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Retrocessione Reggina, Atzori a StrettoWeb: “mi dispiace per i tifosi, la città e i miei ragazzi”

AtzoriSi è comportato da signore quando è stato a Reggio, quando tre anni fa ha compiuto il miracolo dei playoff raggiunti con una squadra di ragazzini su cui a inizio stagione nessuno avrebbe scommesso un centesimo, quando poi è tornato lo scorso anno suscitando l’entusiasmo dei tifosi, quando è stato cacciato ingiustamente dopo appena 10 partite di campionato con la squadra a metà classifica, quando è stato richiamato a stagione ormai compromessa dopo la disastrosa esperienza di Castori, e quando è stato cacciato di nuovo a gennaio per le continue ingerenze di Giacchetta.
atzori_regginaGianluca Atzori non si smentisce mai e si comporta da signore anche oggi, con la Reggina matematicamente retrocessa in serie C: potrebbe (anzi, forse dovrebbe viste le ripetute frecciatine che ha ricevuto negli ultimi mesi dai vari Giacchetta e Gagliardi) togliersi tanti sassolini dalle scarpe, ma non vuole parlare “per rispetto“.
E’ sincero: “adesso è troppo facile, non mi va di sparare sulla Croce Rossa. Io quello che pensavo l’ho detto subito, a inizio stagione, in tempi non sospetti. Basta prendere gli articoli con la data e rileggerli oggi. Non voglio aggiungere altro, per rispetto. La Reggina è matematicamente in serie C e io voglio dire solo che mi dispiace tantissimo per i tifosi perchè oggi i primi ad essere delusi sicuramente sono loro e si aspettavano chissà quale campionato. Per questo io ero stato chiaro a inizio stagione: per non prenderli in giro. Mi dispiace per i tifosi, mi dispiace per la città. E mi dispiace anche per i ragazzi, per i miei ragazzi: stavamo costruendo un percorso positivo insieme, nonostante questa squadra sia stata completata all’ultimo minuto, in ritiro eravamo 17 e non potevo fare neanche un’amichevole, un 10 contro 10, eppure piano piano stavamo crescendo. Avevamo bisogno di tempo, non ci è stato concesso, mi dispiace anche per i ragazzi“.

Il “film” della stagione l’abbiamo già analizzato più volte su StrettoWeb: la gestione di Atzori è stata la migliore in assoluto, con 9 punti raccolti nelle prime 10 gare (escludendo le due vittorie in Coppa Italia contro squadre di pari categoria) in cui, oltre ai risultati maturati per gli episodi sul campo, la Reggina aveva dimostrato in molte gare di essere assolutamente all’altezza della situazione, basti pensare al “trittico” con Varese, Novara e Carpi in cui gli amaranto dominarono le avversarie ma poi raccolsero un solo punto a fronte dei 9 che avrebbero meritato, a causa di episodi sfortunati, pali e traverse e papere di Benassi.

pigliacelliDieci giorni prima dell’esonero, la Reggina di Atzori aveva battuto con pieno merito l’Empoli capolista. Poi il disastro di Castori (4 punti in 6 partite di cui 4 giocate in casa ed appena due in trasferta) e nel girone di ritorno la fallimentare gestione di GagliardiZanin con 14 punti in 16 partite, quasi tutti per merito delle straordinarie prodezze del nuovo portiere Mirko Pigliacelli, che ha regalato alla squadra molti più punti di quelli che invece non avrebbe meritato sul campo (si pensi ad esempio alle vittorie di Bari e Carpi, arrivate in due partite in cui la squadra è stata letteralmente dominata dagli avversari ma il portiere dell’Under 21 ha sbarrato la porta in modo miracoloso), con l’importante contributo di Nino Barillà che ad Atzori nel girone d’andata era mancato, così come era mancato il talento di Sbaffo che è diventato disponibile dopo la maxi-squalifica solo dall’arrivo di Castori in poi.

Miguel Angel Sainz-MazaL’esonero di Atzori ha compromesso non solo la stagione, ma anche la crescita dei giovani che col mister di Collepardo stavano trovando spazio in prima squadra: pensiamo a Maza, mai in campo con Gagliardi e Zanin, che pure aveva impressionato benissimo quando Atzori lo aveva lanciato addirittura da titolare proprio nella vittoriosa partita del Granillo contro l’Empoli. 8 le presenze di Maza in questo campionato, 7 con Atzori in panchina (che 3 volte l’aveva schierato titolare). Ma non solo il giovane spagnolo: con Atzori si stava mettendo in evidenza anche Adriano Louzada, che poi a gennaio dopo il nuovo esonero del mister ha deciso di non tornare a Reggio e di rimanere in Brasile, e anche Maicon che stava crescendo ma poi nel girone di ritorno è stato disastroso. Tanti giovani figli del Sant’Agata che erano in vetrina e adesso, come la Reggina, si trovano alla deriva dopo l’ennesima stagione disastrosa.

Certamente, se la Reggina è tornata in serie C 19 anni dopo l’ultima volta, le responsabilità (a prescindere da Atzori) non possono essere degli allenatori: 3 cambi in panchina, 4 allenatori diversi (Atzori, Castori, Gagliardi e Zanin) non hanno fatto la differenza a fronte di una squadra che meritatamente si trova oggi penultima in classifica.

Di chi sono, allora, le responsabilità? E chi era stato, a inizio stagione, a dire la verità?