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Retrocessione Reggina, sabato allo stadio la “festa” dei tifosi: “se tu C sarai io C sarò”

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La Reggina è matematicamente retrocessa in serie C: “ndi futtiru” è stata la prima reazione a caldo di Alfredo Auspici, che su facebook aveva lanciato l’idea (con grande seguito) di “celebrare” la Reggina nel giorno della retrocessione matematica per dimostrare il proprio amore nei confronti della maglia amaranto. “Sapevo che alla fine succedeva qualcosa che ci rovinava la festa“, ha scritto ieri il collega protagonista di Chisti Simu insieme a Franco Polimeni (a proposito, stasera alle 21 su RTV un “puntatone con la partita di lunedì mattina al Granillo tra giornalisti e studenti reggini), aggiungendo che “festeggiamo sabato allo stadio con bandiere e sciarpe. E’ fatta (chissà se Foti farà il giro del campo…)“.

Reggina AuspiciAbbiamo chiesto proprio ad Auspici di spiegarci il senso di questa manifestazione, rispetto a chi – comprensibilmente – non riesce proprio ad associare i termini “festa” e “retrocessione” e ha interpretato male la provocazione di Alfredo.

Non ho pensato certamente ad una manifestazione con tamburi, bandiere, signori che ballano e bande musicali. La mia è una provocazione per risvegliare un pochino quei sensi che quest’anno in tanti hanno contribuito ad addormentarci. Non è assolutamente una cosa polemica. E’ solamente una manifestazione d’amore nei confronti della maglia. Voglio farmi una passeggiata sul corso o in via marina per gustarmi un gelato (rigorosamente crema Reggina) con mio figlio per mano, con la mia sciarpa attaccata al collo insieme a qualche amico che come me ama i miei stessi colori. Solo questo. Nessuna cosa strana. E’ solo che sicuramente questo momento di tristezza sarà meno triste se lo si passa insieme con chi hai condiviso momenti passati anche felice. A prescindere quindi da gruppi organizzati, gruppi politici, società e compagnia bella…. con l’amaranto addosso: in collo o in testa o con la bandiera al vento , ma soprattutto nel cuore perché… JEU A REGGINA L’HAIU NTO CORI“.

Un’iniziativa lodevole: nell’apposita pagina dell’evento su facebook sono stati oltre 400 gli aderenti alla manifestazione se tu C sarai io C sarò.

Sabato, quindi, appuntamento allo stadio Granillo e poi per le vie del centro di Reggio: con la squadra già retrocessa in serie C, per dare un segnale di amore e di affetto in vista della prossima stagione e soprattutto di una storia amaranto che continua. Oltre il Centenario. Oltre la retrocessione.