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Reggio, oltre il dissesto. L’esperto: “si può rientrare in 3 anni, vi spiego come”

Reggio Palazzo San GiorgioIl dissesto finanziario a Reggio non c’è stato e non ci sarà. Adesso che succede? Semplice: le imprese vedranno sbloccati i pagamenti che aspettavano, piccola boccata di ossigeno in epoca di economia asfittica. E’ vero però che il piano di riequilibrio approvato dalla Corte dei Conti dura 10 anni ed in questi nove anni che rimangono la tassazione e la contribuzione dei cittadini è al massimo di legge. Ecco quindi che, noi cittadini vorremmo guardare oltre. Vorremmo capire chi sarà in grado di amministrare secondo un progetto che ci faccia rientrare molto prima del tempo previsto, in modo da tornare a livelli di tassazione media e rilanciare la città, verso il meritato sviluppo turistico e vivibile. Vorremmo capire se qualcuno ha un progetto in tal senso e vuole illustrarcelo. Personalmente sono convinto che una Amministrazione che parta con il piede giusto, ponendo prioritariamente mano alla “riorganizzazione” burocratica dell’Ente, potrebbe raggiungere l’obiettivo rapidamente, anche entro metà del futuro mandato. Chi ne è capace si faccia avanti!“: ad affermarlo è Enzo Cuzzola, esperto in contabilità pubblica e fiscalità attiva e passiva degli enti locali e collaboratore, tra l’altro, di numerosi quotidiani economici specializzati.

Reggio Calabria: palazzo San Giorgio sede del ComuneCuzzola, poi, torna indietro nel tempo fino a due anni fa, quando era stato nominato dirigente del settore finanze del Comune dall’ultimo Sindaco prima del commissariamento, Demetrio Arena: “contestualmente alla quantificazione del disavanzo, dal quale momento in poi cessava il mio incarico, avevamo elaborato una strategia finanziaria che, attraverso la dismissione del patrimonio immobiliare, il contenimento dei costi dei servizi, il recupero della evasione tributaria ed il completamento delle pratiche di condono edilizio, ci avrebbe consentito il ripristino degli equilibri entro il 2015. Non solo, tali attività avrebbero contribuito, unitamente alla liquidità nascente dal pagamento dei debiti, al rilancio della economia cittadina. Ed ancora non si disponeva dei preziosi strumenti normativi sopravvenuti successivamente, quali i finanziamenti e la norma sui piani di riequilibrio ed i finanziamenti del decreto 35/2013, cosiddetto sblocca debiti p.a.“. Con il lavoro dei commissari, il disavanzo s’è ridotto da 111 a 99 milioni di euro, ma questa strategia di rientro è stata del tutto stoppata e adesso sarebbe opportuno ripartire proprio da lì, seguendo la strada solcata negli anni precedenti per venir fuori definitivamente dal pantano ed avere un comune definitivamente risanato, come illustrano gli esperti.