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Reggio, Giuseppe Falcomatà (Pd) durissimo contro i Commissari: “non vi avevano mandato qui per provocare questo disastro”

falcomatàDopo che la Commissione antimafia ha lasciato la nostra città, un giornale on-line locale ha riportato che la Terna dei Commissari che guida Palazzo San Giorgio ha riferito alla medesima commissione di “sentirsi isolata” e percepire, da parte della città, un “clima di ostilità” nei loro confronti. Sono dichiarazioni che destano meraviglia e stupore considerato che la Commissione non ha mai manifestato evidenti aperture e pronta disponibilità ad ascoltare e a farsi carico dei problemi posti dai cittadini e dalle associazioni culturali e sportive preferendo, viceversa, chiudersi in una sorta di torre d’avorio a fare da spettatore al declino della città“. Lo afferma Giuseppe Falcomatà, già consigliere comunale di Reggio Calabria, eletto tra le fila del PD, e adesso candidato alle primarie del partito per la carica di sindaco.

Reggio, dopo i disastri amministrativi degli ultimi dieci anni – afferma – si trova oggi ginocchio: strade dissestate; raccolta dei rifiuti a singhiozzo; acqua carente in molte zone; verde al verde; malavita organizzata che continua, arrogante e spavalda, a taglieggiare chi non paga il pizzo, sono alcuni segnali di un malessere generalizzato e diffuso vissuto dai cittadini“.

Per Falcomatà le priorità dei Commissari sono state quelle di “portare alle stelle i tributi e fare sentire il fiato sul collo ai dipendenti del Comune sulla ben nota e triste vicenda legata alla Peo, ai dipendenti Atam e società miste. Se il Ministero dell’Interno ha inviato nella città di Reggio Calabria una Commissione Straordinaria con l’obiettivo di gestire un Comune sciolto per contiguità con la ‘ndrangheta – aggiunge – la medesima Commissione avrebbe dovuto aprirsi alla città, comunicare con i cittadini e dimostrare attenzione e sensibilità a risolvere, in modo ragionato e condiviso, i problemi dell’intera comunità. Il Comune è l’Ente locale più vicino ai cittadini, per questo Palazzo San Giorgio dovrebbe tenere le porte sempre aperte al confronto e all’ascolto, invece non c’è giorno che il Palazzo di Città non sia presidiato dalle Forze dell’Ordine ponendosi come un baluardo e una sorta di zona invalicabile“.

La democrazia è autenticamente rappresentativa – sottolinea – quando i cittadini avvertono le istituzioni come punti di riferimento e reali interlocutori. È proprio questo percorso e questo agire istituzionale che riesce a trasmettere e radicare nella mente di tutti i cittadini non solo la cultura dei diritti ma anche la cultura dei doveri. Avremmo preferito che la terna commissariale, anziché cimentarsi unicamente nelle pur importanti questioni di natura burocratica, avesse dedicato maggiore attenzione al ripristino dell’agibilità democratica e all’attenzione verso iniziative di natura sociale e culturale volte a fronteggiare il declino della città. Ecco perché le dichiarazioni dei Commissari, dirette ad attribuire alla città atteggiamenti di “ostilità” nei loro confronti, lasciano perplessi e contrariati, atteso che non si riesce a capire quale sia stato il dialogo che la commissione ha stabilito con la città stessa. Hanno mai pensato, ad esempio, di comunicare ai reggini l’ammontare reale del buco di bilancio lasciato da Scopelliti e Arena? Hanno mai informato i cittadini sui provvedimenti adottati per uscire da questa situazione di crisi? Hanno mai offerto ai cittadini spunti di legalità ed agibilità democratica? No. La Commissione – prosegue ancora Falcomatàha scelto soltanto di elevare al massimo le aliquote per il pagamento dell’acqua, dell’Imu e della Tares facendo ricadere esclusivamente sui cittadini le colpe delle cattive amministrazioni precedenti. Recentemente, la Confindustria reggina, l’Ance, i Segretari Provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno lanciato un segnale preoccupante ed allarmante sulle difficoltà economiche che il territorio reggino sta attraversando a seguito della situazione di fermo in cui versano molti cantieri di opere pubbliche non completate o addirittura mai iniziate. Non si possono chiudere ulteriormente gli occhi – conclude – dai Commissari si pretende, in questi ultimi mesi di permanenza, maggiore coraggio e lealtà verso i reggini“.