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Senatori Ncd a Talarico : “Inserire nostra proposta di revisione legge 29 in Consiglio 9 maggio “

Nuovo-centrodestra-tondo-senza-nomeInsieme al nostro capogruppo regionale, on Gianpaolo Chiappetta, abbiamo predisposto una proposta di legge alla luce della sentenza della Corte Costituzionale per evitare che centinaia di precari vadano a casa. Confidiamo che il presidente Talarico possa inserirla nell’odg del prossimo Consiglio

Lo affermano in una nota i senatori Antonio Gentile , Nico D’Ascola, Piero Aiello, Giovanni Bilardi, Paolo Naccarato ed Antonio Caridi del Nuovo Centrodestra

La proposta di legge- si legge nella nota- prevede che al punto uno ci sia la seguente dicitura: “

Art 1 ) Al fine di assicurare il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza rapporto di lavoro a tempo determinato del personale non dirigenziale delle aziende o ospedaliere e sanitarie assunto in base ai requisiti delle leggi 296/06 e 244/07 è prorogato sino all’espletamento dei concorsi per le posizioni richieste. Quanti siano stati dichiarati subordinati con sentenza e abbiano i requisiti di cui alle summenzionate leggi accedono alle selezioni riservate per l’assunzione a tempo determinato nelle aziende ospedaliere e sanitarie, purché abbiano prodotto domanda di stabilizzazione entro e non oltre il 31 dicembre 2008

2) L’art 4 della legge regionale 29/2013 è così integrato : ” La riserva dei posti avverrà nella misura del 50% di quelli disponibili , così come previsto dalla normativa nazionale “

Riteniamo che questi due accorgimenti – continuano i senatori del nuovo centrodestra – siano indispensabili e fondamentali per evitare che da qui a qualche settimana arrivino circolari aride e algide che mettano in mora centinaia , anzi migliaia di lavoratori della sanità pubblica”

Le proroghe concesse in sede di legislazione regionale e nazionale- prosegue la nota- potrebbero essere dichiarate facilmente nulle nella fattispecie, giacché esiste un vuoto legislativo storico, sin dal 2008, nel recepimento delle leggi 296/06 e 244/07

Avere migliaia di lavoratori , tra cui tantissimi infermieri e personale paramedico non dirigenziale- continuano i senatori – espulsi dal sistema non solo sarebbe uno shock in termini occupazionali, ma paralizzerebbe di fatto tutta la nostra sanità : un’eventualità a cui bisogna porre rimedio immediatamente