Scopelliti, adesso la “partita” principale si sposta in Tribunale: assoluzione o condanna definitiva?

Scopelliti Giuseppe Reggio Calabria

Scopelliti04Con le parole della conferenza stampa di ieri Scopelliti ha chiarito che rimane nel Nuovo Centro/Destra, che ci sarà un chiarimento con i vertici del partito e soprattutto un ricambio della base calabrese composta “esclusivamente con giovani brillanti che vogliono dare un nuovo apporto alla politica. Chi si sente appagato è giusto che si faccia da parte, è evidente che qualcuno non ha più stimoli“.
ScopellitiE’ e resta il leader del centro/destra reggino e calabrese, non potrebbe essere altrimenti, ma è probabile che adesso rimanga defilato dalla scena, lontano dai riflettori: “non ho perso la passione per la politica, ma adesso mi occuperò di più della mia famiglia. Io nella mia vita non ho mai ottenuto nulla senza conquistarmelo. Nessuno mi ha mai regalato qualcosa. Non sono mai andato in nessun listino. Adesso non penso a una nuova candidatura. Non ho fretta, non so quando si voterà. Ho fatto per anni politica dentro il partito senza stare nelle istituzioni“.

E’ inevitabile, così, che adesso la sua principale “partita” si sposta dalle urne al Tribunale: prima di ogni possibile altra “discesa in campo“, infatti, ci saranno gli altri gradi di giudizio del Processo Fallara da cui potrà uscire con una condanna definitiva o al contrario con un’assoluzione che senza ombra di dubbio gli ridarebbe slancio anche a livello politico. Una “partita”, quella giuridica, che comunque Scopelliti avrebbe dovuto affrontare comunque, anche in caso di elezione a Bruxelles, ma che ovviamente adesso diventa prioritaria anche rispetto al piano politico.

scopelliti e fallaraRicordiamo che lo scorso 27 marzo è stato condannato, come ex sindaco di Reggio Calabria, a 6 anni di reclusione per abuso e falso e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per le vicende legate alle autoliquidazioni dell’ex dirigente comunale Orsola Fallara. Una condanna durissima, anche superiore alla richiesta del pubblico ministero aveva chiesto 5 anni di carcere. Scopelliti è stato condannato anche al pagamento di una provvisionale di 120 mila euro.

Il processo si riferisce alle parcelle che Orsola Fallara si liquidò per un importo di 750 mila euro. L’inchiesta fu avviata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria nell’ottobre del 2011, per fatti che risalgono alla fine del 2008. Scopelliti è stato rinviato a giudizio nel luglio 2012, mentre il dibattimento ha avuto inizio il 7 novembre del 2012 sfociando poi nella condanna del 27 marzo scorso.

Scopelliti03Adesso sono attesissime le motivazioni della sentenza, che dovrebbero uscire entro 90 giorni (ma in teoria i giudici potrebbero posticiparle dando avvertimento all’imputato, anche se non dovrebbe essere questo il caso). Entro il 26 luglio, quindi, dovrebbero essere pubblicate le motivazioni che sono un punto chiave dell’iter del processo. I giudici del tribunale reggino, infatti, dovranno motivare perchè è stata inflitta una pena superiore a quella richiesta dal pubblico ministero con una spiegazione giuridica, che riporti strumenti legislativi e anche principi della corte di cassazione tali da giustificare la decisione. In soldoni, non basterà dire che “non poteva non sapere“.

Una volta esplicato questo passaggio fondamentale, gli avvocati difensori di Scopelliti dovranno preparare i motivi d’appello per fare ricorso alla Corte d’Appello, così come prevede la legge italiana. Il ricorso verosimilmente verrà presentato in autunno, e a quel punto il Presidente del Tribunale affiderà la causa a una sezione della Corte d’Appello di Reggio Calabria.

Scopelliti01Inizierà così il giudizio d’appello, che sarà molto più snello del giudizio di primo grado in quanto non sono previste nuove prove. Saranno poche udienze, per una durata totale che difficilmente andrà oltre un anno. La sentenza d’appello, quindi, potrebbe arrivare nell’autunno 2015. Tre le ipotesi: conferma della sentenza di primo grado, modifica della sentenza di primo grado o assoluzione. In ogni caso, ci sarà poi il ricorso in Cassazione: se verrà confermata la condanna, saranno i difensori dell’imputato a ricorrere al terzo e ultimo grado di giudizio. Se invece verrà assolto, sarà il pubblico ministero a ricorrere in Cassazione contro l’assoluzione. E a quel punto si ripeterà lo stesso iter, ma con una sola udienza in cui si deciderà il responso finale e definitivo (salvo eventuali ricorsi ai tribunali europei dei diritti dell’uomo che però in questo caso sono difficili da configurare).

Con la sentenza della cassazione, il responso diventerà definitivo ed esecutivo (in caso di condanna al carcere, scatterebbero le manette).

Giova infine ricordare che, trattandosi di fatti risalenti a fine 2008, il reato andrà in prescrizione nella primavera 2016. Il responso definitivo, quindi, probabilmente arriverà prima.