavoro, e non solo di organizzazione. Perché intanto il sindaco in prima persona, con i mezzi comunali, dovrebbe operare un primo sgombro, poi fa pressione agli organi competenti per rimettere in sicurezza la strada.

Quali sono gli interventi urgenti che lei metterebbe in atto qualora venisse eletto?

Il nostro primo punto programmatico, che è quello dell’energia alternativa, si lega molto alla sicurezza dei torrenti. E’ previsto infatti il controllo con le telecamere, perché l’esperienza ci insegna che si alza il livello in un modo tale che si rende necessario andare costantemente a visionare i fiumi. Più volte la nostra associazione di volontariato si è offerta per fare un controllo del territorio in una forma completamente gratuita, e poi verbalizzare il tutto e consegnarlo, e si è messa a disposizione per supportare un’eventuale opera di sicurezza. E’ stato detto tre volte, in tre riunioni specifiche, tutte disattese, tutte nulle. 

In programma viene menzionata anche la creazione di piste ciclabili. Dove potrebbero essere realizzate?

Se vogliamo fare qualcosa di immediato, lo studio che si deve portare avanti si concentra sul Corso della Libertà, detto anche Variante, che è stata strutturata dal punto di vista della spartizione delle carreggiate sbilanciata da un lato. Questo è stato fatto perché c’erano i cassonetti della nettezza urbana. Intanto, l’idea è innanzitutto quella di puntare sulla differenziata. Questo significherebbe lo sgombro dei cassonetti, e la realizzazione di aree specifiche per il deposito di oggetti ingombranti, con un controllo. Questo spazio libero permetterà di fare lì la pista ciclabile, perché non abbiamo nessun altra strada in cui si possa fare ciò.

Nel programma si legge anche l’idea di nominare dei rappresentanti di frazione.

Noi non abbiamo nessun rappresentante a Rometta Centro, proprio per quella pressione effettuata sugli abitanti. Però riteniamo, proprio per mentalità nostra, che quella ricchezza non deve essere abbandonata. A Messina c’è il rappresentante di quartiere, il mio obiettivo qui è quello di creare una figura che venga eletta dalla frazione. Queste persone avranno una veste ufficiale e si faranno portavoce delle istanze e delle difficoltà di quella frazione. E questa è una delle novità che noi stiamo portando avanti.

In che senso vi ponete come “l’alternativa” all’amministrazione uscente e a quello che si propone adesso?

L’idea dell’Alternativa è nata nella mia testa circa due anni fa. L’alternativa a questa amministrazione, allo stato sociale di Rometta,vogliamo essere l’alternativa a tutto quello che oggi è presente sul territorio. In tutte le tornate elettorali è stato detto che si sarebbe messo mano all’apparato amministrativo, ma non è mai stato fatto perché è un serbatoio da tenere caldo. Oggi i dipendenti sono talmente incazzati, proprio per il trattamento che hanno subìto, basta andare in comune e non si lavora più con un certo spirito, non si lavora per niente. Bisognerebbe dare trasparenza alla macchina amministrativa, semplificare l’attività burocratica, abbattere certi costi inutili. Noi vogliamo essere l’alternativa per un cambiamento radicale. Infatti tra di noi, nessuno ha mai ricoperto delle cariche. Ci possono accusare di inesperienza, forse, amministrativa senz’altro.

La vostra vicinanza al M5S?

Ad oggi non abbiamo nessun cappello, nessun politico di riferimento, nessun padrino. Non verrà da noi nessun onorevole. Abbiamo lo spirito del Movimento Cinque Stelle inteso come cambiamento totale dell’apparato amministrativo. Il nostro emblema, con il mare, con le torri, vuole dare un senso di aggregazione territoriale, che altri non hanno. E spero che i cittadini ci diano il consenso per portare avanti, nei prossimi cinque anni, un cambiamento radicale nella gestione amministrativa di questo paese. So che sarà dura, ma noi ce la metteremo tutta.