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Sanità, Tripodi: “Il riordino dei laboratori privati in Calabria suscita preoccupazione”

images“La notizia dell’imminente approvazione di un decreto da parte della Struttura Commissariale circa la riorganizzazione in rete dei laboratori privati accreditati nella nostra regione, suscita particolare preoccupazione in quanto, per come appare strutturata, porterà solo alla perdita ingiustificabile di centinaia di posti di lavoro qualificati e produttivi, senza alcun vantaggio per le casse erariali e per la collettività. Tutto questo in nome di un Piano di rientro dal debito sanitario calabrese che dovrebbe risanare il deficit di bilancio e migliorare la riorganizzazione dell’offerta sanitaria”.
E’ quanto sostiene il consigliere regionale Pasquale Tripodi secondo il quale: “L’unico possibile risultato che tale decreto può conseguire è la perdita certa della qualità delle prestazioni, dal momento che il provvedimento contestato declassa a punto-prelievo i laboratori privati accreditati, provocando così la cessazione della preziosa fornitura di servizi in loco a carattere d’urgenza o di esami delicati che, a causa dell’orografia e delle precarie e frammentate vie di comunicazione del nostro territorio, risulterebbero inaccessibili”.
“Appare chiaro, dunque – afferma Tripodi – che in base a tale decreto, il già precario e critico stato in cui versa la sanità calabrese, potrebbe soltanto raggiungere livelli ancora più allarmanti. In base a tali considerazioni ed in relazione anche agli esiti totalmente negativi prodotti da analoghi provvedimenti adottati in altre regioni, tra cui Sicilia e Campania, chiedo ai miei riferimenti nazionali che – previa valutazione circa la reale necessità e opportunità di tale decreto – intervengano presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero della Salute affinché si arresti o quanto meno si sospenda, per i doverosi approfondimenti, l’iter del decreto commissariale che, ove varato, determinerebbe l’avvio di molti contenziosi tra pubblica amministrazione ed i numerosi laboratori privati accreditati. Strutture, il cui diritto di esistere, risulterebbe minacciato da un provvedimento che – anziché consentire le libere aggregazioni in rete tra le strutture, al fine di favorire l’ottimizzazione delle risorse nel rispetto degli attuali livelli occupazionali – sarebbe irreparabilmente lesivo per il servizio offerto e per i posti di lavoro che non potrebbero più essere garantiti”.
“In ragione di ciò, rivolgo un appello ai i capigruppo in seno al Consiglio regionale, a tutti i rappresentanti istituzionali e di partito calabresi, affinché si adoperino nel sollecitare un intervento da parte di tutti i Partiti nazionali di riferimento in merito alla questione, in quanto ritengo che a questo punto – conclude il consigliere Pasquale Tripodi – dobbiamo avere la consapevolezza che, esclusivamente attraverso una seria assunzione di responsabilità, ognuno per la propria parte, potremo assicurare al nostro territorio un’offerta sanitaria conforme ai regolamentari standard di assistenza previsti dal nostro ordinamento a garanzia del diritto alla salute di tutti i cittadini”.