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Reggio, ‘Ndrangheta: tutti i dettagli sull’operazione “New Bridge”

'Ndrangheta/'Ndrangheta, "New Bridge" sequestrati beni per 2 milioni euroL’indagine non si ferma con gli arresti ma prosegue con la caccia ai patrimoni illeciti, un’azione che completa l’opera investigativa. Non molliamo di un solo centrimetro: questi beni devono rientrare nella disponibilta’ dello Stato”. Lo dice all’Adnkronos il capo della Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria, Gennaro Semeraro, spiegando l’operazione che ha portato al sequestro di beni per un valore di 2 milioni di euro a sei persone coinvolte nell’inchiesta ‘New Bridge’.

Svolta fra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza italiano ed il Federal Bureau of Investigation degli Stati Uniti, nel febbraio scorso il blitz contro la ‘ndrangheta aveva permesso di disarticolare un’organizzazione transanazionale dedita al traffico di stupefacenti tra la Calabria e gli Stati Uniti, lungo l’asse della famiglia degli Ursino, di Gioiosa Jonica, e la famiglia Gambino, di New York. L’11 febbraio, infatti, furono 26 gli arresti messi a segno tra Italia e Usa.

Ulteriori indagini di tipo patrimoniale, hanno consentito di accertare la sproporzione dei redditi e dei beni patrimoniali riconducibili ai principali indagati. Sono 6 i personaggi coinvolti nel sequestro: tra loro spicca Francesco Ursino, figlio del boss Antonio, ora detenuto. E ancora Nicola Simonetta, suocero di Franco Lupoi, principale indagato dell’indagine ‘New Bridge’, arrestato negli Stati Uniti. Gli altri sequestri riguardano Carlo Brillante, Domenico Geranio, Nicola Antonio Simonetta, Francesco Vonella e Cosimo Marando. Sono state oggetto di sequestro alcune attivita’ commerciali come un bar, un ristorante, una ditta edile, una rivendita di autovetture e alcuni appartamenti, fabbricati e terreni.

L’indagine di tipo patrimoniale e’ stata condotta dallo Sco e dalla questura di Reggio Calabria, che hanno operato su direttiva della Dda di Reggio Calabria. Per gli investigatori, obiettivo da perseguire insieme alla procura di Reggio Calabria e’ proprio quello di colpire i ‘soldi sporchi’ raccolti dalla ‘ndrangheta e destinati a investimenti su traffici di droga e beni immobili o di altra natura. L’informativa di applicazione della misura accolta dalla procura di Reggio Calabria porta la firma di Gennaro Semeraro, capo della Squadra Mobile di Reggio Calabria, e di Andrea Grassi, direttore della Prima Divisione dello Sco (Servizio Centrale operativo della Polizia di Stato). Gli stessi investigatori che avevano firmato le informative sull’operazione ‘New Bridge’ e che continuano nella loro azione per disarticolare i rapporti tra la ‘ndrangheta della Jonica e le loro proiezioni nazionali ed estere.