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Reggio, ancora pochi giorni per visitare il San Luca di Mattia Preti al Museo diocesano

san luca museo diocesano reggioStraordinario successo di pubblico ha registrato fin dalla sua inaugurazione al Museo diocesano di Reggio Calabria la Mostra del dipinto San Luca dipinge la Madonna e Gesù Bambino, pregevole opera datata e firmata di Mattia Preti, uno dei maggiori esponenti della pittura italiana del Seicento.

Il capolavoro del Cavalier calabrese, in prestito dalla chiesa di San Francesco d’Assisi a La Valletta, ha riscosso uno straordinario successo di pubblico, richiamando oltre 2000 visitatori. In particolare, scuole di ogni ordine e grado, non solo reggine, ma anche site nel resto della Calabria, hanno colto l’occasione per offrire ai propri studenti la straordinaria opportunità di conoscere l’importante collezione d’arte del Museo diocesano e, nell’occasione, misurarsi con uno dei capolavori del calabrese Mattia Preti, artista che lo storico dell’arte Roberto Longhi definì “corposo e tonante, veristico e apocalittico…secondo solo a Caravaggio”.

La sua pittura è carica di vivacità espressiva e tensione drammatica, rivelandosi una personale ed originale rielaborazione di echi, rimandi e citazioni dei maestri che l’avevano preceduto, quali Caravaggio, Veronese, Tintoretto, Reni, Guercino, Lanfranco e Poussin.

Il dipinto maltese raffigurante San Luca, recentemente restaurato da Giuseppe Mantella e Sante Guido, giunge a Reggio dopo esser stato esposto presso l’Accademia di San Luca a Roma e nel Palazzo arcivescovile di Crotone.

Nel Museo diocesano reggino all’esposizione del dipinto si affianca l’allestimento di una Sezione documentaria: documenti e volumi esposti, appartenenti all’Archivio Privato Frangipane, illustrano alcuni passaggi significativi dei pionieristici studi che Alfonso Frangipane condusse ai primi del Novecento su Mattia Preti. Due volumi settecenteschi e una raccolta di documenti sulla nobiltà di Taverna sono la fonte dalla quale l’insigne studioso calabrese trasse i primi orientamenti per l’indagine sulla vita e le opere dell’artista, sulla famiglia e le origini nella cittadina natale.  Alcune lettere esposte documentano il suo impegno per la tutela e il restauro delle opere di Preti in Calabria, gli scambi di informazioni con importanti critici italiani come Roberto Longhi, per la conoscenza delle opere meridionali dell’artista, e con Ugo Ojetti, per l’organizzazione di una mostra pretiana a Firenze.

La Mostra pretiana ha suscitato l’interesse di numerose Associazioni culturali non solo calabresi, ma anche provenienti da altre regioni che ne hanno proposto ai propri soci la visita: il Circolo del Touring Club di Reggio Calabria, gli Amici del Museo di Reggio Calabria e di Taranto, il FAI Delegazione della Locride, l’Associazione Nastro Verde dei Decorati con Medaglia d’oro Mauriziana, solo per citarne alcune.

Visitabile fino al 15 maggio, essa s’inserisce nel programma di attività ed eventi culturali (conferenze, concerti, mostre) che annualmente il Museo diocesano promuove al fine di divulgare la conoscenza del patrimonio d’arte sacra diocesana, accogliendo “in tutta sicurezza” eventi espositivi di respiro internazionale, quale quello in queste settimane dedicato a Mattia Preti.

Alla Mostra sì è affiancato un Convegno di studi promosso dal Museo diocesano e ospitato presso il Liceo artistico “Preti-Frangipane” di Reggio Calabria: sull’opera giovanile di Mattia Preti ha relazionato lo storico dell’arte Giorgio Leone, Direttore della Galleria nazionale di Palazzo Corsini a Roma; il restauratore Giuseppe Mantella è intervenuto su Mattia Preti  e la pittura a olio su muro: le Storie  di San Giovanni Battista per la Chiesa conventuale dei Cavalieri  di Malta a La Valletta;  infine, sui pioneristici studi pretiani compiuti da Alfonso Frangipane ha relazionato la giovane storica dell’arte Alessia De Pasquale, pronipote dello studioso.

Nello spirito proprio dei Servizi educativi museali, in occasione della Mostra le guide propongono ai visitatori una lettura del dipinto attenta al contesto storico e funzionale che l’ha generato, ma anche ispirata in senso cristiano: l’iconografia dell’opera, particolarmente ricca di riferimenti simbolici, è illustrata ai bambini così come agli adulti in modo che sia possibile cogliere i significati più riposti di questo straordinario ritratto allegorico di San Luca.

La Mostra al Museo diocesano è stata resa possibile grazie al supporto della Delegazione di Reggio Calabria del Gran Priorato di Napoli e Sicilia del Sovrano Ordine Militare di Malta e al contributo del Delegato Gran Priorale di Reggio Calabria, in memoria del padre Barone Ing. Giovanni Nesci di Santagata. Sponsor per l’allestimento illuminotecnico del dipinto è Artemide. All’evento ha riconosciuto il suo Patrocinio la Delegazione reggina del FAI.

Ancora fino al 15 maggio il Museo diocesano osserverà un orario di apertura prolungato: dal lunedì al sabato h 9-13 e  martedì e venerdì h 16-19 (esclusi festivi).

Per informazioni e prenotazioni si contattino i Servizi educativi museali al n° 3387554386 o si visiti il sito www.museodiocesanoreggiocalabria.it.