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Reggio: all’Ordine dei Medici un confronto fra omeopatia e medicina accademica

Frattima Veneziano Zema Falabella Arcovito“Medicina accademica vs medicina omeopatica: aspetti etici, bioetici, sanitari, legislativi, deontologici”: questo l’interessante tema di un incontro – dibattito promosso dall’Ordine dei Medici di Reggio Calabria e che ha coagulato nella città dei Bronzi, esperti provenienti da tutta Italia. In apertura, Antonino Zema, coordinatore della commissione formazione ed aggiornamento, ha evidenziato l’importanza del momento formativo su un argomento che rappresenta anche un’occasione lavorativa per la categoria, mentre il Presidente degli odontoiatri reggini, Filippo Frattima ha messo l’accento sulle alte professionalità dei relatori giunti presso l’Auditorium dell’Ordine dei Medici.

Il Presidente dell’Ordine dei Medici, Pasquale Veneziano ha rammentato l’istituzione del registro per gli esperti omeopati e l’imminente introduzione di uno anche per gli agopuntori.

“Un tempo il medico – ha tuonato Veneziano – era un confessore per il paziente oggi, questo tipo di rapporto non esiste più, siamo diventati più che altro dei burocrati anche per via di tanta gente che cerca di speculare sulla pelle dei pazienti e della nostra categoria”.

Sulla stessa linea il Vicepresidente dell’Ordine dei Medici, Giuseppe Zampogna che, nel relazionare sugli aspetti legislativi innovativi nella pratica medica”, ha ricordato come “la salute non ha prezzo però ha dei costi e non si può trascurare la questione delle prestazioni sanitarie difensivistiche visto l’esponenziale aumento delle controversie di carattere medico – legale”.

Per Vincenzo Falabella, esperto campano del settore e promotore di questo evento “l’iniziativa odierna si inserisce nel percorso formativo che da quattro anni si sta portando avanti in città”. Falabella ha, quindi, relazionato sulla regolamentazione della medicina omeopatica e sulla prevenzione attraverso l’omeopatia ed il modello Toscano.

“Il consenso informato – ha spiegato Antonello Crisci, professore associato di medicina legale all’Università di Salerno – deve essere inteso come uno strumento che serve a rasserenare il rapporto fra medico e paziente, infatti, la cosa migliore, è informare correttamente il paziente su ciò che verrà effettuato acquisendo da questi un valido consenso. Un paziente informato, normalmente, accuserà dopo il medico per eventuali complicanze perché noi sappiamo che la medicina non è matematica e le complicanze possono avvenire anche senza responsabilità medica”.

Per Piero Varano, già medico di medicina generale, “il consenso informato assume ancora più importanza in omeopatia considerato che si fuoriesce dall’ambito della medicina convenzionale”.

“La medicina omeopatica – ha sottolineato Egidio Galli, medico Inps e specialista in medicina dello sport – è basata sull’evidenza in quanto medicina sperimentale e prima forma di medicina in assoluto che ha introdotto numerose tecniche ben prima della medicina tradizionale. Anche se molti non lo sanno, esistono molti studi che dimostrano come l’omeopatia sia altamente efficace e quasi paragonabile ai farmaci corrispondenti per la stessa patologia”.

Secondo Guido Giarelli, docente di sociologia generale all’Università di Catanzaro, “l’Evidence based medicine è una metodologia utile se intelligentemente applicata in maniera critica il che vuol dire tenere conto sia della sua esperienza sia di quelle che sono le caratteristiche del paziente”.

Marco Tescione, consigliere dell’Ordine dei Medici, si è occupato di “accanimento terapeutico” analizzando tutta una serie di casi clinici che hanno posto molti interrogativi ma anche calamitato l’attenzione dei presenti.

Sebastiano Di Salvo, Dirigente Medico presso il reparto di Epatologia al Policlinico di Catanzaro, ha rammentato come “l’approccio omepatico, all’inizio ed alla fine della vita, è molto molto simile a quello medicina convenzionale e permette di avvalersi di strumenti diagnostici e terapeutici ulteriori per integrare al meglio l’assistenza al paziente in questi momenti”.

“Gaetano Arcovito, Dirigente Medico dell’Asl messinese, ha relazionato su “luci ed ombre della comunicazione mediatica in omeopatia” mentre lo psichiatra reggino, Giovanni Carlo Biazzo, ha parlato di “etica medica”.

Di deontologia del medico omeopata ha relazionato Vito Antonio Manzo, Dirigente Medico in Campania. “La palliazione in omeopatia” è stato l’argomento su cui ha disquisito, invece, Salvatore Cirelli, Dirigente Medico all’Asp di Cosenza, mentre di “educazione sanitaria” si è occupato Giuseppe Mirarchi, Responsabile del Polo Sanitario di Siderno.