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Sgarbi all’arcivescovo di Agrigento: «Le mafie sono due: la mafia e la mafia dell’antimafia»

imagesVittorio Sgarbi risponde all’arcivescovo di Agrigento Francesco Montenegro che, nei giorni scorsi, a San Giovanni Gemini, ha invitato i giovani presenti a una manifestazione a gridare «chi non salta mafioso è»

«Non deve indurre in tentazione – attacca Sgarbi – e non deve dire falsa testimonianza l’arcivescovo di Agrigento che ha esortato i giovani a combattere la mafia in termini demagogici e bugiardi, con la formula: “chi non salta mafioso è”. Formula facile, ma così non si combatte la mafia, perché l’arcivescovo non può fingere di non sapere che chi combatte la mafia dove non c’è, consegue un millantato credito.
E da Sciascia a Buttafuoco – che l’arcivescovo, evidentemente, legge poco – sappiamo che le mafie sono due: la mafia e la mafia dell’antimafia.

Ad Agrigento, peraltro, tra quelli che non saltano – osserva Sgarbi – c’è anche Angelino Alfano, esponente della seconda mafia, che cerca facile consenso usando lo Stato contro persone oneste, come prova l’esperienza di Campobello di Mazara, dove il sindaco Ciro Caravà è stato prima arrestato e poi assolto perché il fatto di «mafia» non sussisteva.
A cittadini come Caravà, vera vittima – ricorda Sgarbi – dovrebbe andare l’umana comprensione dell’arcivescovo, che deve stare, piuttosto, dalla parte degli uomini invece che della retorica. Non dovrebbe piacergli che qualcuno salti soltanto per compiacerlo e per paura di essere solo.
Talvolta – conclude Sgarbi – chi non salta è chi cerca verità scomode, piuttosto che finzioni comode»