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Reggio: “troppe gravi criticità agli Ospedali Riuniti, intervenire con urgenza”

ospedali riuniti“In questi ultimi mesi per vicende familiari ho dovuto fare i conti con una realtà davvero critica della mia città. Devo essere sincero, conoscevo poco e, quel poco, solo attraverso l’opinione pubblica. Mi riferisco allo “stato di salute” del nostro Ospedale, il Riuniti. Un ospedale dovrebbe sempre rappresentare un baluardo di speranza e di diritti umani imprescindibili che eroga servizi fondamentali alla propria comunità, la nostra addirittura prossima a diventare ‘metropolitana'”. Lo afferma il dott. Maurizio Romeo Presidente dei Giovani Democratici della Provincia di Reggio Calabria.

“Partendo dal pronto soccorso, appena varcata la soglia che separa le strutture preposte dalla realtà circostante, si avverte un forte senso di disagio, di difficoltà, che va oltre le circostanze personali dei malcapitati e la prima domanda che nasce spontanea nella mente una volta dentro è: “Ma come possono farcela queste poche persone a gestire tutte queste emergenze???””.

“L’attesa dentro quelle mura è nella maggior parte dei casi lunga, snervante e tesa; – continua Romeo –  ti passano davanti mille scene, tanti volti sofferenti e disillusi; riecheggiano lamenti, grida e proteste che si dissolvono quasi sempre con il confortante intervento di quel poco personale di turno allo stremo delle forze e dei volti amici dei familiari. Eppure, alla fine, il primo soccorso con i relativi interventi e le prime visite  vengono effettuati grazie agli addetti ai lavori che, incredibilmente, riescono a gestire i loro sfortunati concittadini con tutto il loro impegno. Certo è che la tempistica d’intervento arrancante moltiplica la sofferenza dei malcapitati in maniera esponenziale ed è qualcosa di veramente inaccettabile”.

“Finito il purgatorio del primo soccorso e degli accertamenti medici con le relative indagini comincia l’inferno del ricovero. Trovare un posto per essere ricoverati per il relativo problema di degenza è pressappoco impossibile in tutte le varie sezioni mediche che esercitano all’interno dei Riuniti. Le prime due notti – prosegue Romeo – un numero rilevante di ammalati le trascorrono nei corridoi in barella o, se è disponibile, un lettino, e questo avviene in tutti i reparti. In particolare, è disumano il carico di pazienti e di emergenze che devono essere gestite dal reparto di Medicina, dove le barelle nei corridoi rappresentano quasi una prassi; senza tralasciare la circostanza che il numero di stanze è troppo limitato e l’intero servizio sarebbe da destinare a strutture più capienti”.

“Tra queste ed anche altre criticità, va dato comunque merito al personale tutto dei Riuniti, anche e soprattutto ai volontari che con il loro grande contributo tentano di far girare gli ingranaggi di un sistema ospedaliero che è in emergenza e che ha bisogno di interventi concreti ed immediati”.

“Anche dal punto di vista “tecnico”. Guardando l’edificio dall’esterno – continua ancora Romeo – desta davvero preoccupazione la situazione strutturale del complesso. E’ evidente che lo stato  del calcestruzzo armato è allarmante; in alcune porzioni dei paramenti esterni vi è un’assenza di copriferro e le armature sono esposte direttamente agli agenti atmosferici e a tutti i rischi che ne decorrono. Non si può far finta di niente, considerato soprattutto che ci troviamo in una zona  ad  alto rischio sismico”.

“Ritengo si sia sottovalutata troppo a lungo la situazione. E’ finito il tempo degli slogan; è finito il tempo di girarsi dall’altra parte. Su queste tematiche così delicate per il proseguo della vita e dei diritti fondamentali di tutti noi cittadini, chi ha il potere di farlo, ha il dovere di intervenire al più presto. Ogni giorno ci sono migliaia di persone che soffrono e rischiano la vita, aggravando la durezza dell’oggi in cui la crisi economica e sociale ci affligge” conclude Romeo