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Reggio, “Giornata Azzurra”. Il CT della Nazionale basket Pianigiani incontra gli industriali: “Per raggiungere il successo ci vuole professionalità”

IMG_20140507_153415Il CT della Nazionale Simone Pianigiani incontra gli industriali”. Proprio Pianigiani, il cui nome viene ricalcato nel titolo dell’incontro avvenuto questo pomeriggio presso la Sala Conferenze di Confindustria di Reggio Calabria, è stato il gradito ospite della giornata nella sede degli industriali reggini.

Pianigiani è il 15esimo Commissario Tecnico della Nazionale A maschile di basket dal dopoguerra ed allena da quando aveva 19 anni (a quell’età faceva l’istruttore di minibasket), fino al suo esordio, a 37 anni, come Capo Allenatore della Montepaschi Siena, a cui ha fatto conquistare ben 6 scudetti consecutivi (dal 2007 al 2012). Nel corso della sua carriera, il coach ha vinto anche cinque edizioni della Supercoppa Italiana, quattro edizioni della Coppa Italia e ha partecipato a due edizioni della Final Four di Eurolega, nel 2008 a Madrid e nel 2011 a Barcellona. Ha affiancato, negli anni, come vice-allenatore a Siena, Cesare Pancotto, Phil Melillo, Luca Dalmonte, Edoardo Rusconi, Fabrizio Frates, Ergin Ataman e Carlo Recalcati.

Oltre ad aver fatto vincere al Siena vari scudetti e coppe, Pianigiani, nella stagione 2012-2013, è stato anche Capo Allenatore del Fenerbance Istanbul, con cui ha vinto la coppa di Turchia 2013. Ad oggi la Federazione Italiana Pallacanestro (FIP) non solo lo ha confermato come Commissario tecnico, ma lo ha nominato dal 1 ottobre scorso responsabile unico degli indirizzi tecnici e sportivi della FIP.

IMG_20140507_171402Un nome di grande prestigio a Reggio Calabria, che come detto dal Presidente di Confindustria Andrea Cuzzocrea, presente oggi all’incontro, “non capita spesso di avere tra di noi”.

Protagonista della conferenza, anche il Presidente del Comitato Regionale Calabria FIP, Sandro La Bozzetta; moderatore degli interventi il Direttore dell’agenzia di comunicazione reggina Labecom, Giampaolo Latella.

La “riunione” pomeridiana odierna rientra all’interno del programma dell’iniziativa sportiva, organizzata dalla FIP Calabria, della “Giornata Azzurra”, manifestazione inserita nel “Progetto Azzurri”, in corso di svolgimento su tutto il territorio nazionale, quale occasione di studio e approfondimento tecnico per dirigenti, tecnici, allenatori e giovani atleti del basket italiano. A Pianigiani quest’oggi è toccato l’arduo compito di relazionare sul tema della gestione delle risorse umane, sul valore di un team e sulla pianificazione strategica; concetti importanti che in qualche modo accomunano il mondo dello sport e quello dell’impresa.

“Confindustria – ha dichiarato Cuzzocrea – ha accolto da subito con grande entusiasmo e interesse l’iniziativa promossa dalla FIP Calabria, che ha voluto coinvolgere il tessuto produttivo reggino nell’ambito dell’evento sportivo nazionale ‘Giornata Azzurra’. Noi per primi siamo soliti creare questo connubio tra sport e imprenditoria anche a livello locale: ricordiamo la collaborazione che abbiamo messo in campo con il Presidente del Coni, Mimmo Praticò, per cercare di risolvere la critica situazione in cui versano gli impianti sportivi di Reggio, valutando, insieme allo stesso Praticò, di dare in gestione a soggetti privati molti di questi impianti, con l’unico obiettivo di farli rinascere. Tutti i valori che quest’oggi trasmetterà il coach Pianigiani – continua Cuzzocrea – stanno alla base delle procedure gestionali tipiche del mondo dello sport, ma possono essere trasferiti in chiave innovativa e proficua anche in un contesto aziendale. Lo sport ha tanto da insegnare al mondo delle imprese”.

Quest’ultimo aspetto è stato richiamato anche da La Bozzetta, il quale ha incalzato dicendo che “lo sport ha bisogno degli industriali e viceversa. In una fase di profonda crisi che ha colpito anche il nostro sport, ritengo che sia da considerarsi un risultato di grande spessore poter contare su un patrimonio formato da atleti, tecnici e anche da industriali. La presenza di Pianigiani – continua a dire il Presidente del Comitato Regionale Calabria Fip – qualifica ancora di più l’evento della ‘Giornata Azzurra’ e mette in risalto l’attenzione del Comitato e dell’intera Federazione anche verso le piccole realtà come quella della Calabria. Si spera, inoltre, che questa giornata possa essere utile per il rilancio del settore della pallacanestro in Calabria e a Reggio, dove manca il sostegno da parte della politica e degli enti, che ignorano le difficoltà nelle quali operano le nostre società. Ci stiamo battendo anche noi per evidenziare la situazione calabrese: strutture fatiscenti, tariffe enormemente esorbitanti, lavori di riprisitino dei palazzetti – e del Pentimele in particolare – Tutto ciò rappresenta l’inefficienza dei nostri enti, con i quali si auspica un imminente confronto. Davanti a siffatte situazioni – dichiara ancora La Bozzetta – è ammirevole il lavoro portato avanti dalle nostre società, che hanno saputo credere nel settore giovanile, nel quale bisogna investire e verso cui la FIP offre un’occasione per valutare la crescita dei talenti calabresi”.

IMG_20140507_171420Impegno costante da parte di tutti, programmi, nuove proposte, è l’elenco delle cose che La Bozzetta sollecita a portare avanti nell’interesse comune del basket calabrese, ma è anche quello che Pianigiani sottolinea nel suo ricco ed appassionato intervento:

“Credo che sia doveroso – esordisce il coach – nel mio ruolo, essere qui in Calabria, a Reggio, in una terra in cui sono passati molti noti giocatori e allenatori”.

Ma il discorso di Pianigiani è stato ulteriormente arricchito dalla sua personale concezione di che cosa significhi “fare squadra”: “Fare squadra, in qualsiasi settore, è fondamentale, aiuta a trovare le idee migliori in momenti di crisi. Oggi – continua – sempre di più il mondo dello sport e dell’impresa presentano dei punti in comune, grazie alla globalizzazione, alla volontà di accomunare i gruppi, le persone. A me personalmente – ed è su questo che Pianigiani ha insistito – non piace dividere il mondo e le persone in vincenti e perdenti; anche nel lavoro ci sono le buone persone e quelle meno ‘buone’, ma l’importante è migliorarsi ogni giorno. Il brand riconoscibile nel mondo dello sport va oltre vincere o perdere e qui l’imprenditoria mi insegna che, per costruire un’azienda di successo, è necessario innanzitutto la professionalità”.

La testimonianza di Pianigiani ha attestato, tra le altre cose, un impegno fattivo volto al superamento dell’individualismo tipico dei nostri giorni, e alla valorizzazione della condivisione di valori e metodologie di lavoro innovative.

“Si deve prendere atto – dice l’allenatore a riguardo – che viviamo nella società più individualistica di sempre, in cui si lavora per avere tutto per sé e presto; nonostante questo, mai come oggi è necessario fare squadra, acquisire varie professionalità, perché da soli non si può più fare nulla. Si deve, insomma, convincere il singolo che con gli altri si fa prima”.

Pianigiani ha illustrato a tutti i presenti un esempio cardine che chiarisce quanto da lui dichiarato: “In un’orchestra jazz il singolo molto spesso ha la capacità di improvvisare e gli altri devono riuscire a seguirlo”. Ecco quello che, secondo il coach, devono fare i giocatori di basket.

“Fare squadra – ha continuato – significa anche dare ruoli e competenze in delle formazioni in cui spesso ci sono giocatori di razza, culture, pensieri differenti, e coordinare le idee di ognuno nel minor tempo possibile. Le diversità nel lavoro possono essere utili, ma prima di ogni cosa ci deve essere la stima professionale. Ho visto – confessa Pianigiani – giocatori che non si sopportavano a vicenda, ma che in campo si passavano la palla nei tempi giusti. È nel momento del ritiro che l’allenatore deve assegnare i ruoli e le responsabilità, facendo capire al singolo giocatore il perché ha quel determinato compito, in quanto ogni singolo giocatore è determinante, anche se gioca 4 minuti a partita, al di là del riconoscimento economico. Nello sport, inoltre, abbiamo bisogno di tutta la squadra che sta intorno alla squadra (tecnici, terapisti ecc), perchè se tutto funziona bene, allora anche i giocatori saranno più sereni in campo. Dobbiamo creare – e conclude così Pianigiani – un microcosmo culturale in cui siamo giudici, dove non è importante vincere o perdere, ma dare il massimo”.

Parole importanti e significative quelle del coach plurivincitore di scudetti importanti, che richiamano anche la bravura dei tecnici italiani, secondo Pianigiani “i più bravi e preparati”, e che mettono in risalto allo stesso tempo le qualità che lui stesso predilige in un allenatore, ossia la passione e la curiosità, quest’ultima messa in atto nel “rubare continuamente qualcosa da ogni parte”.