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Reggio, convegno “Giornalismo e sport”: stamane premiato il reggino Marco Laganà, campione degli Europei basket Under-20

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IMG_20140502_093310Giornalismo e sport”, è questo il titolo dato al convegno che si è tenuto stamane nell’aula magna del Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Reggio Calabria. In un periodo in cui anche il settore sportivo della nostra città è entrato in crisi (ricordiamo la recente notizia della retrocessione della Reggina Calcio in serie C), alcuni tra i volti più influenti del giornalismo sportivo calabrese e non, sono stati oggi ben lieti di ricordare agli studenti e ai colleghi presenti in aula l’importanza e la passione che contraddistinguono questo mestiere.

Ad aprire i lavori, la Dirigente Scolastica del “Vinci”, Prof.ssa Giuseppina Princi, affiancata dagli autorevoli ospiti dell’incontro, il noto giornalista Domenico Morace; il giornalista reggino e corrispondente dell’Ansa, Giorgio Neri, degno sostituto di Carlo Parisi, Segretario regionale e Vicesegretario nazionale dell’Fnsi, impegnato stamattina per tentare di risolvere l’ormai tristemente nota vicenda del quotidiano “L’Ora della Calabria”; Franco Pellicanò, Presidente del gruppo calabrese USSI. A moderare gli interventi, il docente di filosofia e storia del liceo reggino, Luigi Caminiti.

“Oggi si rappresenta la mia passione – ha esordito Caminiti – il giornalismo sportivo, ma anche il mio liceo”.

Fair play, onestà, disciplina, passione, costanza, impegno, tutto questo è quello che lo sport vuole rappresentare, sono tutti i valori che devono anche essere alla base di un corretto stile di vita dei ragazzi di oggi, di quegli studenti presenti in sala e di tutti i giovani che si apprestano ad intraprendere un qualsiasi mestiere, che sia nello sport o in un altro campo.

“Noi vogliamo dialogare con i ragazzi – ha affermato il Presidente dell’USSI Calabria, Pellicanò – Il Liceo “Da Vinci”, che oggi ci ospita, già negli anni ’60 rappresentava una sorta di polisportiva, grazie a quello che allora era il Vice Preside della scuola, il dott. Smorto, che fondò una società di pallavolo, una società che poi vinse i Giochi della Gioventù. Ricordiamoci di questi successi”, conclude il Presidente.

Domenico Morace, che quest’oggi è intervenuto raccontando quello che per lui ha significato (e dovrebbe significare per tutti) il giornalismo sportivo, ha sottolineato come questo specifico ambito dell’informazione “venisse in passato considerato di serie B; poi, nel corso degli anni proprio i giornali sportivi hanno creato un linguaggio chiaro, più accessibile a tutti. Ricordiamo – spiega Morace – che gli extracomunitari per di più leggono giornali di sport, proprio per la loro immediata chiarezza. E a proposito di immediatezza – continua il giornalista – nel parlare di sport, ai miei tempi, questo era un requisito fondamentale, in quanto il pezzo di giornale si creava sulla base  di ciò che l’inviato dettava a braccio al telefono, era una sorta di radiocronaca scritta. Oggi il giornalismo sportivo ha acquisito quell’importanza che da sempre si sarebbe dovuto prestare all’intero settore, non per niente molti giornalisti di sport sono adesso direttori dei maggiori quotidiani di informazione”.

Morace, è bene precisarlo, ha rivestito vari incarichi di prestigio nel corso della sua carriera: è stato, infatti, Direttore de “Il Domani della Calabria”, del “Guerin Sportivo e di “Stadio”, poi incorporato dal “Corriere dello Sport”.

“Oggi Internet ha cambiato il modo di fare giornalismo – riflette Morace –  I giornali, tra tutti anche il Corriere, in un solo minuto mandano il pezzo direttamente in tipografia. Tutto ciò ai miei tempi era impensabile”.

E per quanto riguarda tutti coloro che si scoraggiano sulla base del fatto che senza conoscenze in questo mestiere non si va da nessuna parte, Morace, amareggiato, annuisce sulla fondatezza di ciò che è la realtà, dando, allo stesso tempo, una speranza ai giovani nel dire che “io sono partito da Reggio Calabria senza nessun ‘Santo in Paradiso’, eppure ce l’ho fatta. Certo ho avuto fortuna, ma anche tanta determinazione, che mi ha spinto a scontrarmi più volte con mio padre, perché lui voleva che facessi l’avvocato; però ragazzi io ve lo dico con sincerità, se volete fare questo mestiere, fatelo, perché è un bel mestiere”.

Con questo invito ai giovani, Morace lascia la parola a Mimmo Praticò, Presidente del Coni di Reggio e membro dell’Ussi Calabria, il quale comincia il suo discorso evidenziando come spesso la stampa lanci delle notizie senza, poi, approfondirle in maniera adeguata, e prendendo la palla al balzo, ricorda la precaria situazione in cui si trovano le strutture sportive della nostra città (Il Parco Caserta, il Palapentimele, la Piscina comunale), esclamando: “Io vorrei un giornalismo che parli di queste cose ogni giorno, che denunci anche il fatto che il Comune continua a non dare risposte soddisfacenti su quando due squadre potranno nuovamente giocare al Palamentimele. Lo sport – continua a dire sempre Praticò – troppo spesso viene emarginato dai palazzi che contano. È un desiderio personale quello di vedere una città migliore, perché questa di oggi non mi piace per niente”.

Proprio il Liceo che oggi ha ospitato l’importante convegno, il “Vinci”, possiede delle palestre funzionanti e ben attrezzate, ma pur prendendo atto di ciò, sarebbe anche il caso che si ricominciasse ad offrire alla comunità strutture adeguate allo svolgimento delle attività sportive, mettendo davvero in pratica le tante parole che ogni giorno si pronunciano.

Le nuove frontiere del giornalismo” è stato, invece, il tema sul quale è ruotato il discorso del giornalista Giorgio Neri, per anni impegnato nel campo dell’informazione televisiva, all’interno del quale, come da lui stesso dichiarato, più volte è dovuto “andare a braccio, improvvisare, soprattutto quando un evento, anche tragico, sconvolgeva la scaletta stabilita (ricorda, in riferimento a ciò, come ha trattato in diretta la notizia della morte dell’ex Sindaco di Reggio, Falcomatà). Oggi le notizie – ribadisce anche Neri si fanno subito, prima, si doveva aspettare il giorno dopo; anche entrando in un bar, ad esempio, si vedono scorrere sui monitor le news della giornata. I ragazzi, e questa è una cosa spesso e volentieri sottovalutata, nel fare notizia sono essenziali, perché sui social si diffondono il sapere, la conoscenza, i fatti quotidiani. Anche io – conclude Neri – come Morace rifarei mille volte questo mestiere, cancellando, però, gli errori che ho fatto e cercando di essere sempre il più completo possibile nel mio lavoro, perché un giornalista che si ferma in termini di conoscenza, di esperienza, non ha capito nulla”.

Ma oltre all’autorevolezza che l’incontro odierno ha trasmesso, per gli ospiti presenti e per l’argomento trattato, un’altra importante occasione ha spinto studenti, giornalisti, docenti ad intervenire quest’oggi nell’aula magna del “Leonardo Da Vinci”: la premiazione di Marco Laganà, giovane cestita reggino di nascita, play-guardia della Pallacanestro-Biella e capitano della nazionale italiana di basket vincitrice dei Campionati Europei Under-20, adesso fermo per un infortunio riportato al ginocchio in seguito al match disputato con il Casale Monferrato.

“Io sono un ex studente di questo Liceo – ha raccontato Laganà e proprio grazie alla mia professoressa di inglese ho imparato la lingua che mi serve, ad oggi, soprattutto in serie A, dove si parla solamente l’inglese. Sono passato, e questo l’ho vissuto sulla mia pelle, dal parlare e dallo scherzare in dialetto reggino con i miei compagni di squadra quando ancora ero a ‘casa’, ad affrontare una realtà completamente diversa, a conoscere tante persone nuove”.

Il giovane atleta, di soli 21 anni, ha infatti alle spalle un’importante esperienza, vissuta in America, dove ha incontrato il campione di basket, Michael Jordan e altri giocatori della NBA: “Mi allenavo al 35° piano di un grattacielo – dichiara sorridendo Laganà – e questa occasione mi è anche servita a capire tante cose, dello sport e della vita. A tutti i ragazzi come me – consiglia – dico di continuare a studiare. Anche io mi sono prefissato di terminare gli studi universitari, volendo intraprendere, vediamo se ci riesco, la carriera di giornalista, senza mai abbandonare, però, il mio primo amore, che è il basket”.

Un’appassionante premiazione, quella di Marco Laganà, che ha dedicato la sua vittoria, come è stato mostrato a tutti da un filmato proiettato in aula, al suo primo compagno di stanza in nazionale, scomparso tragicamente a causa di un incidente stradale. Sulle note di “We are the champions”, infatti, a Marco Laganà è stato consegnato un trofeo di ringraziamento, per aver rappresentato e per continuare a rappresentare il “modello di una Calabria da offrire alle nuove generazioni”.

Agli ospiti dell’incontro sono state consegnate altre targhe di riconoscimento per i loro innegabili meriti professionali; “premiata” anche la Preside Giuseppina Princi, per aver saputo e voluto creare “rete” tra il mondo della scuola e quello dei comunicatori.