fbpx

Posti i sigilli a tre impianti di depurazione delle acque reflue a Santo Stefano d’Aspromonte e Sant’Alessio (FOTO)

imagePersonale militare dell’Unità Organizzativa Polizia Giudiziaria della Capitaneria di Porto di Reggio Calabria, ha proceduto, nella giornata del 13 maggio scorso, sentito il magistrato di turno della locale Procura della Repubblica, a porre sotto sequestro preventivo d’urgenza, tre impianti di depurazione ubicati nel comune di Santo Stefano d’Aspromonte nelle località “Caminello” e “Mannoli” e nel comune di Sant’Alessio in località “pontone”.
Più nello specifico, è stato accertato e verificato in flagranza, che i depuratori, erano in totale stato di abbandono da diverso tempo, invasi da folta vegetazione spontanea (tale da non permettere l’accesso ad alcuni di essi), inattivi e quindi, le acque reflue, senza subire alcun tipo di processo depurativo, si riversavano direttamente nei torrenti “Minnici”, Basolaro” e “Alessio” affluenti del torrente Gallico per poi terminare in mare, creando pertanto danni all’eco-sistema marino costiero.
All’atto del sopralluogo, gli impianti non erano presidiati da personale preposto alla gestione e all’interno di alcune vasche presenti, sono stati rinvenuti fanghi solidificati e sabbie, circostanze riconducibili ad un non corretto smaltimento dei predetti rifiuti, infatti, i responsabili tecnici dei comuni non hanno fornito alcuna documentazione inerente i registri di impianto, di carico/scarico rifiuti mod. A1 e i relativi formulari, violando pertanto quanto disposto dal testo unico amimage 2bientale relativamente all’immissione di rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido o liquido nelle acque superficiali.
E’ stato possibile inoltre accertare che, uno dei tre impianti, precisamente quello ubicato in località “Caminello” del comune di Santo Stefano in Aspromonte è stato anche interessato da un evento franoso che ha determinato il distacco di alcune sue strutture comportando problematiche legate alla sicurezza.
Il depuratore del comune di Sant’Alessio in Aspromonte, invece, ricade in parte, sul greto del torrente “Alessio” in un sito di difficile accesso anche pedonale, circostanza che non consente neppure l’effettuazione delle basilari manutenzioni ordinarie.
Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria Dr. Barbara BENNATO, giusta richiesta di convalida del Sostituto Procuratore Dott. Salvatore FARO della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, ha convalidato le attività eseguite dal personale della Guardia Costiera, emettendo proprio decreto di sequestro preventivo dei tre impiantiimages.
La stessa Autorità Giudiziaria ha affidato, ai responsabili comunali, la custodia con facoltà d’uso dei depuratori, al fine di consentire alle amministrazioni comunali interessate, l’urgente messa in funzione ed il ripristino delle anomalie riscontrate in sede di accertamento e l’immediato corretto smaltimento dei rifiuti ivi presenti.
“La corretta gestione degli impianti di depurazione in generale, compreso il corretto smaltimento dei rifiuti ivi prodotti, devono essere gli obiettivi che ogni amministrazione pubblica deve perseguire, al fine permettere la corretta salvaguardia dell’intero ambiente sia fluviale che marino-costiero. In tal senso gli uomini della Guardia Costiera, proseguiranno nelle attività di monitoraggio avviate negli ultimi anni per perseguire quel percorso di legalità che miri ad una prevenzione a 360° dell’intero territorio, in ossequio alle direttive della locale Procura della Repubblica”.