fbpx

Reggio, Gerbera Gialla: si conclude alla Provincia la 24h anti-‘ndrangheta [FOTO]

Gerbera Gialla 01È l’epilogo di una giornata intensa che l’associazione reggina “Riferimenti” ha voluto condividere con le più alte istituzioni nella lotta alle mafie e agli studenti delle scuole di Reggio Calabria.

“Le gerbere gialle”, fiori scelti per ricordare il sacrificio di Gennaro  Musella, imprenditore ucciso dalla ‘ndrangheta il 3 maggio del 1982, hanno conquistato Reggio, sfilando in corteo per il Corso principale, con in testa il Presidente del Senato Pietro Grasso, il Presidente della Commissione nazionale antimafia, Rosy Bindi, il Procuratore Nazionale antimafia, Franco Roberti  e i Procuratori Federico Cafiero de Raho  ed Antonio Vincenzo Lombardo. La loro partecipazione alla “24h anti- ‘ndrangheta” è più che un gesto simbolico: “Siamo qui – ha dichiarato Rosy Bindinon per celebrare la memoria di chi è stato ucciso dalla mafia, ma per celebrarne l’impegno, il coraggio e la dedizione”.

Gerbera Gialla 02La manifestazione organizzata da “Riferimenti” ha assunto quest’anno una valenza particolarmente significativa; è un momento storico importante quello che la Calabria tutta sta vivendo, la ‘ndrangheta s’è piegata sotto i duri colpi inferti dagli uomini delle Procure e delle Forze dell’Ordine.

La tavola rotonda indetta a conclusione dell’evento presso la Provincia di Reggio Calabria, dal titolo “gli invisibili della ‘ndrangheta” è servita proprio a spiegare quale sia l’impegno delle istituzioni contro il crimine organizzato calabrese e quanto questo sia radicato nella società, nella politica, nell’economia e finanche nella Chiesa. Si è fatto il punto della situazione su quella famosa zona grigia, composta da soggetti insospettabili, apparentemente senza alcun legame con la ‘ndrangheta, ma che ne rappresentano la linfa vitale.

Gerbera Gialla 03A coordinare i lavori, Adriana Musella, figlia dell’imprenditore ucciso 32 anni fa con un’autobomba in pieno giorno.

La dottoressa Musella ha definito il tema: “abbastanza stuzzicante. Si parla sempre più di borghesia mafiosa, quella che fa muovere: politici, burocrati e a volte anche forze dell’ordine. Da cittadina voglio trattare questo tema per sfaldare le lobby, per sapere chi sono i professionisti, i  politici a servizio della ‘ndrangheta. Oggi abbiamo qualche speranza in più, dobbiamo respirare aria pura altrimenti non si va avanti. È ora di fare pulizia un po’ dappertutto”.

Il pm Cesare Sirignano della DDA di Napoli, che ha condotto inchieste sui clan dei casalesi sui cosiddetti “invisibili” ha dichiarato:  “non mi piace parlare di queste persone come “colletti bianchi” sono tutt’altro che bianchi. Anche invisibili non è un termine da usare. In questi territori il diritto non è più prerogativa ma diventa oggetto di scambio. Mi gratifica molto rivolgermi a questa platea fatta di giovani. Oggi al Teatro Cilea si parlava dei giovani non solo come futuro ma anche come presente. È necessario avere consapevolezza del fenomeno per evitarlo. Solo con la cultura ci libereremo della mafia”.

Gerbera Gialla 04Angela Napoli, delegata dal presidente Bindi, premiata oggi col premio “Trincea”, è stata l’autrice di un intervento applauditissimo: “gli  invisibili sono color che si servono di poteri acquisiti per dominare, che usano lo tesso strumento della ‘ndrangheta: la sopraffazione.  Sono coloro che si sono ribellati allo scioglimento del Comune di Reggio, affermando che non c’era mafia a Palazzo San Giorgio, dimenticando gli arresti di consiglieri, la questione delle società partecipate. I giovani aprano gli occhi a  360 gradi e non si lascino abbindolare. Per troppo tempo in Calabria si è vissuto di clientelismo e parentelismo, oggi deve avanzare la meritocrazia.”. Parlando, poi dei collaboratori di giustizia dice: “sono ancora pochi e non vanno lasciati soli, ci vogliono coraggio e responsabilità e unità”.

Arcangelo Badolati, ha fatto una ricostruzione storica del radicamento della ‘ndrangheta nel tessuto politico della citta e soprattutto nella Chiesa reggina, rapporto, quest’ultimo definito:  lunghi applausi: “imbarazzante. La ‘ndrangheta c’è sempre stata, ma solo dopo Duisburg la ’ndrangheta è diventato un problema di tutti”.

Il Procuratore Capo, Federico Cafiero De Raho, ha espresso grande soddisfazione per il successo della manifestazione: “ è stata una giornata bellissima, abbiamo visto l’Italia unita, con Pietro Grasso e l’onorevole Bindi. Reggio non è sola. La mafia ogni volta che uccide indebolisce se stessa, tutti vedono cos’è la mafia e reagiscono, quant’è importante reagire sempre! – ed ha continuato – Stiamo facendo passi in avanti molto lunghi. Il mondo intorno a noi sta cambiando, la Calabria sta cambiando, perchè abbiamo tutti un obiettivo, cercare la verità, qualunque essa sia deve venir fuori”. Ed ancora: “oggi non si può avere paura, rischiare significa per me andare avanti, individuare le responsabilità, urlare chi sono i responsabili.  Quando si smetterà di dire che non c’è ‘ndrangheta a Reggio? Reggio è ‘ndrangheta, perché qui ha preso tutto e continua a prendere, spera di prendere di nuovo il Comune e di prendere le europee”.

Il Procuratore Nazionale antimafia, Franco Roberti, dopo aver ascoltato l’intervento del Procuratore De Raho ha ricordato la necessità di estendere la lotta alla ‘ndrangheta  che non è solo un problema calabrese ma è un problema nazionale ed internazionale. Sul territorio europeo, difatti,  l’organizzazione criminale più potente è la ‘ndrangheta, per  sconfiggerla,  serve una cooperazione internazionale molto più efficiente di quella attuale.

Il Sottosegretario di Stato Minniti, ha definito questa giornata come: “una data da ricordare. La ‘ndrangheta è un fenomeno collocata in Calabria, ma ha una portata  molto più ampia. I Comuni di Africo e San Luca, sono Comuni piuttosto poveri, volutamente poveri, eppure comandano il narcotraffico mondiale. La ‘ndrangheta è un misto tra innovazione e arcaicità“.