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Reggina, Gagliardi continua a fare polemica sul girone d’andata mistificando la realtà

BochniewiczIn sala stampa nel post partita di Reggina-Brescia, finita 1-1 oggi pomeriggio allo stadio Granillo, il 18enne polacco prodotto del vivaio amaranto Pawel Bochniewicz, tra i migliori in campo alla 7^ presenza stagionale, ha dichiarato: “siamo molto dispiaciuti per la retrocessione, ma nonostante questo ci teniamo ad onorare la maglia. In queste altre 4 partite soprattutto noi giovani vogliamo dimostrare di poter fare cose buone per l’anno prossimo. Abbiamo concluso la partita con nove prodotti del vivaio. Nove giocatori del Sant’Agata sono tanti, quasi tutta la squadra e sono contento di questo. La mia posizione a centrocampo? Faccio quello che mi chiede il mister. Mi sento meglio da difensore centrale, ma se l’allenatore lo richiede mi so adattare. Sto cercando di dare il massimo per dimostrare che anche l’anno prossimo posso dare il mio contributo. Ho rinnovato il contratto con la società”.

GagliardiDopo quasi un’ora di attesa, è arrivato anche Franco Gagliardi: “è stata una prestazione d’orgoglio, sono soddisfatto: peccato per il calcio di rigore concesso agli avversari, che ci costringerà a fare a meno di Lucioni martedì sera a Siena. Abbiamo chiuso con 9 calciatori del’ Sant’Agata in campo, a dimostrazione che in questo periodo siamo riusciti a rilanciare un patrimonio che si stava disperdendo, e sia chiaro che quando dico questo non voglio fare polemica verso nessuno. Di Michele? Vi dico che anche se ci fosse stato, non avrebbe giocato titolare. Se vorrà sarà sempre una bandiera della Reggina, così come lo considerano sia Gagliardi che Zanin. I quindici punti ottenuti, avrebbero avuto un senso solo se ci fossero ancora speranze di salvezza, ma in ogni caso sono convinto che ne faremo altri. Se la Reggina in Lega Pro ripartisse con questa squadra, sicuramente  si candiderebbe ad un ruolo da grande protagonista. Dei giovani che stiamo lanciando, vi dico che Bochniewicz in futuro potrebbe tranquillamente giocare in club come Real Madrid e Borussia Dortumund. Il mio futuro? Sono in scadenza, di sicuro voglio continuare a fare calcio, anche se non farò più l’allenatore. Mi sento un reggino doc, e voglio bene al Presidente Foti, così come lui ne vuole a me: se la Reggina chiama, io ci sono sempre, direi di si anche alla proposta di fare il guardiano. Sicuramente anche io ho commesso degli errori, li valuterò e li analizzerò con serenità, ma vi posso assicurare che ho sempre agito con passione e con spirito amaranto…”.

gagliardiSulla passione e lo spirito amaranto di Franco Gagliardi non ci sono dubbi, ma non riusciamo a capire come oggi possa ancora continuare a fare polemica rispetto al girone d’andata. Quando Gagliardi afferma “abbiamo chiuso con 9 calciatori del’ Sant’Agata in campo, a dimostrazione che in questo periodo siamo riusciti a rilanciare un patrimonio che si stava disperdendo” (che senso ha poi aggiungere di non voler fare polemica, se bastano queste frasi per fare polemica?), dovrebbe spiegare chi, come e perchè stava disperdendo questo patrimonio.

Oggi la Reggina gioca con 9 prodotti del vivaio (ed è una cosa buona e giusta) perchè Bochniewicz, Caruso e Coppolaro stanno trovando spazio adesso a retrocessione già maturata, Pambou e Barillà sono arrivati a gennaio quindi nel girone d’andata non erano a disposizione di Atzori e Castori che si sono alternati alla guida della Reggina, mentre Adejo, Di Lorenzo e Maicon hanno fatto più presenze nel girone d’andata che in quello di ritorno, giocando per giunta meglio nella loro posizione congeniale e non in modo improponibile come spesso e volentieri è accaduto con Gagliardi e Zanin. Infine il 9° è Dall’Oglio che è stato lanciato proprio da Atzori che l’ha valorizzato al meglio dalla primavera alla prima squadra nonostante gli iniziali mugugni del pubblico. Inoltre nel girone d’andata stava trovando spazio (8 presenze) anche il talentuoso spagnolo Maza, che non è un prodotto del vivaio ma è sempre un giovane di proprietà della Reggina, poi dimenticato da Gagliardi e Zanin. E che dire di Adriano Louzada, 14 volte in campo con Atzori (9 da titolare) che poi addirittura ha deciso di non tornare dal Brasile una volta appresa a gennaio la notizia del nuovo esonero del mister? Anche lui era un giovanissimo prodotto del Sant’Agata.
La realtà è che Atzori stava non solo facendo il meglio possibile con quella squadra, ma stava anche valorizzando al massimo il vivaio e il settore giovanile della Reggina. Perchè, quindi, oggi dopo mesi, queste dichiarazioni così false e bugiarde?

Il problema, di per sè, non è Franco Gagliardi. Il problema è Simone Giacchetta che con le sue ingerenze ha fatto in modo che Atzori fosse allontanato non una ma due volte, ha poi usato Gagliardi e Zanin come marionette imponendogli modulo, ruoli e formazioni. E questo è noto.

Per quale motivo, quindi, Gagliardi insiste con queste insulse frecciatine sul passato mistificando la realtà? La Reggina è retrocessa in serie C fondamentalmente perchè non è riuscita a vincere le due partite decisive, entrambe al Granillo, contro Varese e Crotone. In entrambi i casi s’è trattato di un suicidio tattico legato alla guida tecnica della squadra. Con il Varese gli amaranto erano in vantaggio 2-0 a 20 minuti dalla fine e hanno avuto l’abilità di perdere 3-4, con il Crotone hanno subito 3 gol negli ultimi 15 minuti. Gagliardi faccia mea culpa, per quanto riguarda il girone d’andata l’unico rammarico è quello di non aver consegnato a un signor allenatore come Gianluca Atzori quei validi tasselli (Pigliacelli, Barillà e Pambou oltre a Dumitru e Frascatore) che avrebbero consentito alla squadra di posizionarsi in bel altri livelli della classifica, senza le ingerenze di Giacchetta che è il responsabile unico e assoluto del disastro sportivo della Reggina, dopo 19 anni in serie C. Con Benassi, Gentili, Rigoni, Falco e Cocco, probabilmente, Gagliardi e Zanin non avrebbero neanche vinto una partita.