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Reggio, convegno sulla Green Economy: la Calabria all’avanguardia nel settore agro-alimentare

IMG_20140515_100820Green Economy. Un’economia che non conosce crisi”. Questo il tema del convegno odierno, tenutosi nel Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria.

Agricoltura, ambiente e alimenti, ecco i capisaldi che il seminario formativo di stamane ha voluto approfondire, alla presenza di studenti liceali provenienti da Istituti della provincia reggina, ma anche di Cosenza e Catanzaro. Gli organizzatori e i relatori del convegno avevano in mente per oggi una vera e propria “mission” da operare nei confronti dei ragazzi, per dare loro la possibilità di fare, per il futuro universitario di ciascuno, una scelta consapevole orientata, o meno, verso il campo dell’ “economia verde”

Presenti all’incontro, tra gli altri, due massimi esperti del mondo dell’agricoltura e dei green jobs, il Prof. Giuseppe Zimbalatti, Dirigente generale del Dipartimento Agricoltura della regione Calabria, e il dott. Marco Gisotti, giornalista-divulgatore ambientale; in prima linea per porgere i saluti di rito, anche il Direttore del Dipartimento, Prof. Giovanni Gulisano, che ha sottolineato l’importanza dell’incontro soprattutto per i giovani.

 “Il settore della green economy – dichiara Zimbalatti alla stampa – un po’ in tutta Italia continua a tenere molto bene, L’iniziativa odierna vuole proprio sottolineare l’opportunità di sviluppo per i nostri giovani in questo settore. Il livello tecnologico, anche relativo alla professionalità, nella nostra Calabria ha dei margini notevoli di miglioramento, quindi parlare di opportunità di lavoro nella green economy è reale.  Certo – continua – fare esperienze fuori può essere sempre utile, ma non dobbiamo dimenticare che viviamo in una Regione nella quale le peculiarità sono legate all’ambiente agricolo, forestale e al mare; le attività da portare avanti nell’ambito di queste tre particolarità devono senza dubbio svilupparsi, ma è nella Calabria che dobbiamo creare e far accrescere”.

Una forza tutta calabrese, dunque, quella della green economy, evidenziata anche dal dott. Marco Gisotti, che sempre alla stampa ha detto che “la situazione della green economy in Calabria non è tanto differente rispetto a quella del resto di Italia. Noi siamo uno dei Paesi in Europa  – afferma il giornalista – con il maggior numero di lavoratori verdi e di imprese verdi, una volta tanto siamo all’avanguardia. Si pensi che il 51% delle imprese italiane ha almeno un lavoratore verde e che ad oggi la green economy in Italia dà lavoro a 3 milioni di lavoratori verdi, con competenze verdi e ad altri 3 milioni e 600 mila che non hanno competenze verdi, (ad esempio un ragioniere che lavora all’interno di un’azienda verde). Addirittura – continua Gisotti -il 22% delle imprese medio-piccole italiane oggi è un’impresa verde, questo 22%, poi, crea il 38% della nuova occupazione; quindi la green economy garantisce più lavoro, più stabilità, con un reddito maggiore vista la professionalità e le specializzazioni che caratterizzano questo settore. In Italia il settore agro-alimentare è l’unico che anche se di poco è in crescita. Chiaramente vengono ricercati profili altamente specializzati, dalla produzione e la commercializzazione dei prodotti, al turismo enogastronomico. La Calabria, in questo, ha un tradizione enorme e le province calabresi sono tutte comprese oltre il 20% di occupazione green richiesta. Ovviamente – conclude – ogni regione sviluppa secondo le proprie qualità e particolarità. Oggi cercheremo di portare gli studenti su questo percorso”.

IMG_20140515_100924Un percorso che fa dell’Italia un Paese che, come dice Gisotti, ha ottenuto un posto di avanguardia, soprattutto nel settore biologico, all’interno del quale ci sono più di 200 mila occupati: “Siamo tra i primi in Europa e nel mondo nel settore biologico”, afferma Marco Gisotti.

Ma la sede del convengo di oggi la dice lunga sul fatto che non solo si vuole parlare di lavoro, ma anche e soprattutto di studio e formazione; ed è proprio sulla formazione che ha insistito l’intervento del Prof. Francesco Barreca, il quale ha illustrato ai giornalisti la nuova offerta formativa dell’Università: “Quest’anno – ha spiegato il Professore – partiranno tre corsi di studio nelle tre aree cardine della nostra offerta formativa: scienze e tecnologie agrarie, scienze e tecnologie forestali e ambientali, scienze e tecnologie ambientali. Noi oggi tratteremo l’argomento dei green jobs perché è di grande attualità e anche perché consente a chi acquisisce il titolo di dottore agronomo o in altri settori di cercare di ottenere nuovi sbocchi occupazionali nell’ambito della green economy. Io dico sempre ai miei studenti di abituarsi a vedere, non solo a guardare ciò che c’è intorno, è necessario trovarsi nuove occupazioni. Proprio qualche settimana fa – continua Barreca – sono venuto a conoscenza di una notizia che riguardava proprio una mia studentessa, che ha sperimentato e poi proposto un nuovo concetto di serra condominiale, una soluzione tecnica che consente di produrre ortaggi in casa, molto diffusa nelle città del Nord, a Milano ad esempio. Questo, insieme ad altri, rappresenta un forte stimolo per i ragazzi, per insegnare loro a vedere”.

Oggi è stata fornita l’occasione di ascoltare, e non è una cosa che accade spesso ormai,  come la Calabria primeggi all’interno del campo agricolo, forestale e marino: il 47%, è bene ricordarlo, rappresenta a livello nazionale una sostanziale fetta delle esportazioni provenienti dal settore agro-alimentare calabrese. Il 2,5% degli impiegati “verdi”, come spiega Zimbalatti, è in Calabria, mentre il 43% è il tasso regionale relativo all’occupazione femminile nell’agricoltura (dati risalenti al 2011). 137.790 sono, continua ad illustrare il Professore, le aziende agricole in Calabria, di cui il 7,2% con allevamenti.

La nostra Regione, inoltre, ha ottenuto 15 riconoscimenti in tali campi su 245 complessivi nazionali.

L’olio, il bergamotto, il caciocavallo, i fichi d’India, la cipolla rossa, la patata, sono, ciascuno per la propria provenienza geografica, i nostri PAT (Prodotti Agroalimentari Tradizionali).

Ma non solo: non si dimentichi il patrimonio forestale della Calabria, ricco di biodiversità e, come ricordato da Zimbalatti, l’importanza che riveste a livello nazionale la pesca, anche se una pesca specifica, come ad esempio quella del pesce spada, non ha ancora alla base un’attività turistica adeguata per farla risaltare come si dovrebbe e garantire, così, il lavoro alle famiglie che vivono solo di questo.

Miglioriamoci, anche se siamo i primi. Ecco quanto emerso dall’incontro.