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Reggio, il Coordinamento di Quartiere di Arghillà denuncia una situazione insostenibile per la mancata raccolta dei rifiuti (FOTO)

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images“Il Coordinamento di Quartiere di Arghillà, composto da associazioni e cittadini della zona- dice il coordinatore Pietro Idone– evidenzia l’ennesimo insopportabile degrado del quartiere seppellito dai rifiuti, visto che da settimane non si effettua la raccolta dei rifiuti, neanche la differenziata, nonostante da qualche giorno sia stata comunicata la riapertura delle discariche. Pur comprendendo le difficoltà dovute dall’indisponibilità delle discariche di conferimento regionali, non appare giustificata la disparità di trattamento con le zone centrali e comunque si chiede un intervento immediato del Comune, ed eventualmente sostitutivo da parte del Prefetto, per rimuovere i cumuli enormi di rifiuti che generano pericoli sotto il profilo igienico sanitario e soprattutto degrado sociale.
Il Coordinamento di Quartiere è consapevole che per superare questo momento drammatico, frutto degli errori e della scarsa lungimiranza degli amministratori locali succedutesi nel tempo, serve oltre la denuncia delle responsabilità di chi amministra e getsisce, anche la piena collaborazione di tutti i soggetti, e da tempo si propone di sensibilizzare i cittadini della zona per un rapporto corretto con l’ambiente, organizzando eventi come il recente convegno con i sindaci “virtuosi”di Saracena (CS) e Roccella (RC) sulla raccolta differenziata, divulgando nel quartiere le buone pratiche e le modalità corrette di conferimento dei rifiuti, collaborando alla stesura della carta dei servizi con le associazioni dei consumatori.
Tutto questo è vanificato però se il quartiere è abbandonato a se stesso come fosse una discarica a cielo aperto, e in una situazione come quella certificata dalle immagini è difficile anche dialogare con i cittadini, chiedendone la collaborazione, e sarà difficilissimo anche per il comune riscuotere tributi per servizi inesistenti.Tutto ciò è valido per tutti i quartieri della città, dove sarebbe opportuno che i cittadini si attivassero, come già in parte avviene, per rivendicare da un lato il sacrosanto diritto alla salute e a una amministrazione efficiente, dall’altro a sensibilizzare i propri concittadini ad un uso più responsabile del territorio”.