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Reggio, Europee: oggi “scontro” politico tra PD e Movimento 5 Stelle in due piazze cittadine

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IMG_20140522_193459Un serata, quella di oggi, di “scontri” politici in due delle principali piazze del centro di Reggio.
Piazza Camagna e Piazza De Nava, infatti, sono state oggi sedi di due “duelli” politici: il PD da un alto e il Movimento 5 Stelle dall’altro (diciamolo, gli avversari politici più agguerriti tra di loro e più seguiti dalla gente), si sono “sfidati” a colpi di promesse, speranze, ideali da propagandare in vista delle imminenti elezioni Europee.
Gli umori e il clima che le due piazze hanno trasmesso sono molto diversi tra loro: da una parte, gli esponenti calabresi e i seguaci del PD riuniti davanti ad un maxi schermo da cui Renzi trasmetteva il suo pensiero in diretta da Roma, dall’altra giovani, tra cui la candidata calabrese alle Europee (per il movimento 5 Stelle) Laura Ferrara, che si facevano portavoce degli ideali di partito, di fronte ad una piazza calda, partecipativa.
Il Presidente del Consiglio questa volta approda sullo Stretto in maniera indiretta, ma pur sempre in termini decisivi, puntuali e taglienti; a Piazza De Nava i pareri della gente sono stati discordanti, anche se nello stesso tempo uniti dalla solidarietà e dalla fiducia mostrata verso il leader del PD, Matteo Renzi.
Molti reggini, tuttavia, sono delusi, delusi non tanto dagli schieramenti, ma da una politica che finora non ha dato i frutti sperati per Reggio, per la Calabria, per l’Italia.
Il lavoro più grosso sarà con le regionali”, si sente vociferare tra la gente; un riferimento che richiama ad una triste realtà che caratterizza la Calabria e molti comuni calabresi: in questo momento c’è un vuoto di potere che si sente sempre di più all’interno di una Regione senza un governatore, in una città in cui da più di un anno dei tecnici mandati dallo Stato governano al posto di un sindaco effettivo.
Proprio per tali ragioni, Piazza De Nava oggi era spaccata in due: i fiduciosi, coloro che attendevano di assistere al comizio in diretta di Renzi, spinti dalla passione, dalla speranza, dalla voglia di ricominciare seguendo il proprio leader, e i pessimisti, quelli che passavano, sbirciavano e continuavano la loro camminata gridando “Io non voterò nemmeno”, anche se, come da loro stessi dichiarato, da sempre uomini e donne di sinistra.
Più “calda”, invece, Piazza Camagna, dove i sostenitori di Grillo alimentavano la folla che gridava “largo ai giovani”, dei giovani che, come ci hanno detto in molti, “devono arrivare ad elemosinare un lavoro dopo tanti anni di sacrificio e studio, dei giovani che non riescono a farsi una famiglia perché non avranno mai un contratto di lavoro a tempo indeterminato, che sono sempre tenuti sul chi va là”.
Un signore si avvicina dicendo: “Il Movimento 5 Stelle oggi è l’unica alternativa, in un mondo politico fatto di collusi e mafiosi. Qui a Reggio, poi – continua a dire – o fai il mafioso o il lavoratore per bene, ma sottopagato. Dicono che noi facciamo parte di un Movimento solo ed esclusivamente di protesta, ma non è vero; Grillo ha un pensiero unico, e lo sottolineo, sia per l’Italia, che per la Calabria, non fa eccezioni di nessun tipo”.
A Piazza Camagna, insomma, tra incitamenti per l’istituzione del reddito di cittadinanza, per investire sulla cultura, sull’istruzione, per valorizzare i prodotti calabresi, è emerso chiaramente un pensiero unico: “Renzi dimettiti, perché non sei salito al Governo grazie ad un mandato popolare, non meriti quella poltrona”.
Ed è proprio Renzi, dalla parte opposta del Corso Garibaldi, a tuonare: “Riusciremo a far riacquistare dignità e passione alle persone per bene che lavorano. Noi siamo la proposta, noi siamo la speranza, il diritto di tonare a sognare in un’Europa in cui si deve sognare e non avere paura”.
E in riferimento ad alcune dichiarazioni dei seguaci di Grillo, sulla base delle quali c’è la volontà, da parte loro, semmai vincessero le elezioni, di andare direttamente sotto la finestra del Quirinale, Renzi risponde: “Che devono andare a fare? La serenata? A chi? A quel grande galantuomo di Napoletano? Siamo noi – dichiara sempre Renzi in diretta – a dover prendere l’Italia e portarla fuori. Si parla sempre di sondaggi, ma il più grande sondaggio è che ciascuno di noi si metta in moto per dire ce la facciamo”.
Oggi Reggio, insomma, è stata diretta testimone e partecipe di due comizi molto differenti tra loro non solo per credo politico, ma anche per le modalità di comunicazione messe in atto.
Adesso per Reggio, per l’Italia, per l’Europa, non resta che attendere i risultati.