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Reggio, appello di monsignor Morosini ai giovani: “la vita è un dono da offrire, non da conservare”

foto“Apriti alla Verità, porterai la Vita”: questo il titolo della veglia di preghiera per la 51a  Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni che ha avuto luogo, come ogni anno, la IV domenica di Pasqua, la “Domenica del Buon Pastore”. La veglia, presieduta da mons. Morosini e celebratasi sabato 10 maggio presso la parrocchia Santa Maria della Candelora, è stata organizzata dal Centro Diocesano Vocazioni diretto da mons. Salvatore Santoro, rettore del Seminario Pio XI. Il tema scelto “Le vocazioni, testimonianza della Verità” ha portato a riflettere sull’idea che la vita è vocazione e ricerca della Verità. La veglia, che ha visto la presenza dei seminaristi, religiose e religiosi e giovani, è stata scandita in tre momenti che, alla presenza del Santissimo Sacramento esposto per l’adorazione dei fedeli, hanno portato i convenuti a riflettere su tre vocazioni, quella alla vita consacrata, al matrimonio e al sacerdozio.

Dopo il saluto del parroco della Candelora, don Luigi Cannizzo, preghiere e canti si sono alternati alla testimonianza di una suora, suor Loriana delle suore Francescane Alcantarine, che ha sottolineato come la vocazione sia “conformarsi all’immagine di Cristo” e dunque vivere “quello stato che più permette di conformarsi”; di una giovane coppia, Eleonora e Nico per i quali “per amare veramente bisogna sentirsi amati” e “per testimoniare l’amore bisogna conoscerlo”: essi hanno dunque raccontato la storia di un lungo fidanzamento che li ha portati a scoprire la loro vocazione al matrimonio; infine di don Tonino che ha legato la sua vocazione al fatto di aver trovato nel Signore chi lo ha consolato “quando era troppo raggomitolato in se stesso”; inoltre don Tonino ha offerto due immagini di come deve essere il prete, uomo di preghiera e uomo che accoglie gli altri.

foto 3L’Arcivescovo ha voluto offrire due idee alla riflessione dei fedeli. Partendo dal racconto di due aneddoti divertenti ma anche rivelatori di certa mentalità diffusa, il presule ha sottolineato come sia necessario pregare per le vocazioni, come Gesù stesso ha chiesto (“Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe”) ma al tempo stesso come sia necessario fare un’azione pastorale più incisiva. Bisogna far scoprire che la vita stessa è vocazione in quanto dono: “Se la vita mi è stata donata, io la dono agli altri”. Soprattutto per i giovani essere chiamati a vivere nei gruppi parrocchiali è un dono grande da cui scaturisce l’impegno di portare ai propri coetanei ciò che le associazioni trasmettono, ovvero la consapevolezza che la vita è un dono. Inoltre le vocazioni sono l’espressione della comunità che crede. La mentalità prevalente pretende di ricevere il servizio ma non si preoccupa di esso. Solo l’intimità di vita con il Signore può far cambiare le cose; è da essa che dipende tutto.

A conclusione del momento di preghiera, mons. Santoro, nel salutare e ringraziare i presenti, ha voluto fare gli auguri al vescovo per il sesto anniversario della sua ordinazione episcopale che cadeva venerdì 9 maggio.